Ex Hotel Milocca, la Città Metropolitana prova a vendere il simbolo dell’abbandono nelle Madonie


L’ex Hotel Milocca torna ufficialmente sul mercato. La Città Metropolitana di Palermo ha pubblicato un avviso per raccogliere manifestazioni di interesse finalizzate alla vendita dell’immobile, inserito nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni 2026-2028. Il prezzo base è fissato in 1.728.238 euro e il termine per presentare le candidature è il 28 maggio 2026.
L’operazione segna un passaggio importante nella lunga e travagliata storia della struttura, che sorge in contrada Piano Castagna su un’area di oltre 10 mila metri quadrati. Il bando chiarisce subito un punto cruciale: l’immobile sarà venduto nello stato in cui si trova, senza garanzie sulla funzionalità degli impianti o sulla conformità alle normative vigenti. Tutti gli eventuali lavori di adeguamento, così come le certificazioni e l’ottenimento dell’agibilità, saranno interamente a carico dell’acquirente.
La procedura prevede due fasi. Nella prima si raccolgono le manifestazioni di interesse per verificare l’attenzione del mercato. Nella seconda, riservata agli ammessi, si terrà una gara con offerte almeno pari al prezzo base e possibili rilanci minimi di 20 mila euro. Un meccanismo pensato per massimizzare il valore di vendita, ma che evidenzia anche la necessità di individuare investitori realmente motivati.
Il Milocca non è un immobile qualsiasi. Costruito negli anni Settanta, è stato per lungo tempo uno dei principali punti di riferimento del turismo nelle Madonie, con camere, ristorante, piscina e spazi per eventi. La sua posizione, immersa nel verde a pochi chilometri da Castelbuono, lo rendeva una struttura strategica per il turismo naturalistico e congressuale.
Il declino è arrivato nei primi anni Duemila, tra difficoltà gestionali e contenziosi. La chiusura definitiva risale ai primi anni 2010, dopo una lunga stagione segnata anche da polemiche sui canoni non riscossi e da vicende giudiziarie che hanno coinvolto la gestione della struttura. Da allora l’edificio è rimasto inutilizzato, diventando nel tempo un simbolo dell’abbandono e dello spreco di risorse pubbliche.
Negli anni non sono mancati tentativi di rilancio. Il Comune di Castelbuono ha più volte chiesto l’affidamento dell’immobile per progetti legati allo sviluppo territoriale, mentre diverse ipotesi hanno immaginato un riutilizzo in chiave culturale, turistica o formativa. Nessuna di queste iniziative è però riuscita a concretizzarsi.
Tra le proposte più recenti e strutturate c’è quella avanzata nel 2023 dall’imprenditore dolciario Nicola Fiasconaro, che ha rilanciato l’idea di trasformare il Milocca in un polo di formazione culinaria per i giovani. Il progetto, presentato durante un incontro dedicato al settore dell’ospitalità, prevedeva la creazione di un’accademia del gusto capace di valorizzare le eccellenze gastronomiche siciliane e formare nuove professionalità nel comparto turistico e della ristorazione.
Secondo quanto emerso, esisterebbero già ipotesi di business plan e un interesse concreto da parte di operatori del settore. L’idea si inserisce in una visione più ampia di sviluppo del territorio, legata alla tradizione agroalimentare delle Madonie e al ruolo crescente della formazione nel settore horeca. Un progetto che, se realizzato, potrebbe contribuire a contrastare lo spopolamento giovanile e creare nuove opportunità occupazionali.
La scelta della Città Metropolitana di procedere con la vendita apre però scenari diversi. Da un lato potrebbe attirare investitori privati interessati a riconvertire la struttura in chiave turistica o ricettiva. Dall’altro rischia di mettere in secondo piano progetti a forte impatto sociale o territoriale, come quello legato alla formazione.
Resta inoltre il nodo della sostenibilità economica. Chi deciderà di investire dovrà affrontare costi significativi per il recupero dell’edificio, oltre a un contesto non sempre favorevole per grandi strutture ricettive nell’entroterra siciliano. La riuscita dell’operazione dipenderà quindi non solo dal prezzo di acquisto, ma soprattutto dalla capacità di costruire un progetto credibile e duraturo.
Il destino del Milocca resta così sospeso tra passato e futuro. Da simbolo di sviluppo turistico a emblema dell’abbandono, oggi rappresenta una delle sfide più complesse per il territorio delle Madonie. La vendita potrebbe segnare una svolta definitiva oppure aggiungere un nuovo capitolo a una storia che, da oltre un decennio, attende ancora una soluzione.

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