“Una squadra per la scuola”: l’adeguamento sismico del Minà Palumbo uno spreco di risorse pubbliche . Lettera a Musumeci

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10 Commenti

  1. Demolition Team ha detto:

    “È troppo tardi ormai…” diceva una vecchia canzone. Le ruspe hanno già i motori accesi e non sarà certo una letterina a fermarle.
    Questa amministrazione sarà tristemente ricordata anche per questo scempio. Questo, insieme agli altri già perpetrati.

  2. Corea del Nord ha detto:

    Calare una progettazione dall’alto senza sentire gli attori coinvolti e soprattutto progettare una scuola con criteri di 40 anni fa è degno di un regime totalitario. Andatevi a guardare le architetture innovative sul sito dell’Indire e poi comparatelo con questo progetto, viene da sparare le voci.

  3. Ma di cosa stiamo parlando? ha detto:

    «La classe è obsoleta». Con queste parole l’architetto Prakash già nel 2011 evoca la necessità di un ripensamento dello spazio didattico, additando come un’eredità della rivoluzione industriale la classe organizzata in file di banchi allineati in uno spazio ristretto. In Italia i primi segnali di un cambiamento nel processo di riflessione sulla funzione degli spazi scolastici è stato avviato con una ricerca di tipo osservativo condotta da «Indire» nel 2012. La ricerca ha poi supportato l’attività di progettazione delle «Nuove linee guida per l’edilizia scolastica» pubblicate dal MIUR nel 2013. E nell’attesa delle specifiche tecniche, diverse scuole si sono comunque cimentate nell’avviare percorsi di riflessione sul rapporto tra spazio e apprendimento e hanno cominciato ad esplorare nuove modalità di uso dello spazio nonostante i limiti strutturali dovuti all’impossibilità di cambiare in maniera incisiva gli spazi della scuola. Nelle Linee Guida sono descritti cinque spazi paradigmatici identificati come modelli significativi di ambienti di apprendimento, basati su una logica di tipo «prestazionale» che li rende versatili rispetto agli obiettivi di apprendimento purché si utilizzino arredi mobili, confortevoli, in grado di supportare attività didattiche differenziate, spesso accompagnate dall’utilizzo di tecnologie digitali in rete. Spazio Agorà, Spazio Classe, Spazio Laboratoriale,Spazio Individuale e Spazio Informale, descritti nelle «Linee guida dell’edilizia», costituiscono dei micro ambienti e rappresentano l’alternativa al modello concettuale tradizionale. L’obiettivo è quello di avviare un processo di cambiamento ad un livello intermedio prima di arrivare a costruire scuole senza classi o con spazi così poco connotati da renderli modificabili a semplice richiesta degli utenti, studenti e docenti.
    (fonte: Cannella, G. Lo spazio informale: dalle Linee guida per l’edilizia scolastica alla realizzazione pratica. In «Turris Babel», 97, Fondazione Architettura Alto Adige, Bolzano.)
    Invece a Castelbuono ed alla regione a Palermo abbiamo altri architetti, oh che architetti!

  4. Nicolo Piro ha detto:

    In ogni caso ad approvare il progetto (rilascio del permesso a costruire) dovrà essere il Comune di Castelbuono.

  5. Parliamo senza sapere cosa diciamo ha detto:

    Io, più che agli ambienti, in primis miro alla qualità dell’insegnamento. Insomma preferisco sempre gli insegnanti che sanno cosa dicono quando aprono la bocca e che sanno come trasmettere il sapere e il saper fare a quegli insegnanti che non hanno questa cognizione, ritenendo che basti sventolare qualunque baggianata mascherata di modernità per assurgere a professori nell’accezione più propria del termine. Ancora una volta non è l’abito che fa il monaco. Insomma preferisco la scuola “antiquata” che ci diede tutte quelle menti che costituiscono il genio italico alla scuola che ci ha fatto omaggio, per esempio, dell’attuale presidente della Regione Sicilia, dell’attuale sindaco di questo sciagurato paese (il quale per non rubare cultura manco apriva i libri, ammesso che ne abbia mai comprato uno) e della quasi totalità della classe politica locale, regionale e nazionale che è dedita alla politica per istinto di sopravvivenza.

  6. Sergio Barreca ha detto:

    In questa, come in tutte le occasioni, hanno bel lontano anche il concetto di “bellezza”.
    Una bellezza misera veicolata come mezzo per raggiungere una presunta utilità ma che poi dà luogo a dispendio di denaro pubblico.
    Anche in questo caso uno dei più grandi problemi dei nostri amministratori è la totale mancanza di gusto.
    Anzi. Di buon gusto (ma forse si sono adeguati alla modalità di intervento adottato nella vicina fontana della Madonna del Palmento).
    Il buon gusto di tacere quando non si è in grado di rispondere.
    Il buon gusto di condividere le scelte prima di renderle azioni.
    Il buon gusto di coinvolgere menti e professionalità per intraprendere un processo di sviluppo virtuoso.
    Il buon gusto di mettersi a servizio della collettività nell’espletamento delle attività di gestione.
    In assenza di buon gusto non si può scorgere la bellezza. Quella bellezza che permea ogni angolo della nostra amata Castelbuono.

  7. Brutta storia ha detto:

    Domani partono le ruspe per demolire la scuola media. Ora si che il sindaco passerà alla storia.

  8. Napoleone ha detto:

    La demolizione della scuola media e quella delle Fontanelle saranno la nemesi storica del sindaco

  9. Lino Mazzola ha detto:

    Sono iniziati i “lavori”.
    Si apprestano a buttare giù l’edificio dell’Istituto Comprensivo “Miná Palumbo”, efficiente e funzionale,
    per riedificarlo….”più bello e più superbo che pria “, come viene detto nel monologo più esilarante della storia del teatro.
    Ma lí è Nerone che parla, il Nerone di Ettore Petrolini.
    A Castelbuono novelli “ Cesari”, incuranti delle opinioni espresse da larga parte delle popolazione, suffragate e supportate da puntuali e coerenti analisi tecniche, si arrogano il diritto di sbeffeggiare i cittadini, senza nemmeno porsi il problema se sia il caso di venire incontro a qualche legittima istanza della popolazione, scolastica soprattutto.
    Della serie Marchese del Grillo:
    Io so io e voi non siete un ca…….!!!!

    • antonio ha detto:

      circa dieci anni fa sono stati spesi soldi PUBBLICI per le voci ADEGUAMENTO ENRGETICO …ricordo anche una CONFERENZA. soldi NOSTRI buttati, proprio perché soldi nostri trattati con incuranza.

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