Il MeetUp M5S Castelbuono ringrazia la cittadinanza

10 Commenti

  1. comunicato da prima repubblica ha detto:

    nella prima repubblica, ai tempi della dc psi pci pri, all’indomani delle elezioni tutti avevano vinto
    leggendo questo comunicato pare che il movimento ha vinto

    in italia è passato dal 32 al 17% perdendo 6 milioni di voti
    in sicilia è passato dal 45% al 30%
    a castelbuono prende il 5% in meno del dato regionale

    contentivoi

    ed appena alle politiche tornerà a votare almeno il 65% degli elettori sarà ancor più drammatico il quadro

    • Giuseppe ha detto:

      bene cominciate a scrivere il discorso per spiegare a chi vi ha votato che arriva la troika
      e che avete speso soldi a deficit ed il coraggio di prendere per le corna il problema evasione non lo avete avuto, come tutti quelli che vi hanno preceduto

  2. disincantato ha detto:

    Certo, fa tenerezza questo comunicato. Ma non dimentichiamo che nel m5S locale ci sono non pochi attivisti accanitamente per i democratici per castelbuono. Ecco quindi spiegato tutto. Ma finché ci saranno personaggi come quelli che si annidano nel tuo pd e non solo, anche in questi 5 stars, difficilmente potrà votare il 65%

  3. Obiettivamente ha detto:

    Fuoco di paglia

  4. Daniele ha detto:

    Per fortuna esistono anche commentatori più obiettivi e coraggiosi al mondo….

    “Sto partecipando con personale e profondo dispiacere al disastro del Movimento Cinque stelle dopo le recenti Elezioni europee. Premetto che ho 81 anni suonati, non ho mai fatto politica attiva anche se me ne sono sempre interessato e ho pure cercato di dare contributi in denaro (alla fondazione del Pd) e in riflessioni, che pubblico sul Fatto Quotidiano da tre anni a questa parte.

    Aggiungo, per chiarirci, che da tre anni cerco di parlare (ormai una sessantina i miei post) di una proposta di politica industriale manifatturiera per il nostro Paese: si tratta di una “idea-forte”, come si usa dire nel gergo manageriale, che fatica a passare in un mondo fortemente condizionato da culture basate sui libroni dei dotti, ma molto di meno sulla freschezza delle idee. Non è mio costume chiedere qualcosa in cambio.

    La fine del Pd, la vergognosa parabola di Matteo Renzi (che io ho sostenuto a lungo, e che mi ha molto amareggiato quando ho dovuto riconoscere ciò che amici fiorentini mi dicevano da tempo su di lui), la “musica” nuova e frizzante suonata con vigore da Beppe Grillo, l’avallo di persone dello stampo intellettuale e morale di Dario Fo, l’arrivo sulla scena di personaggi assolutamente apprezzabili come Luigi Di Maio, Roberto Fico, Alessandro Di Battista, l’impronta gagliarda e innovativa data al Movimento e, soprattutto, le forsennate campagne dei giornaloni contro il M5S (segno di forte paura da parte delle classi “bene”; non diversamente, nel 1921, fu questo il vero e più forte terreno di coltura del fascismo: ma, di grazia, su quale altro terreno ha lavorato Matteo Salvini?), tutto l’insieme agitato e shakerato hanno fatto di me un sostenitore di questa novità.

    Avevo capito che la scommessa non era facile: questi ragazzi hanno dovuto buttarsi in politica e, allo stesso tempo, costruirsi una macchina politica che non esisteva: niente radicamento sul territorio, niente assessori e consiglieri comunali (vera sede, oggi, del potere), niente strutture e uomini preparati: al massimo suscitavano curiosità, ma anche tanti risolini. Ma avete visto la campagna sulla non-laurea di Di Maio? Qualcuno si è mai ricordato se, per caso, Benedetto Croce avesse avuto uno straccio di laurea?

    La reazione della gente alla novità grillina fu forte: sapevamo che mancava di stabilità, ma se ne raccoglieva il messaggio di richiesta di aiuto, di Sos che la società italiana lanciava nell’etere, come quelli del Titanic, consci che la nave andava a fondo. In grande fretta e furia i grillini furono costretti a racimolare una ciurma, darsi parvenza di struttura politica, disegnarsi un programma da raccontare agli elettori, cercare di consolidare la fiducia di tanti che chiedevano un cambio, un profondo cambio, e, nel contempo, a gestire una situazione nazionale molto pericolosa. Il tutto sotto una campagna resa forsennata dalla fifa un poco cianotica del ceto al potere. Ebbene, esprimo una mia opinione: sono stati non bravi, strabravi, e seri: hanno parlato un linguaggio politico, fatto di temi politici, di cui da decenni non si sentiva il timbro. Un linguaggio, come diceva il mio nonno comunista doc che aveva fatto la scelta della vita povera, da “uovo fuori dal cavagnolo”.

    Una novità assoluta: e uno stile, quello di Di Maio, assolutamente di classe, di grande classe. E tuttora, nonostante la batosta colossale, dico “bravo, bravissimo Di Maio”: sei un politico a tutto tondo, sei – e qui è la sua stupefacente particolarità – un “politico nuovo”. Hai sbagliato, certo, hai sbagliato, ma di colpa si tratta, non di dolo. Diceva papa Pio X: “chi fa falla, chi non fa falla sempre, appunto perché non falla mai’. Capito Salvini? Ma le persone intelligenti, che sbagliano come tutte le altre, sanno trarre insegnamenti preziosi: sì, oggi una sberla, ma lavorano per essere vincenti domani, mentre i mentecatti restano tali e sempre al palo.

