I sindaci voltano le spalle al Parco delle Madonie. Solo in 5 presenti al consiglio convocato dal Commissario

I sindaci voltano le spalle al Parco delle Madonie. Solo in 5 presenti al consiglio convocato dal Commissario

“Rinviato a data da destinarsi per mancanza del numero legale il consiglio del Parco delle Madonie con all’ordine del giorno l’atto di indirizzo per la predisposizione del bilancio di previsione 2014” comincia con questo stringato annuncio la comunicazione di Erasmo Quirino, commissario dell’Ente Parco delle Madonie, in merito all’ultima convocazione del Consiglio del Parco andato praticamente deserto. Dei 15 sindaci componenti erano presenti solo in 5, in particolare non hanno fatto mancare la loro presenza, in un momento di drammatica difficoltà, i rappresentanti dei Comuni di San Mauro Castelverde, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Sclafani Bagni, Castellana Sicula e Pollina. «Sicuramente – dichiara il Commissario straordinario – gli assenti saranno stati trattenuti da precedenti impegni istituzionali”. Vuole evitare polemiche Quirino ma dalla nota pubblicata anche nella homepage del sito del Parco delle Madonie trapela l’amarezza.

 

Il consiglio era stato convocato il 23 aprile «Con questo mio primo atto – afferma – intendevo coinvolgere i sindaci dei quindici comuni del Parco in questo momento non facile per il nostro Ente che, come tutti gli altri Parchi regionali, deve far fronte alla mancanza di fondi da destinare alle varie attività istituzionali. Oggi più che mai dobbiamo fare azione comune per capire quali strategie mettere in atto per far funzionare al meglio il Parco delle Madonie».

 

Peccato però che i primi cittadini non solo hanno ritenuto di doversi dedicare ad altre e più importanti attività, ma hanno anche dimenticato di delegare un loro rappresentante per non “marcare visita” in un consiglio convocato per discutere di una vera e propria emergenza.

 

Il Parco delle Madonie, infatti, in 3 anni è passato da una dotazione di bilancio di 1 milione a circa 200 mila euro. Per il 2014 poi si è raggiunto un vero e proprio paradosso: ad oggi, infatti, il trasferimento regionale per le spese di funzionamento ammonta a circa 20.000 euro mentre le spese del personale sono a appena sufficienti per coprire 2 mesi.
“Con questa situazione – spiega Salvatore Carollo, direttore dell’Ente Parco delle Madonie – si configura una situazione paradossale e cioè che la regione non solo non assicura la spesa del personale di ruolo ma richiede il rimborso all’ente di circa 300 mila euro relativi al 2013, per la retribuzione di 5 dipendenti della Regione che da alcuni anni prestano servizio al parco, minacciandone il trasferimento a Palermo».

 

Ciò senza considerare che con una dotazione di 20mila euro per la gestione, oltre a minare alle fondamenta la credibilità dell’Ente, si lede la dignità dei lavoratori, impossibilitati di fatto a portare avanti una qualsivoglia iniziativa, ordinaria o straordinaria che sia.
Intanto i pochi sindaci presenti, condividendo le preoccupazioni del Commissario straordinario, hanno richiesto un incontro con il governo regionale, sulla utilità del quale è legittimo nutrire qualche dubbio. Vale la pena ricordare che solo qualche settimana fa i primi cittadini, questa volta tutti presenti, avevano inviato un documento al presidente Crocetta nel quale, sostanzialmente, si chiedeva la modifica dei procedimenti di nomina del presidente, reclamando per altro il diritto all’autodeterminazione sulla nomina dei vertici dell’Ente Parco. Quel documento è rimasto lettera morta.

 

La diserzione in massa dell’importante consiglio convocato da Quirino potrebbe essere quindi un atto di rappresaglia contro la decisione del governo regionale che ha sostanzialmente ignorato il contenuto del documento sottoscritto dai sindaci. Se così fosse il gesto indebolirebbe ulteriormente un Ente agonizzante, al quale i primi cittadini sono molto legati. A parole!
I fatti, però, indicano un progressivo abbandono dell’Ente da parte delle istituzioni comunali e sovra comunali, prova ne sia oltre al silenzio ed al disinteresse dei sindaci (che, forzando un poco i ragionamenti, potrebbe anche considerare “fortuito”) il disegno politico in atto che tende a marginalizzare il ruolo dell’Ente Parco nelle future ipotesi di “Governance” del territorio madonita.

 

Una grafica eloquente, che proponiamo qui di seguito, avvalora la tesi che, in pratica, vede scomparire l’Ente Parco delle Madonie, relegato – dalle agenzie di sviluppo del territorio (Sosvima e Imera Sviluppo) – ad un anonimo “sistema integrato degli ambiti archeologici e naturalistici”, mentre mantengono, a buona ragione, dignità autonoma tutte le altre strutture attualmente presenti: Pist, Gal, Distretti Turistici ecc. Forse è solo un caso, forse no!

 

Fonte: www.madoniepress.it

 

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