Abbattimento cinghiali nelle Madonie, Legambiente boccia provvedimento

7 Commenti

  1. Cinghiale ambientale ha detto:

    Propongo un trasferimento mirato di una famigliola di suidi presso l’abitazione di ogni componente di Legambiente, quanti s’arricriani. Sono certo che dopo chiederanno anche loro il porto d’armi. Tra l’altro sono di un radicalismo e qualunquismo abissale: si proteggono le specie autoctone, non quelle importate per scelte scellerate che rischiano di diventare dominanti. Allora perché non proteggere anche il punteruolo rosso?

  2. Filippo Botta ha detto:

    Io inviterei Lega ambiente ad analizzare chi è stato causa di tale invasione di pseudo cinghiali, denunciarlo ufficialmente alle autorità competenti ed iniziare le procedure per garantire, se esistono sistemi alternativi di salvaguardia della pubblica incolumità, nuovi ed immediati atti per eliminare immediatamente il pericolo. Vivere in città lontano dalle aree interessate in cui esistono tante attività imprenditoriali ed additare sistemi non serve a niente ma solo a blaterare. Ma io inviterei voi a vivere in un ambiente assieme a loro e poi alla fine esprimere giudizi od intentare ricorsi. È ridicolo ma mi dispiace per la politica che si ferma appena alzate la testa. Vi dovrebbero scaricare tutto il danno morale causato con il vostro atteggiamento di fatto inibitorio dei progressi che erano stati raggiunti. Ma incominceremo a denunciare tutti i danni ed a chiedere la responsabilità alla pubblica opinione. Il commento del cinghiale ambientale dovrebbero avere il coraggio di accettarlo o rispondere. Vergogna… Vergogna… Vergogna…

  3. Massimo Genchi ha detto:

    Mentre si porta qualche cinghialotto da due quintali a casa di qualche santone di Legambiente non si deve assolutamente dimenticare di portarne una mandria nelle case di questi inetti del corpo forestale che sono gli unici responsabili di questo immane danno. Questo è un modo stupido e ortodosso di fare ambientalismo. Anzi questo non è ambientalismo. Con gli stessi ciechi criteri si potrebbe pensare di introdurre il leone o l’elefante nelle Madonie.

  4. Don Fabrizio ha detto:

    Caccia ai suidi: la Legge quadro sulla caccia va modificata urgentemente , ecco le proposte del Comitato .

    “Il comitato popolare per la salvaguardia del territorio Madonita“, coordinato da Vincenzo Allegra, ha reso nota la bozza delle proposte che invierà al  Governo Regionale ed alle Commissioni Ambiente ed Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana.
    L’obiettivo del Comitato è quello di proporre una modifica alla Legge quadro sulla caccia di recente approvazione che, secondo i membri del Comitato, andrebbe rivisitata in quanto le modalità che si stanno attuando per l’abbattimento dei suidi risulterebbero fallimentari.
    Gli aderenti al comitato e tutti i portatori d’interesse avranno la possibilità di proporre osservazioni tecniche e di avanzare proposte che dovranno essere inoltrate entro il 21 gennaio all’indirizzo mail: allegra_vincenzo@libero.it
    «Raccolte le osservazioni e le proposte li integreremo a quelle redatte dal comitato e li presenteremo in un’assemblea pubblica, – afferma Allegra – la nostra vuole essere una proposta migliorativa della Legge e siamo fiduciosi che le Istituzioni regionali non mancheranno di ascoltare la voce che viene dal basso».

    Per la presidente della Commissione Territorio e Ambiente, Mariella Maggio, le proposte «sono sensate e tese a non limitare l’attività venatoria salvaguardando l’incolumità degli abitanti e le altre attività produttive, seguirò il percorso nella competente commissione Attività Produttive»
    Ecco le proposte di modifica:

    Le battute  ed i  prelievi dei suidi, devono essere fatte da cacciatori autorizzati  ed essere monitorate e seguite da personale autorizzato come previsto dalla legge regionale sulla caccia n.33 del 1997.

    Attuare corsi di formazione per selecontrollori rivolti ai cacciatori locali dei singoli Comuni del Parco, organizzati da  Enti ed Associazioni venatorie autorizzate.

