Il 24 marzo operazioni di abbattimento suidi in contrada “Vigaretto”nel territorio di Catelbuono

6 Commenti

  1. Vincenzo ha detto:

    Se tutto andrà bene, i nostri eroi (4 o 5 in tutto), con questo sistema, riusciranno ad accoppare un paio di cinghiali. Se va male, un solo capo, come l’altro giorno nel territorio di Cefalù.
    Intanto, gli altri 10.000 cinghiali continuano a spassarsela indisturbati distruggendo muretti a secco e colture varie. È chiaro che il piano di gestione dei suidi sarà l’ennesimo fallimento dell’ente parco.

    • Vincenzo ha detto:

      Oggi, a conclusione dell’operazione, sarebbe giusto far sapere alla gente quanti capi sono stati abbattuti giovedì pomeriggio.
      E poi dividere i costi per il numero di cinghiali uccisi, per sapere quanto costa alla collettività ogni cinghiale morto. Sicuramente più di un buon maiale di allevamento sano e controllato, se si considera quante persone sono impegnate per ogni appostamento: tiratori, guardie forestali, carabinieri, polizia municipale, veterinari, ASP, centro profilassi, ecc…
      E io pago!

  2. Giuseppe Noi ha detto:

    Pacco delle Madonie… Sempre con i soldi dei contribuenti e noi paghiamo…

  3. elettore castelbuonese ha detto:

    Con questo sistema non andrete da nessuna parte , solamente
    Riuscite a fare informazione , che a noi cittadini del Parco delle Madonie non serve.
    È il momento di agire con forza e determinazione,con cacciatori esperti e conoscitori del territorio.

  4. Don Fabrizio ha detto:

    I motivi del fallimento , sono sotto gli occhi di tutti coloro che abitano nel territorio del Parco : i suidi sono proliferati notevolmente
    e sono aumentate le proteste degli agricoltori e dei proprietari dei fondi che
    hanno visto intere coltivazioni andare in rovina. Oltre ai motivi ben visibili di
    natura puramente economica, ve ne sono altri che non tutti possono
    facilmente comprendere ma che sono oltretutto pericolosi per l’ambiente.
    Abbiamo dimostrato, infatti, che la distruzione delle colture tipiche madonite, alcune delle quali hanno origine antichissime e quindi anche un
    indiscusso valore storico da salvaguardare, danneggia in maniera
    irreversibile l’”agrosistema” di questo territorio.
    In altri termini, le coltivazioni agrarie non sono estranee all’ecosistema, ma
    ne sono parte integrante: fungono, cioè, sia da alimento sia da rifugio per
    gli animali. Lasciare che queste colture vengano distrutte porterebbe a
    gravissimi squilibri ecologici. Non parliamo del danno faunistico sia direttamente causato dai suidi e indiretto causato oggi dai bracconieri e cacciatori autorizzati in quanto si sta per operare in stagione venatoria chiusa ed in territori con fauna sensibile ed autoctona . E per ultimo il costo dell’operazione già oltre le aspettative ne vogliamo parlare !!! per poi avere questi risultati deludenti sia per i numeri dei capi abbattuti e per il tipo di metodologia di caccia eseguita , assolutamente inefficace .

  5. vincenzo ha detto:

    Per pasquetta la carne è assicurata

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