Digitalizzate tutte le copie del periodico “Le Madonie”. Dal 1921 ad oggi, 100 anni di storia del nostro territorio saranno consultabili in un clic

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10 Commenti

  1. Vincenzo P. ha detto:

    Ottima iniziativa

  2. ossessione visiera ha detto:

    che le memorie del paese debbano essere valorizzate da questi due sembra una barzelletta

  3. tipografia ha detto:

    Scusate da quando il Comune fa concorrenza ai privati nella digitalizzazione ?

    • Antitrust ha detto:

      Non è il comune che fa concorrenza, ma il centro polis. E si tratta di facile concorrenza in quanto non ha pagato nè lo scanner che gli ha comprato il comune, nè gli operatori forniti dal servizio civile per ben altri scopi. Non pagando nè attrezzatura nè personale è facile fare concorrenza!

  4. Antonino Brancato ha detto:

    Complimenti a tutto il team per il progetto realizzato. Da Assessore ho sempre sostenuto l’idea di digitalizzare lo storico periodico Castelbuonese, unitamente all’Obiettivo. Rimane da realizzare la raccolta ordinata (Emeroteca), di giornali e riviste per una facile consultazione e lettura nella nostra Biblioteca. Questo lavoro, come tanti altri, avviato nel 1999 non ha avuto la continuità e l’impegno necessario per essere completato. Considerata la disponibilità dei nostri giovani del SCN , potrebbe essere l’occasione giusta. La nostra Comunità ve ne sarà grata.

  5. MARTINO SPALLINO ha detto:

    Ottimo lavoro. Aspettavo da tempo l’ultimazione dei lavori per poter completare delle ricerche e iniziarne altre.

  6. Antonio Bonomo ha detto:

    Complimenti per l’ottima iniziativa,ci speravo da tempo,così posso completare la mia biblioteca personale del giornale, di cui conservo gelosamente in volumi rilegati tutti i numeri dal 1969 al 2019, anno di cessazione delle pubblicazioni, ed arricchire la mia conoscenza storica. Una memoria che mi ha permesso di conoscere e vivere l’anima della mia Castelbuono.

  7. Marco La Grua ha detto:

    Complimenti per l’ottimo lavoro, non vedo l’ora di visionarlo, anche perché questa iniziativa era partita già nel 2012 da me e Giovanni Noce allora nel CDA del centro Polis, avevamo scannerizzato i primi 2 o 3 anni ma poi per motivo di tempo abbiamo abbandonato l’idea. Complimenti ancora a tutti coloro che hanno lavorato sodo. Bravi bravi bravi

