Unione dei Comuni “Madonie”. Relazione conclusiva del mandato 2023-2026 del Presidente del Consiglio dell’Unione

(Riceviamo e pubblichiamo) – In occasione del rinnovo delle cariche dell’Unione dei Comuni Madonie, ritengo doveroso tracciare un bilancio dell’esperienza maturata in questi anni, ripercorrendo il lavoro svolto, i risultati raggiunti e gli obiettivi che – pur avendo rappresentato un riferimento costante della mia azione – non siamo riusciti a realizzare pienamente.

Nel settembre 2023, in seguito all’elezione alla Presidenza del Consiglio dell’Unione, avevo espresso la convinzione che l’Unione non dovesse limitarsi a svolgere una funzione amministrativa e gestionale, né essere considerata esclusivamente come lo strumento attraverso il quale intercettare e amministrare le risorse della Strategia Nazionale per le Aree Interne e della programmazione europea. Avevo sostenuto, al contrario, la necessità di rafforzarne il ruolo politico e istituzionale, facendone una sede di coordinamento, confronto e concertazione tra i Comuni, capace di contribuire alla definizione di una visione strategica condivisa per il futuro del nostro territorio.

È sulla base di questa impostazione che ho cercato di svolgere il mio ruolo, nella consapevolezza che la Presidenza del Consiglio non coincida soltanto con la direzione dei lavori assembleari, ma comporti anche la responsabilità di garantire condizioni adeguate affinché il Consiglio possa esercitare pienamente le proprie prerogative, nel rispetto delle diverse sensibilità politiche e istituzionali che lo compongono.

Uno dei risultati più significativi del mandato è stato il contributo al superamento delle criticità pregresse che interessavano la vita amministrativa e contabile dell’Ente. Fin dalle prime sedute è emersa la necessità di recuperare i ritardi accumulati, a partire dall’approvazione dei rendiconti di gestione relativi agli esercizi finanziari 2020, 2021 e 2022. A questi si sono aggiunti, nel corso del mandato, i rendiconti relativi agli esercizi 2023 e 2024, e ci apprestiamo ad approvare il rendiconto 2025. Parallelamente, il Consiglio è stato chiamato ad approvare i documenti fondamentali della programmazione economico-finanziaria: il Documento Unico di Programmazione, i bilanci di previsione, i programmi delle opere pubbliche e gli strumenti di programmazione degli acquisti di beni e servizi.

Il lavoro svolto ha consentito di riportare progressivamente l’attività del Consiglio entro una più ordinata successione degli adempimenti fondamentali, contribuendo a ricondurre l’Ente a una gestione amministrativa e contabile più regolare e coerente con le scadenze della programmazione. È un risultato del quale ritengo sia giusto essere soddisfatti: non perché il recupero dei ritardi possa esaurire il ruolo di un’istituzione sovracomunale, ma perché nessuna ambizione politica e progettuale può trovare solide fondamenta in assenza di un quadro amministrativo e finanziario ordinato. Naturalmente, tutto ciò è stato possibile grazie al contributo degli uffici, dell’esecutivo, dei consiglieri e di tutti coloro che, a diverso titolo, hanno partecipato alla vita dell’Unione.

Un secondo ambito sul quale abbiamo lavorato riguarda il funzionamento concreto del Consiglio, cercando di favorire una migliore organizzazione e gestione delle sedute. L’obiettivo è stato quello di rendere il Consiglio un luogo istituzionale capace di affrontare con maggiore efficacia le questioni sottoposte alla sua attenzione, senza trascurare la necessità di garantire ai rappresentanti dei diversi Comuni le condizioni per partecipare ai lavori. L’introduzione della piattaforma per il videocollegamento e dello streaming ha rappresentato un passo importante verso la modernizzazione del funzionamento dell’Assemblea. Si è trattato di dotare il Consiglio di strumenti più adeguati alle esigenze del nostro tempo, facilitando il collegamento dei rappresentanti istituzionali e ampliando le possibilità di partecipazione ai lavori dell’Assemblea. Per un territorio articolato come quello madonita, composto da Comuni distanti tra loro e caratterizzato da una significativa frammentazione geografica, la possibilità di ricorrere a strumenti digitali assume un valore concreto. La tecnologia, in questo caso, non è un semplice elemento accessorio, ma può contribuire a ridurre le distanze, rendere più accessibile l’attività istituzionale e rafforzare la trasparenza.

