I manifesti in vista delle regionali rivelano la sostanza della nostra politica

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7 Commenti

  1. Totò ha detto:

    La parola d’ordine dei politici regionali in questo periodo è una sola: rivoluzione!!!
    la rivoluzione è cominciata..
    il partito della rivoluzione..
    C’è da restare basiti!! Secondo loro rivoluzione vuol dire “rivoluzionare” il logo: metti un pò di azzurro li, un pò di verde qua… perfetto, siamo un partito rivoluzionario!
    E’ incredibile. Come si può parlare di rivoluzione se Crocetta guida il PD che fino a 10 giorni fa era in combutta con Lombardo. O Miccichè, Cracolici, Scoma che sono in politica da un ventennio e più.
    Ci vorrebbe davvero la rivoluzione. Sarebbero i primi a fare la fine del Re Sole!!

  2. Bellissimo articolo! Veramente complimenti! Rispecchia in toto un costume che andrebbe eliminato! Un solo appunto! I Siciliani, come gli Italiani in genere, purtroppo hanno memoria corta e tendono a perpetrare sempre gli stessi errori! E temo che il 28 ottobre non cambierà nulla! Perché i siciliani sono restii (o quantomeno recepiscono le cose con un leggero ritardo!) a qualsiasi forma di evoluzione che si presenti di fronte ai loro occhi! Ma io spero che una volta tanto avvenga il miracolo!!! Ai posteri l’ardua sentenza!

  3. gabriele ha detto:

    I siciliani non sono affatto restii e non hanno nemmeno la memoria corta.

  4. Antonio2 ha detto:

    Sarò pessimista, ma alle prossime elezioni regionali di ottobre non cambierà niente nella Sicilia clientelare.
    Anche se sarei molto felice di essere smentito dai fatti.
    Cmq, vedremo.

  5. giovanni ha detto:

    In Sicilia le persone ragionano in modo razionale. Ogni volta che ci sono le elezioni, soprattutto quelle regionali, ognuno cerca di capire quale può essere il suo ritorno personale e quello della propria famiglia. Tanti sanno che le promesse dei politici sono solo chiacchiere, tuttavia di fronte a una promessa e a un avvicinamento ad un politico di spessore, che nel periodo elettorale avviene con molta facilità, il voto viene dato in base alla probabilità del politico di farcela. Se ce la fa, la speranza di ottenere qualcosa cresce. Questo modo di ragionare spiega come mai le novità hanno poco elettorato e perchè il voto si concentra sempre su chi già è dentro il sistema. Tutto questo avviene perchè il settore pubblico in Sicilia è quasi esclusivo, mentre quel poco di economia privata spesso si aggancia ai politici per andare avanti e risolvere i problemi che di volta in volta si presentano. E’ un sistema malato dove le colpe non sono dei cittadini ma di una brutta politica regionale e ancor più nazionale che non si è mai interessata ai problemi del meridione o peggio li ha mantenuti per controllare milioni di voti che da sempre hanno rappresentato l’ago della bilancia nello scenario nazionale. Insomma, stando così le cose, nulla cambierà.

    • giuseppe ha detto:

      ma quanto ancora può durare? alcuni pensano che, siccome è durato finora, continuerà ad aeternum.
      alla fine la sicilia è andata avanti a sussidi per lo meno negli ultimi 40 anni circa. ed al momento della possibilità di un crack i “descasmisados” di peroniana memoria sono pronti a mobilitarsi, a gettare città nel caos e premere affinchè ora il sindaco di palermo ora il presidente della regione vadano a roma con il cappello in mano a chiedere i soldi per tirare avanti con la gesip, o gli articolosti o gli lsu o i pip o chi diavolo volete.
      io penso che l’assunto “poichè è durato finora, continuerà” sia errato.
      una mattina, all’improvviso, saranno finiti veramente i soldi per sostenere questo circuito vizioso voto-sussidio-scipero-sussidio-voto e così via.
      quando? entro pochi anni. e poi? poi generazioni disabituate al lavoro dovranno trovarsi un reddito in qualche modo, lecito o illecito.
      il risultato è che l’ingovernabilità latente ma non troppo esploderà.
      i giovani scapperanno via.
      se avete visto un documentario su gaza…ecco quello è uno scenario economico plausibile nei prossimi decenni

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