Abbattimento di daini e cinghiali nel Parco delle Madonie, Disegno di Legge respinto all’Ars

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7 Commenti

  1. Valentina ha detto:

    https://www.facebook.com/ValentinaPalmeriPortavoceA5Stelle/videos/2206645232914245/

    La proliferazione dei Suidi all’interno dei Parchi va combattuta, così come avremmo dovuto punirne le reintroduzioni. Nei parchi esistono i piani di cattura che in Sicilia non sanno fare funzionare.
    E questo problema non può essere risolto con l’utilizzo dei cacciatori, ci sono sentenze della Corte del 2014 e del 2018 chiarissime a riguardo.

  2. Andrea Prestianni ha detto:

    E’ vero che esiste un profilo di incostituzionalità nella proposta di allargare incondizionatamente la platea dei soggetti autorizzati a cacciare nel Parco, ma non condivido quanto espresso dalla deputata del M5S. I piani di cattura sono risultati insufficienti e i suidi continuano a rappresentare una minaccia per l’incolumità delle persone, un danno all’economia di un intero territorio (fondata prevalentemente sull’attività agricola), oltre che un pericolo per l’equilibrio dell’ecosistema.
    Già nell’ottobre 2017, con un’Odg condiviso da tutti i Consigli comunali delle Madonie, abbiamo chiesto alla Regione di intervenire urgentemente modificando la norma, subordinando l’intervento venatorio alla verifica dell’insufficienza dei metodi ecologici (gabbie e chiusini previsti dal piano di gestione) da parte dell’autorità competente per la protezione ambientale. A nostro avviso la soluzione non può che essere il prelievo e l’abbattimento controllato, con il coinvolgimento di cacciatori esclusivamente locali e specificamente formati, consentendo così anche il completamento della filiera, la macellazione e la commercializzazione delle carni in tutta sicurezza, trasformando il problema in una risorsa.
    Mi auguro che la legge possa essere discussa dall’Ars il prima possibile e che tutte le forze politiche contribuiscano alla risoluzione del problema, senza favorire interessi particolari ma avendo rispetto per i territori.

  3. Luca Martorana Presidente Uniti per le Madonie ha detto:

    Ritengo che quanto presentato all’ARS ancora di più amplifica il problema della gestione del territorio, anche da quanto discusso in assemblea permanente dei consigli comunali.
    1 il problema fuori parco viene giornalmente contrastato dai cacciatori che ormai in gran numero richiedono l’ ATC Palermo 2 che ricade in tutti i comuni del parco, ciò consente di cacciare i cinghiali.
    2 i teleselettori di cui faccio parte dopo aver effettuato il corso presso lEnte Parco delle Madonie sono già un numero congruo.
    3 il territorio a cui si può accedere per la caccia di selezione ricade in pochissime zone D di parco zone antropizzate, marginali alle volte impenetrabili.
    4 la maggior parte delle popolazioni dei suidi vengono avvistate in zona B dove secondo il piano di gestione non è possibile effettuare i prelievi.
    5 gabbie chiusini recinti hanno fallito anche per il semplice fatto che non ci sono operatori addetti al monitoraggio foraggiatura delle stesse gabbie.
    6 Persiste il problema del bracconaggio finalizzato alla vendita di carni non controllate.
    7 la modifica da fare non era aumentare i cacciatori ma bensì estendere il piano di controllo alle zone B densamente popolate e lasciare gestire all’Ente Parco il territorio sotto vincolo e chiedere alla Ripartizione Faunistica Venatoria per quanto di sua competenza fuori parco di redigere piani di abbattimento visto anche la disponibilità di fondi con la reintroduzione della tabella H non può limitare l’azione di contrasto.
    Sicuramente la gestione della fauna non può essere portata in esame all’ Ars senza informare onorevoli o deputati che neanche conosco il territorio e la problematica suidi o daini, fermo restando che Il piano di abbattimento è stato approvato occorre solo perfezionarlo.
    In sintesi non bisogna formare altri cacciatori e spendere soldi per effettuare altri corsi! Occorre rimodulare il piano è usufruire dei teleselettori già formati e abilitati. Questa operazione non deve neanche andare allArs bensì il piano deve essere rimodulato ed approvato dall ISPRA.
    Concludo dicendo che bisogna agire e non lasciare le responsabilità a chi non intende prendersele o pecca di disinformazione.
    Apriremo un tavolo tecnico per non lasciare l’annoso problema su una scrivania a Palermo lontano dai disaggi dei comuni Madoniti.

  4. Indennizzo ha detto:

    L’indennizzo danni dovrebbe essere a carico della Regione Sicilia che a mezzo dei suoi Enti e/o Ripartizioni ha introdotto suidi e daini nel comprensorio Madonita prima e che ora si sta allargando a macchia di olio nel territorio circostante. Quando gli operatori delle zone interessate saranno indennizzati per giusta causa degli innumerevoli danni subiti e con celerità, e la salute pubblica degli occasionali visitatori sarà garantita, allora si potrà parlare di cercare soluzioni diverse dall’abbattimento selezionato continuo e costante per non vanificare e mortificare le attività presenti che con sacrifici cercano di sopravvivere. Questi deputati che hanno rallentato l’iter parlamentare avrebbero fatto cosa buona e giusta a raccordarsi e confrontarsi prima con il territorio.
    I Sindaci interessati rimangono assenti ?

  5. pino ha detto:

    Si legge sul sito dell’Ente Parco delle Madonie di un protocollo d’intesa tra lo stesso ente e l’istituto zooprofilattico finalizzato a manutentere l’area forestale di piano zucchi per introdurvi cinghiali,daini e lepre

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