Nel corso del mandato il Consiglio è stato inoltre impegnato in un lavoro di aggiornamento degli atti fondamentali e degli strumenti regolamentari e organizzativi. Si tratta di un percorso che richiede continuità, approfondimento e una costante attenzione alla coerenza tra le disposizioni statutarie e le esigenze operative dell’Unione. Si è intervenuti sullo Statuto in due distinte occasioni: la prima – nel corso del 2024 – al fine di adottare le revisioni necessarie al conseguimento dell’obiettivo strategico del riconoscimento dell’Unione quale organismo intermedio, la seconda per consentire la futura istituzione delle commissioni consiliari, che potranno contribuire a migliorare ancora l’attività del Consiglio.

Un passaggio rilevante è stato anche l’approvazione del regolamento su iniziativa consiliare per l’affidamento dei contratti di appalto di lavori, servizi e forniture sotto soglia comunitaria, cui ha fatto seguito l’approvazione del regolamento per l’esecuzione delle procedure di gara e per il funzionamento della Centrale Unica di Committenza. Nel medesimo contesto si inserisce l’acquisizione delle quote societarie di SO.SVI.MA. S.p.A., approvata dal Consiglio e resa definitiva in seguito alla relativa deliberazione della Corte dei conti. Il Consiglio ha inoltre approvato, nel corso del 2025, il regolamento per la gestione e l’utilizzazione dei mezzi antincendio in dotazione all’Unione, intervenendo su una materia di particolare rilevanza per la tutela del territorio. Si tratta di provvedimenti diversi per contenuto e finalità, ma accomunati dalla necessità di rafforzare gli strumenti attraverso i quali l’Unione può svolgere funzioni condivise a servizio dei Comuni aderenti.

L’Unione, infatti, non deve essere considerata soltanto una struttura amministrativa, ma anche un luogo nel quale le comunità locali riconoscono interessi comuni e costruiscono risposte condivise a problemi che spesso superano i confini dei singoli territori. In questa prospettiva, il Consiglio deve continuare a essere uno spazio aperto al confronto tra amministratori, nel quale le diverse esperienze locali contribuiscano alla definizione di priorità comuni.

In questa prospettiva si colloca anche l’istituzione della Consulta Giovanile delle Madonie. La scelta di promuovere uno strumento di partecipazione rivolto ai giovani esprime la consapevolezza che il futuro del territorio non possa essere costruito senza il coinvolgimento di chi le Madonie dovrà abitarle, viverle e amministrarle nei prossimi anni. È una direzione che merita di essere ulteriormente sviluppata, affinché la partecipazione non resti una dichiarazione di principio, ma si traduca in occasioni concrete di ascolto, proposta e confronto.

Durante il mandato abbiamo affrontato anche questioni che hanno superato la dimensione strettamente contabile e amministrativa, a testimonianza della possibilità per il Consiglio di occuparsi non soltanto degli atti obbligatori, ma anche di questioni diverse di carattere politico, sociale, civile, culturale e ambientale, capaci di coinvolgere le comunità e di alimentare una riflessione sul territorio e sui suoi valori. Tra queste figurano, a titolo esemplificativo, la proposta di adesione degli enti locali alla campagna per il disarmo nucleare e la proibizione delle armi nucleari, su iniziativa dell’I.C. Francesco Minà Palumbo di Castelbuono e Isnello, e la discussione sulla realizzazione di un’oasi di accoglienza per cinghiali e daini, promossa su iniziativa consiliare.

Accanto ai risultati conseguiti, sento però il dovere di riconoscere con sincerità anche i limiti incontrati. Quando ho assunto la Presidenza, avevo indicato tra le priorità il rilancio del ruolo politico del Consiglio. Ero convinto, e continuo a esserlo, che l’Assemblea dell’Unione dovesse diventare una sede nella quale non limitarsi a esaminare ed approvare gli atti proposti dagli organi esecutivi, ma discutere in maniera più approfondita le questioni politiche e strategiche per il futuro delle Madonie.