  8. Orazio Cancila ha detto:

    Scusatemi, ma non capisco i dissensi di alcuni. Sono molto contento, anzi felice, che la messa online della collezione de “il Bancarello/ Le Madonie” si sia finalmente realizzata. Per anni ho torturato l’amico Mario Lupo perché si facesse seriamente carico di un’operazione del genere. Temevo che col tempo la collezione, anche a causa della scarsa qualità della carta dei primi decenni, si deteriorasse sempre più rendendo il testo illeggibile. Conoscevo molto bene il suo stato di conservazione, perché nei primi anni Settanta l’avevo avuta per qualche tempo in prestito domiciliare e utilizzata ampiamente come fonte preziosa per il mio primo libro su Castelbuono, Credito e banche in un centro agricolo (disponibile online, come quasi tutti i miei libri, sul sito http://www.mediterranearicerchestoriche.it). L’ho ancora utilizzata per Pulcherrima civitas Castriboni, grazie alle fotocopie in pdf delle pagine delle cronache locali che periodicamente su mia richiesta mi inviava Giuseppe Spallino. Proprio nella prefazione a Pulcherrima ho scritto che «mi sono avvalso di una fonte preziosissima che noi castelbuonesi abbiamo la grande fortuna di possedere, il periodico “il bancarello” (poi “Le Madonie”) fondato nel maggio 1921. La migliore celebrazione nel maggio 2020 del centenario de “il bancarello” … sarebbe la digitalizzazione della sua collezione, monumento di carta più duraturo del bronzo, perché custodisce la memoria secolare di una comunità nata all’ombra di un poderoso castello, che spesso, molto spesso, ha dovuto cercare fortuna altrove, in mondi molto lontani, che con felice espressione il periodico ha indicato come “le nostre colonie d’America”». In quelle carte infatti non c’è soltanto la vita del nostro paese e dei suoi mutamenti nel corso di un secolo, i giorni lieti e quelli tristi dei nostri nonni e dei nostri padri, ma anche la storia, interessantissima, dei nostri concittadini emigrati in quelle lontane terre, le “nostre colonie d’America” appunto. E c’è anche la storia dei numerosi castelbuonesi sparsi per l’Italia per ragioni di lavoro, di cui il giornale era felice di raccontare i successi personali e quelli dei figli, “figli di compaesani che si fanno onore”).
    Il mio auspicio si è quindi realizzato e ne sono felice. Se mi è consentito vorrei indicare un’altra fonte, altrettanto preziosa, che miracolosamente è giunta integra sino a noi e merita analoga attenzione per la sua fondamentale importanza nella ricostruzione delle nostre famiglie. Mi riferisco ai registri di matrimonio, battesimi e decessi conservati nell’Archivio Parrocchiale di Castelbuono, che coprono oltre quattro secoli, dalla fine del Cinquecento ai nostri giorni. Grazie alla comprensione dell’arciprete Di Giorgi, il buon padre Antonino, che non smetterò mai di ringraziare, ho fotografato personalmente (male) gli atti di matrimonio, che risultano comunque tutti leggibili, mentre quelli di battesimo e dei decessi fotografati da Giuseppe Spallino su mia richiesta presentano delle pagine sfocate e quindi illeggibili. Il lavoro andrebbe fatto molto meglio con lo scanner. Io non avrò poi difficoltà a mettere a disposizione del Centro Polis l’indice alfabetico per cognome dei matrimoni, curato personalmente da me da fine Cinquecento a fine Settecento e successivamente curato dal prof. Massimo Genchi e rivisto da me per la lettura dei nomi di difficile interpretazione. Negli indici collocati all’inizio dei vari registri, sino ai primi del Novecento il nome in latino dello sposo (e così pure quello del neonato o del defunto) precede il cognome, cosicché la ricerca diventa difficoltosa, soprattutto per alcuni nomi (Antoninus, Antonius, Franciscus, Johanne, Joseph, Petrus, ecc.). L’indice per cognome facilita notevolmente la ricerca.
    Ecco un esempio di atto di matrimonio, quello di Francesco Minà Palumbo:
    Die 20 eiusdem [1849]
    Contractum est matrimonium per verba de presenti juxta R.S.R.E ac S.C.T.D. in ecclesia Sancti Augustini, de licencia Reverendissimi Archipresbiteri Canonici de Galbo, per reverendum dominum Dominicum Palumbo inter Artis Medicine Doctorem dominum Franciscum Minà, filium legitimum et naturalem magistri Antonini et Theresiae Palumbo jugalium, sponsum ex una; et dominam Vincentiam Marguglio, filiam legitimam et naturalem quondam Artis Medicine Doctoris domini Francisci et domine Arcangelae Gambaro olim jugalium, sponsam ex altera. Presentibus pro testis R.R. domino Michaelangelo Conoscenti et domino Joanne Minà et deinceps sub die 25 eiusdem bendicti sunt in missa, in eadem ecclesia divi Augustini ab eodem reverendo de Palumbo, pro ut in missali romano.
    L’indice alfabetico del registro parrocchiale lo sintetizza così: «Dr. Dn. Franciscus Minà cum d.ne Vincentia Marguglio, c. 89»; l’indice alfabetico curato da me e da Genchi lo riporta invece così « Minà don Francesco di mastro Antonino 1849, 89v».
    La creazione di un tale indice mi ha consentito di ricostruire la genealogia di un centinaio (forse più) di famiglie castelbuonesi dalla fine del Cinquecento ai nostri tempi, di cui è ampia traccia nei mei lavori su Castelbuono. Sono schede scritte a penna, abbastanza leggibili però. È un lavoro prezioso, che sono disposto a mettere a disposizione del Centro Polis perché ne faccia copia con lo scanner. Poiché si tratta di copia unica e, notoriamente, sono diffidente, la scannerizzazione potrà effettuarsi soltanto in mia presenza nel periodo estivo, durante la mia permanenza in paese.
    Grazie per l’attenzione.

  9. Antonino Brancato ha detto:

    Grazie Professore, questo suo commento dovrebbe mettere a disagio chi si ostina a fare il tifoso “ultras” ora di uno ora dell’altro schieramento “politico”. Quando un’Amministrazione produce atti utili alla comunità, non dovrebbero esserci nessun tipo di dissenso. Dovrebbe essere un problema di coscienza. Ma esiste ancora una coscienza “neutra”? Personalmente resto indifferente ai non mi piace, il mio è un pensiero libero e non condizionato.

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