Abbiricavò, travu lùongu e i mazzùocculi. Ricostruzione, divagazioni e stramberie relative ai giochi fanciulleschi

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2 Commenti

  1. Sandro Morici ha detto:

    Grazie, Massimo per queste piacevoli “lezioni” di storia popolare: ci fanno tornare adolescenti, quando le strade erano liberamente fruibili …a parte la moltitudine di galline che starnazzavano dovunque. Ricordo che certi giochi si effettuavano in periferia (appunto “ò Passettu” per minimizzare i disagi ai grandi) e all’imbrunire (per scappare ed essere poco riconoscibili nei casi in cui “si facieva ddànnu”). Certamente eravamo adolescenti in continuo movimento e non immobili per ore nel digitare su un cellulare: vivacità vs virtualità!

  2. Lucilla Librizzi ha detto:

    Bello , qualche gioco a Petralia e Castellana cambiava nome ……. ma sempre quelli erano !!!

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