Costituente: Jazz, soldi e contraddizioni

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12 Commenti

  1. Ugo ha detto:

    Senza parole.

    • Alessandro ha detto:

      Naturalmente ho pagato 17€ per James Senese, ma il fatto vergognoso è stata la mancanza del POS al momento del pagamento.

  2. Mimmo ha detto:

    Una vergogna prettamente castelbuonese! assieme a tante altre! per es. la vicenda della scuola media di via i snello! la condizione igienica delle strade cittadine! ho l’impressione che castelbuono sia diventata la brutta copia di Palermo in quanto a pulizia urbana!! se il sindaco che tanto si autoincensa si facesse un giretto in qualche paese vicino al nostro ( Gangi) si renderebbe conto di come si può tenere il paese pulito!!!!! ha dimenticavo…. ci può andare con il ” nostro SUV”! si proprio quello comprato con i nostri soldini!!!

  3. ci risiamo ha detto:

    Meglio dire, parole, parole, parole……e nient’altro. Pura filosofia e discorso incartatoc e incomprensibile sulle cifre.

    • Brucia!!! ha detto:

      Quanto ti brucia la sconfitta, car* “ci risiamo”! Se non hai capito il comunicato o hai gravi problemi di comprensione o il livore è tale che ti impedisce di stare zitt*, a costo di fare pessime figure. Delle due , una. O tutte e due!

      • ci risiamo ha detto:

        A parte il fatto che io ho vinto e chi a perso siete voi, a parte la mia giusta affermazione sulla poco chiara e filante rappresentazione dei costi (giusto a precisare che anche se vi atteggiate a professorini avete voi bisogno di qualche lezione di economia), precisando che comunquie anche per me i costi sono esorbitanti e non si giustifica un prezzo del biglietto così esoso in rapporto alla qualità complessiva dell’offerta, quello che è da attenzionare sono i costi riportati dai richiedenti il contributo comunale e su questi poi disquisire. Da ciò ribadisco la vostra poca competenza nel merito, poi potete scendere in campo come truppe cammellate quanto volete ma rimane il fatto che prima di parlare bisogna conoscere l’argomento. p.s.: aspetto la pubblicazione….

    • Peppino ha detto:

      Un ritorno alle elementari non ti farebbe male. Così ti danno qualche strumento in più per aiutarti a comprendere quello che leggi, ammesso che sappia leggere.
      E anche un po’ di ripetizione delle tabelline non ti farebbe male.

  4. Antonio2 ha detto:

    Nella cabina elettorale non si pagava nulla per cambiare casella dove apporre una X. Oggi invece si paga quasi tutto per trascorrere un’estate castelbuonese. Tranne in qualche eccezionale caso. Chissà!? Magari per volere “divino”! 🙂

  5. Antonio Capuana ha detto:

    Non capisco perchè da circa trenta anni l’organizzazione del Jazz Festival è in mano ad una sola famiglia Sig. Butera e Sig.ra Castiglione (marito e moglie); nel 2013 per organizzare l’edizione estiva ( allora ero in Amministrazione), chiedevano che noi amministratori anticipassimo 500 euro a testa per organizzare l’evento ( allora io e qualche altro Assessore ci rifiutammo, pur subendo le critiche di altri Amministratori e Consiglieri). Oggi mi risulta che, oltre all’ingresso a pagamento in piazza, si faccia addirittura la questua tra i tavoli dei bar per il contributo al Jazz. Ma la piazza Castello è di proprietà di questi Signori? L’Amministrazione Comunale può legittimare un tale simile comportamento?

    • Uno qualunque ha detto:

      Bravo Antonio! Per far continuare a vendere qualche pizza e qualche tagliata (sempre gli stessi piatti da 15 anni) in più al virtuoso, ancorché circoscritto e parziale, “sistema paese” si comprimono anche i più elementari diritti civili e politici. Purtroppo, a Castelbuono, questi signori del “buon mangiare e del buon bere” hanno di fatto instaurato una sorta di apartheid. Per cui se non accetti tutto e di più in funzione dello “sviluppo” dell’enogastronomia (e basta) sei contro il progresso, contro la comunità, contro il bene del paese e pertanto non hai pieno godimento dei diritti civili e politici e – ancora meno – possibilità di accesso alle cariche pubbliche elettive e non.

      • Antonio ha detto:

        esattamente è questo il punto. e sarebbe opportuno che gli organizzatori ed il comune, facendoci la cortesia di risparmiare la pantomina napoletana classica di tutti gli impresari di spettacolo che SCONSOLATI AFFERMANO DI ESSERE IN PERDITA, rendessero pubblici i bilanci dell’evento. In tal senso l’opposizione potrebbe benissimo dar ricorso alla normativa di accesso agli atti, sia l’accesso civico del 2003 che l’accesso generalizzato agli atti del 2016. Chiedendo quanto hanno incassato e quante tasse anno pagato gli organizzatori. La questua, poi, VERGOGNOSA degna di un certo modo di pensare e vedere le cose. Leggete questo, fa riflettere su costo sociale di eventi (ovviamente risparmiate repliche è chiaro che la scala è diversa, il principio è però valido. qualcuno guadagna, i costi in parte scaricati su società)
        https://emergenzacultura.org/2022/08/21/i-costi-sociali-del-jova-beach-party/

  6. Osservatore schifato ha detto:

    Che schifo, povero paesello non lo riconosco più. VIVA il RE abbasso il Re.

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