Failla Tedaldi, gli studenti replicano al dirigente e annunciano lo stato di agitazione

Riceviamo e pubblichiamo di seguito la replica di Matteo Di Fatta, Andrea Ippolito, Davide Vaccaro e Alessandro Cambria al comunicato del dirigente scolastico dell’I.I.S. “Luigi Failla Tedaldi”. Gli studenti contestano la ricostruzione dei fatti e le modalità di svolgimento delle assemblee d’istituto, annunciando uno stato di agitazione a tempo indeterminato.


Leggiamo con interesse le dichiarazioni di principio e l’autocertificazione di attenzione e apertura al dialogo che si attribuisce il Dirigente. I fatti purtroppo dimostrano ben altro ed è necessario ricostruirli correttamente, soprattutto con le integrazioni delle parti mancanti alla incompleta ricostruzione che ne fa il Dirigente.

1. Nella storia del Tedaldi (oltre che nella prassi della quasi totalità delle scuole italiane) le Assemblee di Istituto si sono sempre svolte in un luogo unico per tutti gli studenti, dalle 9,10 fino al licenziamento delle classi alle ore 13. Così, secondo questa modalità, al Tedaldi si sempre svolte nell’auditorium fino a quella del 27 gennaio 2026 (circolare n. 200 del 22.01.2026)
A febbraio 2026, nessuno ricorda come mai, non c’è stata Assemblea di Istituto.

Il 24.03.2026 viene invece pubblicata la circolare 284 che di punto in bianco dispone lo svolgimento dell’Assemblea del 27.03.2026 secondo le seguenti inedite (e crediamo uniche in tutta Italia) modalità:

1° e 6° ora: lezione nelle rispettive aule;

2° e 3° ora: Assemblea d’Istituto per le classi del triennio presso l’Auditorium e Assemblee di Classe per le classi del biennio;

4° e 5° ora: Assemblea d’Istituto per le classi del biennio presso l’Auditorium e Assemblee di Classe per le classi del triennio.

Non è l’unica differenza. Tutte le precedenti Assemblee d’Istituto hanno in allegato la richiesta degli studenti sulla qual i Dirigente apponeva il “visto, si autorizza”. La circ. 284 invece non ha in allegato la richiesta degli studenti, tuttavia inizia con “vista l’istanza” presentata “si autorizza”. Inoltre nessun rappresentante di classe ha chiesto assemblea di classe per quel giorno e quell’ora, quindi il Dirigente ha “autorizzato” (cioè imposto) 20 assemblee di classe non richieste dagli studenti.

I rappresentanti d’Istituto di allora danno agli studenti spiegazioni molto evasive. Si ritiene tuttavia che dalla successiva assemblea si ritorni alla normalità Almeno questo è il mandato che il Comitato Studentesco conferisce ai due rappresentanti d’Istituto. Invece anche l’Assemblea del successivo 30.04.2026 viene fatta svolgere secondo le stesse “creative” modalità della precedente (circ. 334 del 27.04.2026). Anche in questo caso con la formula “vista l’istanza presentata dai rappresentanti d’Istituto”, ed anche in questo caso senza che i rappresentanti di classe abbiano richiesto le rispettive assemblee.

Stavolta molti studenti sono sconcertati e arrabbiati, vanno a chiedere la richiesta presentata dai Rappresentanti d’Istituto che ottengono dopo insistenze e tergiversazioni e scoprono che nella richiesta sono stati modificati a penna gli orari originariamente richiesti. Anche in questo caso non è stato possibile avere spiegazioni convincenti dai due rappresentanti d’Istituto.

In ogni caso si è ormai giunti alla fine dell’anno scolastico e la questione viene accantonata, cioè implicitamente rinviata a questo nuovo anno.

2. La richiesta per l’Assemblea d’Istituto di quest’anno ha poche, semplici ed irrinunciabili condizioni:

a) la durata: per tutto l’orario del giorno

b) la simultaneità: tutti gli studenti fanno l’Assemblea contemporaneamente.

c) la compresenza: tutti nello stesso spazio.

Se ci si chiede: perché? Potremmo rispondere semplicemente perché è un nostro diritto inalienabile. E non dovrebbe esser necessario, inoltre, spiegare che se manca una sola delle suddette condizioni non si può nemmeno definire correttamente “assemblea”, né che costituiscono occasione l’unica occasione al mese per attività comuni, socializzazione, scambio umano e culturale.