Avrei voluto che il Consiglio riuscisse a sviluppare con maggiore continuità un dibattito politico e programmatico sulle principali criticità del comprensorio: la carenza di servizi, le difficoltà di collegamento, le opportunità occupazionali, la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali, le prospettive di sviluppo economico e la necessità di rafforzare la cooperazione tra i Comuni. Non sempre siamo riusciti a dare a queste questioni lo spazio che avrebbero meritato.

L’attività del Consiglio è stata inevitabilmente assorbita, in misura significativa, dagli adempimenti amministrativi e finanziari, dal recupero dei ritardi pregressi e dalla necessità di garantire il funzionamento ordinario dell’Ente, un lavoro necessario che non poteva essere eluso. Il rammarico è quello di non essere riusciti a trasformare fino in fondo il confronto istituzionale in una discussione politica strutturata, capace di individuare priorità condivise, elaborare proposte e definire una prospettiva comune per il territorio. Non si tratta di attribuire responsabilità individuali, né di negare il valore delle questioni affrontate. Si tratta, piuttosto, di riconoscere con serenità una distanza tra l’ambizione iniziale e ciò che siamo effettivamente riusciti a realizzare.

L’Unione, a mio avviso, non può limitarsi a essere la somma delle esigenze amministrative dei singoli Comuni. Deve poter diventare anche il luogo politico nel quale quelle esigenze vengono ricondotte a una visione più ampia, nella quale si individuano le priorità che nessun Comune, da solo, potrebbe affrontare con la stessa capacità di coordinamento.

In conclusione, desidero ringraziare tutte le consigliere e tutti i consiglieri che, nel corso di questi anni, hanno partecipato ai lavori dell’Assemblea, indipendentemente dalle posizioni sostenute e dalle diverse sensibilità politiche, perché il pluralismo e la possibilità di discutere rappresentano elementi essenziali della vita democratica di un’Istituzione. Un ringraziamento particolare va agli uffici dell’Unione e a quanti hanno collaborato al lavoro necessario per consentire al Consiglio di svolgere le proprie funzioni. Ringrazio, inoltre, i componenti dell’esecutivo per il rapporto istituzionale mantenuto nel corso del mandato e per il contributo offerto, ciascuno nell’ambito delle proprie responsabilità, alla vita dell’Unione.

Concludo questa esperienza con la soddisfazione per il lavoro svolto e per i risultati che siamo riusciti a conseguire, ma anche con la consapevolezza che molto resta ancora da fare. Sarebbe riduttivo ricondurre il bilancio di questi anni esclusivamente al numero delle deliberazioni approvate, per quanto rilevante sia il lavoro svolto sugli strumenti finanziari, sui regolamenti e sull’organizzazione dell’Ente. Il valore di quanto fatto si misura anche nella capacità di rendere più solide le condizioni per il lavoro futuro. Se, nel corso di questo mandato, abbiamo contribuito a rendere il Consiglio più efficiente, a recuperare ritardi importanti e a introdurre strumenti utili per la partecipazione, il confronto e la trasparenza, credo che abbiamo posto alcune basi sulle quali proseguire questo percorso.

Rimane, tuttavia, una sfida che considero centrale: consolidare questi risultati e compiere un ulteriore passo avanti, affinché il Consiglio dell’Unione delle Madonie possa diventare sempre più un luogo di confronto politico autentico e di elaborazione programmatica e strategica.

È questa, in definitiva, l’ambizione che ha accompagnato il mio mandato e che, al di là dei risultati raggiunti e dei limiti incontrati, continuo a ritenere necessaria: definire una visione politica condivisa, capace di dare risposte alle esigenze delle nostre comunità e di rilanciare nuove prospettive per le Madonie.

Il Presidente del Consiglio dell’Unione

Andrea Prestianni

Prot_Par-0004337-del-30-10-2026-Allegato-Relazione-conclusiva-di-mandato

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