Un tavolo tecnico per stabilire le nuove modalità di gestione della raccolta rifiuti

12 Commenti

  1. Se tutto ciò venisse attuato sarebbe veramente un ottimo risultato! Anche se io qualora fosse possibile avrei inserito un incentivo alla raccolta indifferenziata come è stato introdotto già in molti paesi! Codificando i rifiuti raccolti, in maniera tale che le famiglie ne abbiano un ritorno a livello fiscale a fine anno! A mio avviso ciò permetterebbe un notevole aumento della percentuale di raccolta differenziata ed una sensibilizzazione maggiore! Dato che esistono centri di riciclo come quello nel Veneto di Vedelago che acquistano i rifiuti trasformandoli (nulla si crea e nulla si distrugge, quindi No a Inceneritori, pirogassivicatori e quant’altro!) in prodotti per l’edilizia per esempio! Bisogna iniziare a far capire che i rifiuti correttamente differenziati sono una risorsa e non un problema!

  2. Antonio ha detto:

    Siamo nel 2012… anzi quasi nel 2013 quindi se paghiamo un servizio questo deve essere sempre disponibile e fruibile. Mi spiego: se pago la bolletta della luce posso usufruire della corrente elettrica 24 ore su 24, quando voglio. Se pago l’acqua (e la fognatura) posso andare in bagno quando voglio. Se pago la bolletta del telefono posso telefonare quando voglio, stessa cosa per il canone RAI ecc…
    Quindi se pago la tassa dei rifiuti devo poter buttare l’immondizia quando voglio. Tutti i rifiuti (umido, plastica, carta, indifferenziato ecc.) si devono poter buttare tutti i giorni, 24 ore su 24.
    Se uno va nella casa di campagna solo la domenica deve poter buttare i rifuti (ovviamente differenziati) anche la domenica, a qualsiasi ora.
    E siccome siamo nel 2012 (quasi 2013) esiste anche la libera concorrenza e la libertà di scelta: possiamo scegliere tra diverse società per la benzina, l’energia elettrica, la telefonia.
    Perchè non possiamo scegliere a chi affidare il servizio di smaltimento dei rifiuti e siamo tutti costretti a pagare la tassa (il pizzo) a una sola società privata?????

    • ambientalista ha detto:

      caro signor Antonio Le faccio notare che l’energia ,l’acqua ,i telefoni,la televisione li può utilizzare 24 ore al giorno, ma ha un misuratore , paga in base al consumo e mi creda sono molto salati quantunque la liberalizzazione , per l’immondizia non è così .Se cosi fosse mi creda i ponti e i boschi e le strade sarebbero discariche a cielo aperto.
      Oggi l’unica cosa possibile è tenere centri di raccolta differenziata aperte più ore , ma vigilate.
      Le tariffe si dovrebbero pagare in base al servizio

    • Giuseppe ha detto:

      ma uno che vive fuori ed ha una casetta in campagna al paese per il quale:
      1) ha pagato oneri di urbanizzazione senza avere rete fognaria
      2) paga una IMU Anch’essa SALATA
      3) paga una TARSU più alta della residenza

      se viene DOMENICA si deve portare indietro la spazzatura?
      signo ambientalista cerchi di capire che oltre agli impuntamenti ideologici ci stanno pure i diritti (per cui si pagano tasse SALATE) di chi soggiorna peridoicamente o stagionalmente.

      IL MONDO NON FINISCE ALLA FIUMARA

      • ambientalista ha detto:

        Comprendo la sua amarezza , ma la mia non è pura ideologia . Sono stata la prima a dire che le tariffe della TARSU devono essere riviste , se non si ha il servizio della raccolta in campagna , si dovrebbe pagare solo lo smaltimento . il comune dovrebbe attivare centri di raccolta vigilati anche domenica.
        quanto all’IMU è una piccola patrimoniale , solo una parte va al comune .
        Quanto alla rete fognaria non esistente ha ragione ,ma credo che poco si è vigilato nei pozzi neri( a perdere ) esistenti in campagna, compromettendo le falde acquifere e i terreni

        • L’ideale sarebbe il passaggio dalla TARSU (Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani) alla TIA (Tariffa Igiene Ambientale)