Una settimana prima della data richiesta (non ci risulta nessun incontro preliminare ben due settimane prima, come asserisce il Dirigente nel suo comunicato), due nostri rappresentanti designati per l’occasione (i rappresentanti d’Istituto devono essere eletti tra poco) hanno consegnato al Dirigente la richiesta. Il Dirigente li ha convocati e sono usciti dal colloquio dicendo che avevano sottoscritto una richiesta secondo le indicazioni del Dirigente perché questi aveva negato (a voce) l’autorizzazione adducendo motivi di sicurezza (l’Auditorium non sarebbe sufficientemente spazioso). I rappresentanti hanno provato ad indicare delle alternative ricevendo sempre difficoltà e rifiuti ed alla fine, sentendosi sotto pressione, hanno sottoscritto quanto indicato dal Dirigente (cioè le stesse modalità di marzo e aprile 2026). In meno di 24 ore il Dirigente emana la circolare n. 74 (14.10.2026) con la quale cristallizza la situazione secondo le modalità da lui desiderate.

Nei giorni successivi tra gli studenti c’è fermento e sdegno. Vero è che non abbiamo risposto immediatamente ed è più che legittimo: siamo quasi 400, abbiamo necessita di capire, informarci, trovare una linea comune: non siamo un monarca che può permettersi di decidere tutto per tutti e subito.

In ogni caso le nostre azioni per tentare di far rivedere al Dirigente la sua decisione sono state tutte in tempi più che sufficienti ad aprire un dialogo vero, bastava solo averne la volontà.

Martedì 20 ottobre: i due delegati che avevano firmato la richiesta di assemblea hanno cercato un incontro con il Dirigente, che però era assente. Hanno quindi chiesto di parlare con la vicepreside prof. Maggio la quale ha fatto loro sapere da un collaboratore scolastico che era troppo impegnata e non poteva riceverli.

Mercoledì 21 hanno finalmente avuto un colloquio con il Dirigente al quale hanno manifestato nuovamente le richieste nostre per l’assemblea ed hanno avuto una chiusura su tutto.

Giovedì 22 (giorno prima dell’assemblea): abbiamo formulato nuovamente la richiesta che è stata firmata non da “alcuni” studenti come sostiene impudicamente il Dirigente nel suo comunicato ma da oltre 200 studenti (più della metà del totale) e non di più perché questi sono quelli che si è riusciti a raggiungere nei 10 minuti di ricreazione.

Anche qui il Dirigente avrebbe potuto tentare un dialogo in extremis, invece si è trincerato dietro il silenzio costringendoci quindi ad un’azione dimostrativa per difendere un nostro intoccabile diritto.

Questi i fatti. Chiari e documentabili. In risposta troviamo solo dichiarazioni di principio e buone intenzioni che rimangono tali.

Sconcerta non poco, in aggiunta, che il Dirigente cerchi di volgere a favore delle sue tesi perfino… il terremoto. Con altrettanta e forse maggior ragione potremmo sostenere che se fossimo stati dentro la scuola a fare l’assemblea come da autorizzazione, ci saremmo trovati di fronte ad una emergenza per la quale non siamo esercitati: un po’ in Auditorium, il restante nelle rispettive aule sparse nei 4 piani, con una confusione e rischi molto superiore alle condizioni normali: altro che sicurezza!

Il comunicato del Dirigente ci è comunque utile per dedurre che non ha ancora maturato alcun interesse al dialogo vero, rispettoso dei ruoli e realmente attento ai diritti ed ai bisogni. Non ci rimane che prenderne atto e continuare a tenere ferma la nostra barra.

Dichiariamo pertanto lo STATO DI AGITAZIONE A TEMPO INDETERMINATO del Tedaldi a partire da lunedì 26 ottobre e fino a quando non avremo tangibili riscontri di un mutamento di comportamento da parte del Dirigente.

Concretamente significa che svolgeremo le attività didattiche previste, ma staremo vigili ed attenti, pronti e determinati ad opportune azioni a tutela dei nostri diritti.

Matteo di Fatta, Andrea Ippolito, Davide Vaccaro, Alessandro Cambria

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