Forestali, la Regione indaga:“Molti, e con il doppio lavoro”

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5 Commenti

  1. Danela ha detto:

    Cari forestali, in un’epoca di vacche magre, questi lavori di privilegio non sono tollerati. La popolazione si divide: familiari dei parassiti; nemici di disoccupati. Non prendiamoci in giro, siamo stanchi di ascoltare la storia del gattopardo. Dobbiamo cambiare questa storia di immobilismo. Nella forestale bastano due guardaboschi per area e una squadra di antincendio al pronto intervento. E tutto il resto? Diamo alle famiglie che non hanno lavoro un sussidio per opere di volontariato (pulire le spiagge; curare le strade; aiutare gli anziani…) e i giovani? Lavori duri! U patiri fa scartiri!

  2. lucullo ha detto:

    La scoperta dell’acqua calda!
    Ma ancora non c’erano arrivati a capire che dopo il turno all’antincendio o alla forestale ci sta il sussidio di disoccupazione e quindi il doppio lavoro in nero?
    Guadagno netto molto superiore ad un professore del liceo che per arrivarci ha dovuto laurearsi e sputare sangue
    Chiamali fessi….

  3. Pietro 2 ha detto:

    Fermo restando che una giusta politica di forestaziobe e prevenzione degli incendi ci può anche stare se gestita in modo efficiente, efficace ed economico, i
    la maggior parte dei forestali sono utili a sindacati e sindacalisti che fanno carriera con il loro consenso elettorale.
    Se i forestali fossero stabilizzati a tempo indeterminato ( diventerebbero UOMINI LIBERI) non avrebbero l’insicurezza del turno di lavoro, essendo occupati 365 giorni all’anno non potrebbero fare il doppio lavoro e avrebbero delle responsabilità, non graverebbero sulle casse dell’INPS perchè si andrebbe a risparmiare sull’indennità di disoccupazione.
    Questo è una soluzione che andrebbe bene a entrambi le parti, alla società e ai forestali, ma non viene praticata chissà perchè….. a qualcuno fa comodo così.

    • Vincenzo ha detto:

      Il problema è che assumere 26 mila persone solo in sicilia non è una cosa da poco, violando tra l’altro l’obbligo di ingresso nella pubblica amministrazione solo tramite concorso.
      poi ce ne sarebbero almeno un altro tanto in Calabria.non graverebbero su inps ma su casse della regione, che vive (benchè trattenga un’elevata quota dell’imposizione fiscale grazie ad un’autonomia che siamo incapaci di gestire)dei soldi che arrivano da roma o da brussels (leggi fondi FAS Fondi Aree SOttosviluppate)
      che non potrebbero fare il secondo lavoro è da vedere. l’unica soluzione percorribile
      finanziariamente è un piano di ricollocazione, pensionando chi è possibile e riconvertendo gli altri a lavori, anche in altre regioni, ovvero ad avviare attività loro.
      subito dopo abrogazione dell’automonia regionale, ed eliminazione di un consiglio regionale ove i consiglieri sono equiparati a senatori.

      ben vengano i fondi fas, ma usati per creare infrastrutture, non per alimentare la spesa corrente. a questo punto spenderli per avere autostrade decenti (i tunnell in black out sulla PA – ME o PA – CT sarebbero da soli sufficienti per la chiusura fino a ripristino)
      o per una rete dati a fibra ottica, perchè sono queste oggi le autostrade della conoscenza, non un’adsl che è un 56kbytes/sec mascherato.

      ora o si ha il coraggio di fare una scelta impopolare del genere o prima o poi dai e ridai affonderemo tutti, forestali e non forestali.
      e quando saremo finiti in insolvenza non ci saranno più soldi per nessuno.

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