Nota dell’assessore Arena sui servizi sociali

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11 Commenti

  1. Devo concordare che vista l’utenza bassa, la chiusura potrebbe essere giustificata! Ma il personale che prima era addetto alla gestione del nido, (come funziona? Io sono ignorante in materia!) Verranno spostati altrove e comunque saranno retribuiti! Pertanto se così fosse, perché non si è cercato di trovare una soluzione e una spiegazione al perché i Castelbuonesi preferiscono il servizio privato a quello pubblico? Servizio per il quale in qualche modo pagavano comunque, in ogni caso, in quanto contribuenti?

  2. uno che è andato a scuola ha detto:

    Più che un asilo, servirebbe un laboratorio di scrittura in lingua italiana. Questa nota è illeggibile e piena di errori di sintassi.

  3. paolo ha detto:

    Vedo che siamo tutti bravi a giudicare nascondendoci però dietro un anonimato cosi come fa qualcuno che è andato a scuola…..La inviterei piuttosto che giudicare ad entrare nel merito della situazione ed essere COSTRUTTIVO/A magari facendo delle valide proposte. Indipendentemente dall’appartenenza politica dobbiamo lavorare per il bene del nostro paese e anzichè giudicare da esperti in lingua italiana quali ci riteniamo di essere mettiamoci in gioco prima di tutti e di tutto e lavoriamo per il nostro futuro perchè altrimenti mi sa che non è che servirebbe un laboratorio di scrittura in lingua italiana ma un laboratorio di lettura della lingua italiana e un laboratorio che riesca a far collegare la lingua e le dita con il cervello. smettiamola di giudicare tutto e tutti e rimbocchiamoci le maniche!

  4. Voltaire ha detto:

    Garçons,
    lo stile dell’assessoressa è un po’ naïf, e qualche battuta ci può pure stare. Anzi, ci deve stare.
    Ma, avendo avuto fino a pochi mesi fa un presidente del consiglio che si esprimeva con un lessico da fare impallidire gli scaricatori di porto, avendo ancora adesso dei politici (sia a livello centrale che negli enti locali) i quali hanno con l’italiano la stessa dimestichezza che una persona appena normale può avere con la lingua delle tribù dell’Africa nera, io mi sentirei di essere indulgente con l’assessoressa e di valutarla su quello che fa e non su quello che dice (e soprattutto per come lo dice).
    Dobbiamo essere feroci e caustici, invece, con quei pluridecorati santoni della cultura locale il cui uso della sintassi e dell’ortografia costringe, chi li ascolta o li legge, a ingurgitare un’intera confezione di Moment 400 mg per scongiurare il pericolo di persistenti emicranie.
    Faire de l’ironie sur les formes grammaticales de Madame Arena ou de Monsieur le Grillon il est très facile…

    • Achille ha detto:

      “io mi sentirei di essere indulgente con l’assessoressa e di valutarla su quello che fa e non su quello che dice (e soprattutto per come lo dice)”…
      Ma lei sta scherzando!! Alziamo un pò il livello formativo!
      Sono stanco di vedere gente sul palco che sbaglia la coniugazione dei verbi, congiunzioni e altro.
      Oppure altri che pur avendo in mano un testo sulle
      cose che devono leggere (a questo punto scritte da altri) non sanno neanche farlo.
      Chiaramente senza raggiungere livelli da Dizionario Filosofico che lei avrà letto di sicuro, però un pò di formazione è estremamente necessaria.

      • Voltaire ha detto:

        Io non sto scherzando e non sono neanche in disaccordo con lei. Gli strafalcioni mi danno fastidio e sono sintomatici dell’imperversante degrado culturale.
        Mi è sembrato ripugnante che molti abbiano lapidato l’assessore (per degli errori sicuramente non lievi) solo perché rappresenta un facile bersaglio.
        Ci sono tonnellate di errori (relativi a produzioni scritte e orali) commessi da persone culturalmente accreditate, non si capisce bene sulla base di cosa, di cui nessuno parla. Io mi scandalizzo di queste.

  5. vincenzo1 ha detto:

    In passato recente qualcuno aveva chi gli faceva i comunicati scritti, altrimenti altro che grammatica…

  6. Gioacchino Cannizzaro ha detto:

    Visto che un servizio pubblico viene meno perchè soccombente nella competizione con i privati, e fermo restando che, ridotto così negli anni, l’asilo nido comunale era insostenibile, mi auguro che qualcuno monitori la qualità del servizio reso dai privati. E che ci si aiuti a capire da che cosa dipende che le rette nel privato sono minori e che cosa è questa maggiore “flessibilità”. O forse non è necessario.

  7. claudia ha detto:

    Con grande rammarico ho appreso nei mesi scorsi la notizia della chiusura del nido comunale. Conosco bene le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione comunale a prendere tale decisione, ma mi sento in dovere morale di spendere qualche parola su un servizio di cui entrambi i miei figli hanno usufruito.
    Per un paese così dinamico e culturalmente attivo come Catelbuono è una grande sconfitta. Un servizio che si chiude è difficile che possa riaprire.
    Come accennavo sopra, i miei bambini sono cresciuti al nido comunale, una struttura che in tutti questi anni ha dato tanto alla nostra comunità in termini di servizi e professonalità.
    Negli ultimi anni il numero degli iscritti si è notevolmente ridotto e nonostante il tentativo di rimodulare il servizio ( fortemente voluto da noi genitori nel tentaivo di salvare il salvabile ) il privato ha avuto la meglio perchè più vantaggioso a livello economico.
    Tutto questo mi fa riflettere perchè indice, ancora una volta, del fatto che pur di spendere meno ci si accontenta di poco!
    Non è solo una questione di prezzo, bisogna capire perchè al nido comunale si pagava tanto ed il privato offre lo stesso servizio ( per modo di dire) a meno prezzo?
    La qualità fa la differenza!
    In più, adesso, non essendoci “concorrenza” , voglio vedere se il privao offrirà gli stessi servizi allo stesso prezzo…
    Concludo ringraziado il personale dell’asilo che in questi anni, con dedizione e professionelità, ha accudito i nostri piccoli, augurandomi che possa realizzasi al meglio nei nuovi servizi in cui verrà impiegato.

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