Zone Franche Montane, la battaglia di civiltà riparte dalle terre alte madonite

Giovedì 7 settembre a Gangi, nella cornice di Palazzo Bongiorno, si terrà una tavola rotonda per ribadire che il tempo della fiscalità di sviluppo è adesso e per dire basta all’ipocrisia delle parole

Il percorso intrapreso con l’approvazione delle Legge voto da parte dell’Assemblea Regionale Sicilia, avvenuta il 17 dicembre 2019, si è burlescamente interrotto con la conclusione della XVIII Legislatura a seguito delle dimissioni del presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi.
In quella data storica per la Regione Siciliana la deputazione regionale avrebbe approvato la prima Legge di prospettiva della storia di Sala d’Ercole, che disponeva l’istituzione delle zone franche montane in Sicilia.
Tuttavia, come nella buona tradizione siciliana, le lungaggini legate all’assenza di volontà politica hanno determinato che i restanti delle Terre alte si ritrovassero con un percorso virtuoso,  ricco di atti, audizioni con le più alte cariche Istituzionali della Regione Siciliana e dello Stato, ma senza fiscalità di sviluppo.
Una magra consolazione che avrebbe portato chiunque alla resa. Così, di fatto, non è stato.
“E non finisce qui”, avrebbe detto il buon Corrado.
Il 24 marzo scorso il presidente della Commissione per le Attività Produttive dell’ARS, Gaspare Vitrano, auditi i vertici del Comitato regionale per l’istituzione delle zone franche montane in Sicilia (associazione zfm Sicilia e i 157 sindaci dei Comuni interessati alla norma di politica economica), ha depositato un Disegno di Legge (DdL n. 337) che ribadisce in parte lo stesso prologo della Legge voto, spinta ad arte nel binario morto di una stazione ferroviaria abbandonata.
Il principio è estremamente chiaro, così come confermato nel parere pro veritate commissionato al professore Riccardo Compagnino (esperto di finanza locale e cultore dello Statuto autonomistico regionale):  la Regione Siciliana può autonomamente legiferare riguardo alla istituzione di zone franche montane siciliane.
“Il complessivo quadro comunitario e la consolidata giurisprudenza comunitaria assegnano – e confermano – alla Regione Siciliana la potestà tributaria che consente l’adozione di misure di fiscalità di sviluppo strutturale esenti dal regime di notifica preventiva alla Commissione Europea”, afferma plasticamente Compagnino nel suo parere, principio, tra molto altro evocato più volte e mai messo in discussione da coloro che in passato hanno trattato l’argomento, sia dal punto di vista politico che tecnico.
Tutto questo verrà ribadito – ancora una volta – in maniera vibrante, nell’Aula Consiliare del Comune di Gangi (Pa), giovedì 7 settembre dalle ore 17:30.
Dopo i saluti istituzionali la tavola rotonda verrà aperta da Angelo Cuva, docente di Diritto Tributario presso l’Università di Palermo e presidente della Camera degli Avvocati Tributaristi del capoluogo.
Nei giorni scorsi il professore Cuva è stato designato dal Consiglio Nazionale Forense (CNF) a far parte dell’istituendo Comitato Tecnico per l’attuazione della riforma tributaria, presieduto dal Vice Ministro Maurizio Leo.
A seguire verrà dato ampio spazio agli interventi dei rappresentanti delle Istituzioni regionali e nazionali, degli amministratori comunali e dei rappresentanti delle organizzazioni datoriali e sindacali che accoglieranno l’invito dell’Associazione zfm Sicilia.
Le conclusioni toccheranno all’onorevole Vitrano, primo firmatario del Disegno di Legge in discussione presso la III Commissione dell’ARS e, al momento, in attesa di un parere del Centro Studi di Palazzo dei Normanni.

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