          La principale delle differenze tra Tarsu e Tia è nei criteri di commisurazione del prelievo. In particolare, mentre la tassa rifiuti è calcolata sulla base dei metri quadrati dei locali e delle aree occupate dal contribuente, senza che rilevi il numero degli occupanti, nel caso della tariffa il sistema è più complesso. La tariffa è suddivisa in una quota fissa e in una quota variabile. La prima è rappresentativa delle spese generali sostenute per l’organizzazione del servizio, che in quanto tali non variano in funzione della quantità di rifiuti prodotti. Si tratta, per fare degli esempi, delle quote di ammortamento degli impianti, delle spese di amministrazione e dei costi di gestione dei rifiuti esterni (spazzamento strade). La seconda deve tendere ad avvicinare il prelievo al grado di fruizione del servizio pubblico da parte dell’utente. Questo avviene modulando l’ammontare da pagare in ragione di specifici parametri normativi. A tale scopo, gli utenti del servizio vengono suddivisi in due categorie: le utenze domestiche (famiglie) e le utenze non domestiche (operatori economici). Con riguardo alle prime, i parametri per determinare l’importo da pagare sono costituiti dai metri quadrati dei locali e dal numero dei componenti del nucleo familiare. Per gli operatori economici, invece, i criteri previsti sono costituiti dalla superficie dei locali e dalla produttività media di rifiuti per metro quadrato, individuata per ciascuna macro tipologia di attività. Nei Comuni maggiormente efficienti i criteri sopra indicati sono sostituiti dalla pesatura individuale dei rifiuti prodotti. In questo sistema, i cittadini pagano una somma direttamente corrispondente alle quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico.
          Un’ulteriore differenza tra le due tipologie di prelievo è che mentre nella Tarsu non esiste l’obbligo della copertura integrale dei costi del servizio, essendo sufficiente che il Comune assicuri una copertura minima del 50%, nella Tia invece, almeno a regime, tale obbligo sussiste. Le spese da coprire con la tariffa, inoltre, sono superiori a quelle della Tarsu, e ciò accade perché nella Tia si tiene conto anche delle spese di amministrazione (stipendi del personale amministrativo, oneri del contenzioso, perdite su crediti), ecco perché, mediamente, gli importi da pagare a titolo di tariffa sono più elevati di quelli dovuti per la Tarsu.
          Le considerazioni sopra evidenziate si riferiscano alla tariffa Ronchi, l’unica oggi applicata. La tariffa prevista dall’articolo 238 del Codice dell’ambiente, infatti, è rimasta sulla carta per mancanza del decreto attuativo. Mentre la tariffa del decreto correttivo del Codice, stante l’estrema genericità del dettato legislativo, recepisce il metodo di costruzione della tariffa Ronchi, con possibilità di apportare variazioni da parte dei Comuni.

          Fonte: http://www.espertorisponde.ilsole24ore.com/problema-settimana/tia-tarsu-divise-calcoli:20090112.php

  3. ambientalista ha detto:

    Signor Sindaco complimenti per l’iniziativa democratica .
    concordo su tutto ciò che ho letto , tranne che in questo punto:
    “intensificare, a cominciare dalle scuole, l’informazione sul corretto smaltimento dei rifiuti e sulle singole frazioni da differenziare;”
    la scuola DEVE avere il ruolo di EDUCARE sul perchè la raccolta differenziata . I giovani devono capire che la materia non si crea e non si distrugge , ma si TRASFORMA, quindi tutto ciò che è riutilizzabile non può finire nella discarica .
    inoltre tutti i DIRIGENTI devono vigilare sull’operato, e inserire correzioni.
    i cittadini Castelbuonesi da soli , senza l’intervento di nessuno cercano di gestire il problema del porcile che i gatti , per cercare il cibo operano tutti i giorni .

  4. gabriele raimondo ha detto:

    Io sono per la tesi creazionista: la materia è stata creata dal nulla.

    • ambientalista ha detto:

      se Lei, comune mortale riesce a creare materia ed energia dal nulla sarà il più ricco del mondo. Gli americani i Cinesi gli Indiani lo pagherebbero moltissimo
      auguri

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