Tutti insieme all’udienza da Papa Francesco: la comunità alloggio Sant’Anna e la comunità San Pio volano a Roma

12 Commenti

  1. anna ha detto:

    WoW bravissimi

  2. lidia ha detto:

    Siete grandiosi!

  3. cettina ha detto:

    Complimenti per l’organizzazione!

  4. cittadino ha detto:

    Siamo veramente felici che ALCUNI DISABILI abbiano vissuto un’esperienza unica e gioiosa ,ma oggi in antitesi con la realtà dei disabili che vivono in famiglia nel territorio .Signora Giambelluca come si spiega questa dicotomia ? perchè per i disabili che vivono in famiglia non si trovano soldi ?

    • cittadino ha detto:

      so che non riceverò una risposta , ma i cittadini non sono scemi , come voi credete

    • ServizioSociale ha detto:

      Penso che questa domanda debba essere posta alla Regione Siciliana che taglia ripetutamente con ormai frequenza annuale le risorse dei servizi sociali. Il lavoro svolto dalla D.ssa Giambelluca con gli altri professionisti del sociale rappresenta oltre che un ottimo lavoro di equipe anche un ottimo esempio di quello che è l’assistenza sociale, un’arte, anche dell’arrangiarsi con le misere risorse oggi presenti nel territorio.

      • cittadino ha detto:

        credo di aver ammesso per prima l’ottimo lavoro svolto della signora Giambelluca , ma la mia domanda è come mai i soldi per le strutture esistono e per i disabili che vivono in famiglia no?

      • cittadino ha detto:

        signor Servizio sociale ,la domanda è stata fatta :
        lo stato trasferisce meno soldi perchè IL SIGNOR COTTARELLI ha rilevato che i disabile in Sicilia sono tanti il “23% contro 11% della media nazionale (SORVEGLIATI SPECIALI GLI INVALIDI AL SUD)
        lA REGIONE DA LENE LINEE GUIDA , MA DECIDONO I PATTI TERRITORIALI . (e posto qualche mese fa Cefalù non aveva presentato un piano.)I PROGETTI INPDAP 2010 SOLO NEL 2015ARRIVANO A CEFALù

    • giusi giambelluca ha detto:

      Caro cittadino la voglio rassicurare, non abbiamo ricevuto alcun contributo per organizzare il nostro viaggio. Inoltre le voglio ricordare che i disabili che vivono nelle comunità alloggio appartengono ad una famiglia che partecipa alle spese, attraverso il pagamento di una retta nel caso di convenzioni private o attraverso la compartecipazione alla retta pagata dall’Ente pubblico, si tratta di persone che hanno deciso di delegare ad altri la cura dei propri cari, perché impossibilitati.
      Gradirei una critica costruttiva e propositiva, che possa favorire il cammino che abbiamo intrapreso con il gruppo Integralmente, risorse a costo zero grazie alla disponibilità di operatori e volontari che grazie a Dio a Castelbuono non mancano.
      Svolgo il mio lavoro con passione e dedizione, attivandomi per la realizzazioni di progetti che possano migliorare la qualità di vita dei nostri ragazzi.
      Laddove possibile metto a disposizione le mie conoscenze, un viaggio per i ragazzi che vivono in famiglia potrebbe essere organizzato dall’associazione dei genitori.
      Le auguro una felice serata!

      • cittadino ha detto:

        Per prima cosa la ringrazio della sua risposta , anche se un po in ritardo.Che io sappia le domande non sono una critica ,ma voler sapere come funziona il mondo della disabilità nel nostro territorio , visto il grande movimento che attualmente esiste in tutta Italia. pertanto mi dispiace che Lei la prende come una critica .

        • Antonio ha detto:

          come una volta scriveva Le Madonie: “La vecchiaia e l’invalidità sono le vere risorse economiche di Castelbuono…”

          ed ha ragione Cottarelli…ci stanno percentuali di invalidi decisamente sopra le medie nazioanli

  5. Elettore castelbuonese ha detto:

    È giusto e anche molto onesto ringraziare la comunità San Pio di Geraci Siculo che hanno messo a disposizione la loro grande esperienza e conoscenza del settore, aiutando la comunità S.anna alla riuscita dell’evento.

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