Unione dei Comuni madoniti, una titanica impostura

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6 Commenti

  1. Pietro Mazzola ha detto:

    In consiglio comunale abbiamo manifestato i nostri dubbi su questa Unione dei Comuni. Ricordando che i vari GAL, Parco, Sosvima ecc. si sono rivelati dei fallimenti, hanno creato soltanto illusioni. Questi Enti hanno gestito tanti soldi, ma lo sviluppo madonita non si è visto. Eravamo per adottare le convenzioni, ma non c’è stato concesso, le opposizioni hanno approvato l’Unione dei Comuni. Questa Unione dei comuni oltre a quanto esposto nell’articolo porterà un aumento di spese per i 21 comuni facenti parte e considerato che Castelbuono è uno dei più popolosi, sarà il comune che pagherà di più, questo grazie alle opposizioni che l’hanno fortemente voluto.

  2. anda ha detto:

    Non si sente più nessuno , sembra che tutti quanti abbiano scritto il copione .Mi chiedo i cosiddetti spiriti liberi che fine hanno fatto , i movimenti dove sono , i partiti cosa fanno ,i 5 stelle sembrano non interessarsi delle madonie. I Campanili non suonano più ? L’orgoglio del proprio paese se perso ? O la globalizzazione ci ha rin…..ito?E da troppo tempo che i gruppi di potere lavorano indisturbati nelle Madonie? o sto sognando

  3. Anonymous Ypsigro ha detto:

    Chiunque usi razionalità e buon senso, a maggior ragione un ex amministratore, non dovrebbe nutrire dubbi sul fatto che, almeno a livello locale, i luoghi in cui “a viso aperto e alla luce del sole” i cittadini (per il tramite dei loro rappresentanti eletti direttamente) prendono decisioni in modo democratico sono esclusivamente i Consigli Comunali.

    Se vi fossero prove concrete sul fatto che un “gruppo di potere” costituito da una “piccola oligarchia di presuntuosi locali” operante nelle Madonie, fosse in grado di condizionare il voto di non uno, due o tre Consigli, ma addirittura qualcosa come quindici (ad oggi) Consigli Comunali, sarebbe del tutto evidente che questo manipolo di individui sarebbe da tempo oggetto delle attenzioni delle autorità giudiziarie.

    La realtà è che l’accorpamento coatto non è vigente né in Italia (gli effetti del D.L. 31.5.2010 nr. 78 sono stati prorogati al 31.12.2017, tenuto conto che l’Ordinanza del TAR del Lazio del 28 ottobre scorso imporrà nel frattempo una valutazione di costituzionalità), né tanto meno è vigente in Sicilia dove il citato D.L. non è stato mai recepito.

    Quello in atto nelle Madonie è dunque un processo spontaneo nel quale, qualora il Consiglio Comunale di un dato Comune avesse voluto optare per la “semplice” Convenzione in luogo dell’adesione all’Unione, avrebbe potuto liberamente farlo (e così faranno i Comuni di Caltavuturo, Sclafani Bagni e Scillato, già aderenti all’Unione dei Comuni Val di Imera Settentrionale).

    E questa “duplice modalità” aggregativa trova un chiaro riflesso nello Statuto dell’Unione delle Madonie la quale, è giusto il caso ricordarlo, sarà la più grande Unione di Comuni d’Italia e vanterà un Consiglio dell’Unione nel quale ciascun Comune, da Blufi a Castelbuono, sarà rappresentato dallo stesso numero di consiglieri, mentre i costi di funzionamento dell’Unione verranno ripartiti tra i Comuni aderenti sulla base del numero di abitanti.

    Insomma, invece di vedere sempre il diavolo dietro ad ogni iniziativa (visto che siamo in presenza di Enti che decidono di mettersi assieme in funzione di una strategia di sviluppo, e non per un obbligo di legge ispirato dalla solita logica di riduzione dei costi) sarebbe proprio il caso di lasciarsi andare per una volta all’ottimismo della speranza che, finalmente, si possa aprire una stagione in cui le Comunità madonite e le loro istituzioni possano abbandonare rivalità e campanilismi, per affrontare le immani sfide che abbiamo di fronte, come Territorio e Comunità Madonita.

    • annamaria cangelosi ha detto:

      Leggo con interesse la questione presentata nell’articolo e mi piacerebbe capirne di più. Leggo con interesse la risposta di anonymus ypsigro che mi sembra molto informato. Però mi chiedo quale possa essere il motivo di una risposta anonima ad una questione che viene presentata trasparente e positiva per la comunità. La cosa mi lascia molto perplessa…

      • Anonymous Ypsigro ha detto:

        La ringrazio cara signora, e mi scuso se mi nascondo dietro un siffatto pseudonimo. Ma rivelare la mia identità inficerebbe l’obiettività di ciò che ho riportato, anche in passato. Così nonostante comprendo che si profili un velo di vigliaccheria, ma così potenzialmente passa solo il messaggio!!! Ad maiora.

        “I’m Anonymous, I’m nobody, I’m every one of you!”

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