Il “Comunicato Cittadino” dei Grilli Castelbuonesi

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6 Commenti

  1. Daniele Di Vuono ha detto:

    Ci giungono voci che affermano che la frase riportata nel nostro Comunicato attribuita a Sandro Pertini in realtà non sia mai stata detta! Se è così chiediamo scusa di averla utilizzata associandola alla memoria del grande Presidente Pertini! Nulla toglie che per quanto riguarda il senso del comunicato, per noi non cambia!

    Daniele Di Vuono

    Attivista MoVimento 5 Stelle Castelbuono

  2. Daniele Di Vuono ha detto:

    Caro Peppe! Posso ammettere che sarà una bufala, e ce ne scusiamo ancora! E mi spiace averla utilizzata a nostra volta depotenziando il senso del nostro comunicato! Che in ogni caso condanna il linguaggio violento, ovunque!

  3. peppe genchi ha detto:

    Non giungeva una voce, era un mio commento preciso postato su facebook che riporto integralemente.

    “Movimento 5 Stelle Castelbuono Abbiate pazienza. Lasciamo Pertini in pace e riprendiamo in mano qualche libro di storia.
    Lasciate stare Pertini e discutiamo nel merito delle cose. Ognuno dia le solidarietà a chi ritiene opportuno, è il gioco delle parti.
    Però è veramente assurdo portare a motivazione di tali “solidarietà” le parole «LEI NON È UN PRESIDENTE, È UNA CAROGNA! UN PORCO!» attribuite a Sandro Pertini.
    Parole che il partigiano Pertini non ha mai pronunciato. Subito dopo l’uscita dello “sveglio” senatore Crimi del ?#?m5s?, la Fondazione Sandro Pertini ha emesso un comunicato dove smentiva seccamente che in quel discorso, da Crimi e su questo articolo riportato, siano state pronunciate quelle parole.
    Il senso delle istituzioni che avevano uomini politici della statura del Presidente Pertini, in periodi storici decisamente diversi da quelli nostri, non può nemmeno sfiorare l’infantilismo politico di molti dei parlamentari (dico di tutti) che oggi siedono in Parlamento.
    Fa specie che da giorni circola questa BUFALA su internet (che qualcuno dice essere regno della democrazia diretta) e che nessuno si sia veramente preoccupato di leggere il discorso di Pertini”.

    • Daniele Di Vuono ha detto:

      “Ognuno dia le solidarietà a chi ritiene opportuno, è il gioco delle parti”

      La solidarità x me nn dovrebbe venire da una parte ma da tutti! E nei confronti di tutti! (così come già scritto in precedenza! Per episodi locali) ma si vede ke fa parte del mio “infantilismo politico”!

      P.S. X me la Politica nn è un gioco….ma io nn mi ritengo un Politico!

  4. Daniele Di Vuono ha detto:

    Caro Peppe Genchi io non voglio insistere a perpetrare la mia ignoranza storica! Tu giustamente ieri hai scritto parole dure nei confronti del nostro comunicato

    (https://www.facebook.com/peppe.genchi/posts/10203204296698118?comment_id=7265674&offset=0&total_comments=11&notif_t=mentions_comment)

    in cui riportavamo la frase incriminata su Pertini! E anch’io io ho preso atto che la Fondazione Pertini ha smentito le parole del senatore Vito Crimi! Ed è vero che non c’è prova scritta di quanto ha affermato da Vito Crimi. Ed è vero che abbiamo sbagliato ad utilizzare le affermazioni senza verificare oculatamente fidandoci del nostro attivista e porta voce! Come hai detto tu nei resoconti stenografici del senato di allora non c’è nulla!

    Ma navigando navigando in merito alla bufala su Pertini, sono capitato su questo sito

    http://www.contropiano.org/politica/item/22041-bon-ton-parlamentare-antifascista.

    Questo che ti riporto è un GIORNALE COMUNISTA on-line (quindi non una testata “grillina”) che riporta quanto segue:

    “Una ricerca sui resoconti parlamentari dell’epoca – il 1953, quando l’opposizione comunista e socialista aveva ostacolato con ogni mezzo la democristiana “legge truffa”, quasi un paradiso di democrazia rispetto alla proposta di legge elettorale concordata tra Renzi e Berlusconi – non dava risultato univoci. E anche noi avevamo pensato a una “edulcorazione”, se non una censura, operata dagli stenografi. In fondo, a quei tempi, non si sarebbe mai sentita una parolaccia alla radio o sui giornali, nemmeno per sbaglio. Altri tempi – ci siamo detti – mica come quella sarabanda di battute da caserma abituale oggi.

    Poi, grazie a un commento apparso sul blog di Stefano Azzarà (http://materialismostorico.blogspot.it/), docente all’Università di Urbino, abbiamo avuto una “compilation” di insulti pronunciati in quella giornata in Senato. Riuscendo così a risalire al 28 marzo del 1953, un sabato, e all’Unità del 30, lunedì, con l’infuocata cronaca dello scontro in parlamento. Insulti sanguinosi, cori da stadio (“por-co, por-co”), pugni, ferite al volto, sangue che scorre.

