Ieri: quel disinvolto commercio. “Putii” e “putiari” a Castelbuono

Forse ti piacerebbe leggere...

3 Commenti

  1. Giuseppina ha detto:

    Complimenti . Memoria necessaria !
    Il peso del valore operoso…quando il torrone si faceva in casa, la cotognata dono pregiato, tutto era misurato (il cioccolato per Natale o Pasqua).
    Ed oggi apprezziamo ciò che offre ancora la Terra, o stiamo coi familiari anziani a Capodanno !

  2. storico ha detto:

    Cara Giuseppina,

    non ti conosco, non te ne avere a male, ma quelli erano tempi di MISERIA e POVERTA’ DIFFUSA. la tendenza umana a mitizzare il passato è vecchia quanto il mondo, se già Tito Livio rimpiangeva una Roma in cui i sette re governavano da un trono di giunchi… ma ho sempre provato fastidio nella mitizzazione di quell’epoca di scarsezza, e limitazione in tutto.
    Studiamola e leggiamola, anche con piacere, ma rimpiangere quegli anni, evitiamolo
    Buon anno a Te e a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggere

  3. Poveri noi ha detto:

    Si tende (sbagliando) a mitizzare il passato perché la mente umana subisce l’effetto zoom.
    Ma bisogna mettersi d’accordo su che cosa sia veramente la miseria e povertà assoluta. Certo allora mancava più che il necessario e c’erano altre cose. Oggi si getta il cibo, si gettano vestiti, si getta tutto e tuttavia abbiamo perso in dignità, in sensibilità, in rispetto, in onestà.
    Allora quali sono i tempi di miseria e povertà diffusa?
    E’ chiaro che bisognerebbe operare una oculata sintesi ma l’uomo, specialmente quello ingordo e arrivista di oggi, non ne è capace.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.