    Ampliare le zone di prelievo venatorio per gli ungulati nelle zone B e D, dove vi è la presenza di aziende, allevamenti ed insediamenti produttivi (in quanto in queste zone la presenza dei capi è massiva).

    I metodi di prelievo: i selecontrollori possono effettuare prelievi sia in modo vagante che in squadra, con un minimo di due e un massimo di sei unità.

    Le zone dove c’è presenza di suidi (anche sospetta) verranno monitorate dagli stessi e sarà data comunicazione agli organi competenti per il successivo prelievo.

    I capi abbattuti, come da regolamento di ispezione veterinaria, saranno trasferiti presso i macelli autorizzati. Le mezzene potranno essere commercializzate ad aziende preposte alla trasformazione delle carni ed a Enti di beneficienza.
    Eventuali entrate finanziarie, da commercializzazione della carne, saranno regolarmente reinvestite sul territorio per il controllo, il censimento ed eventuali ripopolamenti faunistici e per l’acquisto di recinti e chiusini  di cattura.

    I selecontrollori saranno coadiuvati da Enti gestori, quali Ente Parco, ripartizione faunistico venatoria, Enti ed Associazioni Venatorie Comunali ricadenti nel Parco delle Madonie.

    I cacciatori possono usare diverse  armi consentite,  con canna rigata o ad anima liscia con  sole munizioni a palla, di calibro non inferiore a 5,6 mm con bossolo a vuoto inferiore a 40 mm.

    Reinserire i cinghiali puri di sesso maschile, per modificare geneticamente gli ibridi presenti, in modo che in pochi anni la popolazione possa essere ridimensionata, in quanto diventeranno meno produttivi.

    Includere all’interno del comitato ATC un membro del comitato locale che rappresenti il ” Comitato popolare per la salvaguardia del territorio Madonita”.

    Il prelievo degli ungulati, nonchè dei suidi e non altre specie, deve essere effettuato nel periodo di silenzio venatorio, affinché si possano controllare  le eventuali squadre di bracconieri.

    Si consiglia la riperimetrazione del Parco nelle zone D, poiché zone antropizzate ed a vocazione agricola, affinché si possa esercitare l’attività venatoria rispettando i limiti di sicurezza.

  5. Nicolò Cusimano ha detto:

    Si parla, si urla di sviluppo turistico del nostro territorio con particolare riguardo a quello naturalistico, ai sentieri, alle visite guidate. Chiedo ai responsabili (?) di legambiente, ai komeinisti della pseudosalvaguardia della natura: portereste la vostra famiglia, bambini compresi, lungo i nostri sentieri infestati dai suidi (sì, perché lungo i sentieri ci sono ed in gran numero, dietro le vostre scrivanie non credo). Che tipo di info dovremmo dare alle comitive italiane e straniere che vorrebbero visitare in sicurezza il nostro territorio. Dovremmo dare assicurazioni ma se…e poi?
    Dovremmo invece rappresentare la realtà con il rischio, concreto, di dirottarli altrove? Che direttive ritiene di poterci
    dare la Legambiente da scrivania?

    Ci si consenta una riflessione:
    Esistono centinaia di attività per il cui esercizio occorre una abilitazione, un patente, un patentino, un diploma o titoli similari; ma per fare l’ambientalista in siffatto modo che patente o similare occorre e quale organismo è deputato al suo rilascio. Conosciuto l’organismo deputato avremmo almeno la possibilità di indire una sottoscrizione di tutti i madoniti finalizzata al ritiro dell’eventuale titolo abilitativo per manifesta incompetenza.
    Nicolò Cusimano
    Cittadino madonita e Presidente Pro Loco Castelbuono

    • Giuseppe ha detto:

      Grande, Sig. Cusimano! Come sempre.
      Bellissima la parte del patentino di ambientalista: ce ne sarebbero tanti da ritirare 🙂
      E lo dice un ambientalista convinto. Di quello che vive le montagne e raccoglie la spazzatura lasciata in giro dai cinghiali a due zampe, altro che scrivanie!

  6. Giuseppe ha detto:

    Ecco come in Australia affrontano il problema del sovraffollamento di canguri. E si tratta di specie autoctona, non introdotta da scellerati.
    http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/02/17/australia-abbattimenti-controllati-1-mln-canguri-nel-2017_0440de95-a11d-4010-8f26-472a95754daf.html

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