    Nel frattempo questa nuova classe politica era costretta a raccogliere la ciurma in quattro e quattr’otto. Ce ne vogliamo rendere conto? E qualche opportunista ha colto l’occasione. Pur di rimediare magari una breve comparsata televisiva per la gente di bocca buona. Questa è stata la sensazione negativa che ho avuto nel vedere questi interventi con prua su Di Maio. No: così non si va lontano.

    Uno degli errori più grossi di Di Maio è stata la tecnica adottata nella comunicazione: pur avendo (oltre a Rocco Casalino – cui qualche domandina dovrà pure essere indirizzata…) un laureato in scienza della comunicazione come Gianluigi Paragone, che ha nel suo passato qualche cambio di casacca. E che non mi risulta sia intervenuto, nel momento giusto, a cercare di correggere gli errori del capo: perché errori ce ne sono stati, senza dubbio. Tirerei una conclusione: fra un Di Maio (che sbaglia ma come tutti noi) e un Paragone (che sbaglia perché leggermente a mio parere motivato da un complesso di opzioni personali) non ho dubbi: Di Maio.”

    di Giuseppe Brianza

    Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/30/la-batosta-del-m5s-non-ne-intacca-il-valore-ma-al-suo-interno-ci-sono-personalita-ben-diverse/5218423/

    • franco ha detto:

      estratto dal fondo di Massimo Franco sul Corriere della Sera di oggi

      Un M5S umiliato ma costretto a continuare

      Per paradosso, le dimissioni di Rixi rafforzano la leadership leghista nei confronti del premier Giuseppe Conte

      La Rete grillina ha smentito il responso degli elettori, e il vicepremier dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio può sopravvivere alla sconfitta delle Europee. Steso un velo pietoso sui sospetti corposi che le votazioni online siano pilotate, rimane un Movimento diviso; e costretto a continuare per non sparire o quasi in caso di elezioni anticipate. Ma le forche caudine che Matteo Salvini sta piantando lasciano indovinare una strategia dell’umiliazione appena agli inizi. Tanto che non si capisce se il M5S reggerà senza spaccarsi. Lo smarcamento del presidente della Camera, Roberto Fico, è già un indizio. E sentire chiedere a Salvini «rispetto per i nostri ministri» tradisce una frustrazione strisciante. I grillini sembrano non rendersi conto che il capo del Carroccio già si sta muovendo da premier. Indica quali ministri dovranno essere nominati: a cominciare da quello per i rapporti con l’Ue, per passare alla Difesa e alle Infrastrutture. Chiede di stralciare il decreto Salva-Roma caro al M5S, e di sbloccare quello per far riaprire i cantieri. Accetta lui, in modo irrituale, le dimissioni del sottosegretario leghista Edoardo Rixi, condannato. Insomma, si muove come se già guidasse il governo. Dà per scontata la Tav. Parla di abbassamento delle tasse e di autonomia per le regioni del Nord: tutte misure indigeste al M5S.

      fonte: https://www.corriere.it/politica/19_maggio_30/movimentoumiliatoma-costrettoa-continuare-c3736730-8313-11e9-93b3-f04c99d00891.shtml

  5. Daniele ha detto:

    Ok cari anonimi commentatori!

    Abbiamo afferrato il messaggio, siamo stati illuminati sulla via di Damasco!

    Abbiamo capito che tra di voi si celano i più eccelsi economi, strateghi, statisti, profeti, capi politici del mondo!

    Tra di noi noi invece (e lo dimostrano i fatti e i voti persi ve ne diamo atto) si sono concentrati i più incompetenti e ridicoli personaggi si potessero mai avvicinare alla politica!

    Ce ne scusiamo personalmente se ci siamo permessi e soprattutto se ci siamo permessi di credere in un progetto che per fortuna vostra (ma soprattutto di coloro che non aspettano altro visto che gli era stato tolto un monopolio per un attimo) come dite voi è destinato all’estinzione…….Meno male va’! Meglio tardi che mai!

    Forse avete ragione voi, dobbiamo nuovamente lasciare spazio ai migliori, soprattutto a voi!
    Soprattutto a Castelbuono, dove abbiamo “non perso” (scusateci anche per essere stati riconfermati prima forza politica, tranquilli non accadrà più) però come dice qualcuno di voi travasando voti alla Lega (chi è causa del suo mal pianga se stesso).

    Ecco perché la nostra analisi ci ha portato a decretare che il paese ha bisogno di voi!

    Pertanto se voi alle prossime elezioni darete vita a una lista composta da tutti voi cari anonimi, sappiate che noi vi sosterremo.
    Perché di certo voi siete la migliore scelta, il miglior governo possibile!
    Il governo di coloro che non sbagliano mai!

    Mi chiedo perché nessuno ci abbia mai pensato prima!

    Figuratevi! Abbiamo già lo slogan:

    Per un governo che ci mette la faccia…..Vota e fai votare lista “Anonimi Castelbuonesi”

    Di certo rispetto ai precedenti non sarà un governo di facciata….ahahahahahahahahahahaha

    😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 : D 😀 😀 😀

    “La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà!”

    • Utente ha detto:

      Caro maniele proprio in questo sbagliate, nell’usare la stessa saccenza, lo stesso tono di superiorità che fino a qualche mese fa utilizzavano i pidioti ed i sinistrati. Il “so tutto io e voi non sapete un cxxxo” non paga mai, ci vorrebbe un bagno di umiltà.

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