    Normale cronaca di quei tempi, tra parlamentari che in molti casi erano stati partigiani combattenti, contrapposti ad avanzi di sagrestia o addirittura a fucilatori fascisti (Giorgio Almirante, per esempio, segretario del Msi).

    Vi proponiamo dunque la “compilation” e a seguire le immagini de l’Unità, con tanto di link all’archivio de “l’Unità”?

    (http://archivio.unita.it/esploso.php?dd=30&mm=03&yy=1953&ed=Nazionale&url=/archivio/uni_1953_03/19530330_0004.pdf&query=C.B.&avanzata)

    per verificare quanto riportato. Consigliamo vivamente la lettura del “box” che rende noto come quella seduta del Senato non fosse stata riportata a verbale. Buono studio, soprattutto ai perbenisti più ignoranti.

    “[…] Tutti i senatori dell’Opposizione sono in piedi e gridano, all’indirizzo di RUINI: Vergogna! Venduto! Servo! Fazioso! Questo non è più il Senato!
    […] il compagno Scocimarro, vicepresidente del’Assemblea, si fa largo fra la confusione e sale sul banco della Presidenza. Lo si vede parlare concitatamente con Ruini, sbattere il pugno sul tavolo della Presidenza e tornare nel settore di sinistra tra gli applausi dei nostri compagni
    […] Numerosi compagni vengono alle mani con i clericali, al centro dell’emiciclo, mentre i commessi stendono un cordone per evitare gli urti.
    […] È il compagno socialista LUSSU che per primo da sfogo alla sua profonda indignazione lanciando in faccia a Ruini il libretto del Regolamento […] Nell’emiciclo la mischia è ormai furibonda. Sanna Randuccio viene schiaffeggiato e preso a pugni; Canaletti Gaudenti, Tartufoli, De Luca e Gerini ricevono colpi sul viso e sul corpo dai senatori di opposizione.
    […] Nell’emiciclo si agita un groviglio di corpi avvinghiati in una colluttazione violenta. Pacciardi, in piedi davanti al banco del governo, riceve un colpo sulla fronte che gli lascia un graffio insanguinato.
    […] l’Opposizione reagisce con una nuova salve di epiteti contro Ruini: «Canaglia! Venduto! Sudicione! ». Un pugo di monete metalliche viene lanciato contro il giuda Ruini. Si ode nettamente il compagno LI CAUSI scandire con voce tonante: «Por-co! Por-co!». Il compagno Terracini a sua volta grida: «Ella non è più il presidente del Senato! È un brigante!»
    […] NEGARVILLE tenta di salire sul banco della Presidenza aggrappandosi alle sottili colonnine di legno che lo decorano. Ci vogliono una dozzina di commessi per strapparlo a forza dopo una resistenza accanita.
    […] SECCHIA, MOSCATELLI, MINIO, PELLEGRINI, Rita MONTAGNANA, Adele BEI, PALERMO, SCOCIMARRO, LUSSU, LEONE, SPANO, PERTINI, MASSINI, LANZETTA, BOLOGNESI , FEDELI, PASTORE, ALLEGATO, picchiano con tutte le loro forze, insieme con gli altri senatori di opposizione di cui non riusciamo a segnare i nomi, sui banchi. C’è chi riesce a staccare le tavolette e a sbatterle con violenza ancora maggiore.
    […] Il compagno socialista LUSSU, vecchio amico di lotta di La Malfa, quando questi era ancora un antifascista, scende nell’emiciclo, si avvicina al ministri repubblicano e lo schiaffeggia.”

    Caro Peppe ovviamente con tutto ciò non voglio dire che Vito Crimi e noi non abbiamo sbagliato! Ma che alla luce “presunta” che in quella seduta ad un certo punto del tumulto gli stenografi abbiano abbandonato l’aula (la fonte riportata è l’Unità, poi se magari anche allora scrivevano cose non vere come spesso fanno oggi, non te lo so dire, ma è l’Unità!!!) Tutto ciò mi fa pensare che forse qualche parola non sia stata riportata fedelmente! Ma ripeto e “qui lo dico e qui lo nego” che nessuno può affermare se quella (e altre frasi) sono state dette, se non chi era presente allora o il grande Presidente Pertini, il quale mi dovrà perdonare di tutto ciò che ho scritto. Ma dato che mi sentivo in colpa, volevo in qualche maniera giustificarmi!

    Quindi caro io penso che tu effettivamente, caro Peppe, che tu conosca bene il gioco delle parti della politica, e ieri sei riuscito a mettere in evidenza i nostri errori, spero che tutto ciò ti possa aiutare a dimostrare l’inefficacia della nostra “politica infantile”! Ma d’altronde tu sei un politico….io no!!!!

    Ad maiora!!!

    Daniele Di Vuono

    Attivista MoVimento 5 Stelle

    • Antonio ha detto:

      i comuncati della Pravda erano più brevi.

      si faccia indottrinare dagli esperti di PNL (Programmazione Neuro Linguistica)

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