A proposito di culto delle tradizioni di Castelbuono: Le quarare e le fave di San Giovanni

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2 Commenti

  1. Angelo ha detto:

    Siempre grande prof. Genchi. Ha perfettamente ragione , in alto i cuori. Buona festa di S. Giovanni.

  2. Enzo Dì Garbo ha detto:

    Bravissimo Massimo!
    La festa di San Giovanni a quei tempi si organizzava pure nello spazio intorno ai “canalèddra” a stratalònga. Coinvolgeva mio padre (mastro Nzulo u scarparu), mastro Calìddro, don Mimì Micale, Turìddro Luppolo (barbiere), don Pitrìno Di Garbo (u viddrànu-sarto) don Martino Meli (forse), tuo nonno mastro Sarìddro e, come me e affiliati anche tuo papà, don Sasà. Ricordo che una volta, per imbottigliare del vino e distribuirlo nelle tavolate, don Mimì Micale mise a disposizione delle bottiglie vuote che aveva nel suo bar. Succede che un partecipante (non ricordo chi), nel bere a canna quel vino, si sucò uno scarafaggio an ora vivo che alloggiava dentro la bottiglia . Scusami, ma questa è storia vera.
    Un abbraccio, Enzo.

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