Deserto Madonie, in 12 anni perso quasi l’8% della popolazione. A Castelbuono diminuiti del 6%

6 Commenti

  1. fuggitivo ha detto:

    Sarebbe interessante mettere a confronto questo dato con chi ha gestito milioni di euro di finanziamento pubblico fra GAL, SOSVIMA, Ente Parco, Distretto Tutristico, etc. etc.

    Il mondo ci guarda ma i cittadini scappano.

    • Giuseppe ha detto:

      Guarda, guarda. In tutti gli enti nominati, compare (o è comparso) il nome della stessa persona. Vuoi vedere che scappano da lui? 🙂 🙂 🙂

  2. utente ha detto:

    quando le leggi sono troppo restrittive, quando non c’è una risposta seria alla crisi, quando si pensa solo a far politica per il proprio tornaconto, quando gli enti che dovrebbero promuovere il lavoro e favorire lo sviluppo si trasformano in inutili stipendifici, i cittadini per sopravvivere sono costretti ad emigrare altrove. Non è un caso che gli unici dati positivi si riscontrano in comuni dove ancora, tra edilizia e turismo, si riesce a lavorare.
    Sono certo che i nostri giovani, qualora trovassero un lavoro dignitoso e remunerativo nel proprio territorio, non avrebbero alcun motivo di andar via, lontano dai propri affetti e dalle proprie famiglie in terre lontane e certamente meno belle ed ospitali della nostra.

  3. Maurizio ha detto:

    Se la politica facesse meno perditempo e si occupasse di produrre lavoro forse non si scapperebbe.

  4. Elettore castelbuonese ha detto:

    Visto i risultati devastanti,i nostri giovani vanno via dalle nostre terre per cercare opportunità di lavoro,ma il problema più grande è che ci sono troppi attaccamenti alle poltrone.
    Il mondo ci guarda, il mondo ci invidia, noi siamo l’ombelico del mondo.
    Con questi slogan pensano di continuare a prendere in giro i nostri giovani.

  5. antonio ha detto:

    la politica non produce lavoro, e se lo fa crea posti assistenziali.per il lungo termine la politica deve creare le condizioni affinchè ci sia sviluppo.
    ma d’altronde la storia è vecchia, quanto e più dei nostri bisnonni che emigravano in USA, dei nostri padri che emigrarono in germania, francia, belgio, svizzera…o più semplicemente nel nord italia.
    una volta era agricoltura o pastorizia di sussistenza, più che povera. poi ci fu l’illusione dell’industria, introdotta come corpo estraneo in un’area priva di cultura industriale.
    La Fiat di Termini, esperimento in perdita destinato a fallire,La chimica del mediterraneo, mai avviata.
    e ci fu la burocrazia che si ingigantì assumendo a spugna…furono gli unici anni (gli 80) in cui l’emigrazione si arrestò.
    questa è la nostra storia

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