Via il nome di Alfredo Cucco dalla toponomastica termitana, al suo posto un deportato

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7 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Gent.mo Sig. Ciro Cardinale di esperonews.it,
    Lei ed i suoi amici dell’ANPI, avrete ben gioito della decisione dell’attuale amministrazione di Termini Imerese, ma dare del mafioso all’On. Cucco è davvero troppo.
    Se avesse studiato la Storia (quella con la S maiuscola, non solamente quella scritta dai vincitori) saprebbe sicuramente che l’On. Cucco fu incriminato diverse volte nella sua vita. Venne giudicato da tribunali fascisti e da tribunali antifascisti, ma sempre assolto, sia dalle accuse di mafia che da quelle di fascismo.
    Fu una persona corretta, coerente con le proprie idee sino alla fine. Se pensiamo ai politici di oggi che cambiano parrocchia a convenienza ogni volta che cambia il vento…
    La invito infine a leggere il famigerato manifesto della razza, ma senza preconcetti e con gli occhi di uno scienziato quale era il Dott. Alfredo Cucco. Scoprira’ così, che più che un manifesto sul razzismo si tratta di un manifesto dell’antirazzismo. Infatti già dall’art. 1 sta scritto che non esistono razze superiori od inferiori, ma solo razze differenti (sempre da un punto di vista scientifico, come poteva interpretarlo un medico di circa 100 anni fa). Se poi da quel manifesto ne sono susseguite le vergognose leggi razziste (non lo so se è stato per questo), mi dica cosa c’entri in tutto questo il Dott. Cucco. La invito inoltre a leggere la lista degli altri sottoscrittori. Si stupirà di trovare anche nomi di antifascisti come Giorgio Bocca. Rifletta. Con la sua mente, non con quello che le hanno raccontato a scuola. La storia viene sempre scritta dai vincitori. Non Le sto chiedendo di cambiare idea, me ne guarderei bene, ma solo di cambiare il punto di osservazione per 10 minuti per poi ritornare sulle Sue posizioni.
    Cordialità.

  2. Benedetto ha detto:

    E lei si legga il libro del prof. Matteo Di Figlia.

  3. Giuseppe ha detto:

    Certo che l’ho letto! Come ho letto pure il libro del prof. Domenico Lo Iacono, che ho trovato piu’ interessante e che consiglio anche a lei. Ma più dei libri dei cattedratici, più o meno giovani, trovo più interessante cosa ricordano di Lui i suoi contemporanei. Chieda ad un qualsiasi anziano ultra ottantenne, anche comunista, di chi stiamo parlando. I suoi contemporanei erano orgogliosi di essere un suo compaesano. In ogni remoto angolo d’Italia bastava dire che si era compaesani del Dott. Alfredo Cuccco per essere tenuti in altissima considerazione. Nessun compaesano che sia passato dal suo studio medico di Palermo per una visita ha mai pagato. Si tolga quella benda rossa dagli occhi e liberi la sua mente dai preconcetti che 70 anni di delirio antifascista le hanno inculcato. Il fascismo è stata una delle peggiori pagine della storia d’Italia, ma con le dovute eccezioni come l’Onorevole Alfredo Cucco da Castelbuono.
    La vera vergogna è di chi chiede di cambiare la toponomastica a Lui dedicata, come a Termini Imerese, o di chi si è opposto a dedicargli una via, come a Castelbuono.

    • Benedetto ha detto:

      Non ho nessuna benda rossa agli occhi, anzi…… dico solo che per giudicare un personaggio bisogna farlo a 360 gradi, cosa che lei non fa. Evidentemente non ha letto bene il libro del prof. Di Figlia, che è sicuramente scevro da preconcetti (so per certo che Lo Iacono fu un allievo di Cucco), dato che è stato stampato in una pregiata collana diretta dall’illustrissimo prof. Orazio Cancila.

  4. Giuseppe ha detto:

    Premetto che ho dato un “mi piace’ al Suo ultimo commento.
    Il libro del Prof. Di Figlia l’ho letto 2 volte, proprio per cercare di giustificare le sue tesi, senza riuscirci. Con tutto il rispetto che porto al Prof. Di Figlia, mi chiedo però su quali testi abbia studiato un ragazzino del 1979? Ha studiato tanto ed ha studiato benissimo, da conseguire la laurea giovanissimo, con il massimo dei voti e la lode. Mi sono chiesto ancora, chi ha scritto i testi sui quali ha studiato? Sono stati scritti dagli stessi storici che hanno costruito ” la grande bugia”, come l’ha definita un giornalista, che storico non è, come Panza. Quindi quello che scrive il Prof. Di Figlia, lo fa in buona fede, perché quello ha appreso.
    Per questo do’ più credito a storici più anziani, come il Prof. Lo Iacono, che ebbero la fortuna di conoscere il Prof. Cucco personalmente.
    Per quanto riguarda infine la targa di Termini Imerese, piuttosto che rimuoverla, sarebbe bastato rinominarla. Anziché via Alfredo Cucco – federale fascista, si poteva scrivere via Alfredo Cucco – scienziato, così non si sarebbe toccata la sensibilità di nessuno.

  5. Benedetto ha detto:

    Definire il prof. Di Figlia solamente “un ragazzino del 1979” è una caduta di stile, per non dire altro. Forse lei, leggendo il libro del prof. Di Figlia, non ha fatto caso a queste frasi: “Il Giudaismo è un’anima. Chiusa in un isolamento millenario, limitata dal rancore, tremebonda di fronte alle assidue persecuzioni, demoralizzata da un’azione covante cupi propositi di vendetta contro il cristiano, l’anima ebrea è malata di solitudine, di antisocialità, spesso di odio e perciò è incapace di assimilazione attiva e passiva. Non si assimila, cioè ad altre razze, né si lascia da esse assimilare. Anzi, costituisce un lievito eterno di disunione e di disgregazione in seno alle civiltà di ogni tempo”. Sono tratte dal maggiore testo dell’antisemitismo palermitano, che Cucco lo definì un’opera “monumentale nella storia della cultura nazionale”. Era il 1954, e tutti sapevano cos’era stata la Shoah, compresa una persona intelligente come Cucco.

    • Giuseppe ha detto:

      Non mi ha capito, o meglio non mi sono spiegato bene. Quando parlavo del ragazzino del ’79 pensavo al Prof. Di Figlia alla fine degli anni ’80 (quindi giovanissimo) che si cominciava ad appassionare alla Storia

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