Il Presidente Crocetta sceglie il mecenate della “Fiumara D’Arte” di Tusa Antonio Presti come capolista al Senato

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11 Commenti

  1. Voltaire ha detto:

    Se Monsieur Presti dovesse rinunciare, potete dire al presidente Crocetta che dans le même atelier il-y-a mademoiselle Adrienne, valente almeno quanto Presti, che potrebbe fare al caso suo? Lei sicuramente non rinuncerebbe.

    • don Abbondio ha detto:

      Pone, Dómine, custódiam ori meo, et óstium circumstántiæ lábiis meis: ut non declínet cor
      meum in verba malítiæ, ad excusándas excusatiónes in peccátis

  2. Andrea ha detto:

    Il Presidente non poteva fare migliore scelta. Antonio Presti e’un vero paladino dell’arte, un gran signore, onesto e intellettuale. Ha tutte le carte in regola per diventare senatore adesso e Presidente della Repubblica dopo. Speriamo che accetti questa candidatura, la Sicilia ha bisogno di uomini come Presti al Parlamento.

  3. Provaprovata ha detto:

    Certo che Crocetta ne sa una più del diavolo! Scelta eloquente. E anche Presti non scherza…si dice sia tanto generoso quanto selettivo e arguto. Il Senato è il doveroso riconoscimento per il suo percorso.

    • Voltaire ha detto:

      Ma perché quando queste schifezze le fa Berlusconi ci si indigna e quando, invece, vengono dai probi viri di quella che impropriamente viene detta sinistra si ha anche la tracotanza di spacciarle per operazioni di alto profilo culturale?

      • Antonino Brancato ha detto:

        Monsieur Francois-Marie Arouet,mi scusi,Lei
        vorrebbe dire che Antonio Presti,e le belle “SORPRESINE” trovate dentro il famoso “SCATOLONE”sono la “meme chose?”

        • Voltaire ha detto:

          Se il criterio di scelta è lo stesso, direi che c’est la même chose.
          Se il criterio di scelta è penoso lo è a prescindere dalla parte politica che lo adotta.

          • Antonino Brancato ha detto:

            Concordo su “il criterio di scelta penoso” e cioè quello che nega all’elettore il diritto di scelta
            del candidato. Purtroppo ancora una volta dovremo subire questa ulteriore “angheria”.
            Buon senso vorrebbe di non riempire “lo scatolone” con le
            “sorpresine”.
            Ciao a tutti

  4. Candido ha detto:

    Maestro Voltaire, ha ragione come sempre. L’unico che non sa riconoscere i talenti, né può così valorizzarli, rimane il sindaco di Chateauxbon, che Lei poco conoscerà trovandosi lontano dal provincialismo in argomento. Maestro, c’è a suo illuminato avviso, possibilità di una ripresa di coscienza delle potenzialità dei chateauxbuonesi da parte del Palazzo? O il ritorno al Medioevo è inesorabile e definitivo nel nobile borgo che fu dei Ventimiglia?

  5. Voltaire ha detto:

    Candido/a perché vorresti farmi dire cose che io non ho detto? Io ho parlato, prendendo spunto dalla magnifica e disinteressata nomination di Crocetta, di come – da destra a sinistra, nessuno escluso – vengono individuati i candidati per ricoprire posti di palazzo, di governo, di sottogoverno, di assessore regionale e, se vuoi, di assessore comunale, di direttore dei musei, di presidente e di consigliere di amministrazione degli stessi. Tummin-Holland (si chiama così?), dici bene, non lo conosco, e non so chi e che cosa stia valorizzando. Il nobile borgo che fu dei Ventimiglia, quindi in definitiva né dei Medici, né dei Gonzaga, né degli Asburgo, potrà risorgere ai recenti splendori solo se ritorneranno i sovrani di quel radioso periodo e con essi Adrienne (credo che tu la conosca), Michel, Michel le secrétaire, Stephanie, Rosaire, Pierre Barbeblanc. In caso contrario saranno eterne tenebre.

    P.S. la prossima volta, s’il vous plaît, scrivi Châteaubon, senza la x, e la a con l’accento circonflesso (ALT+131).

  6. Filippo ha detto:

    Facciamolo arrivare Presti al Senato, sono sicuro sara’ una meteora impazzita che scardinera’ un vecchio sistema corrotto e clientelare. Ho letto su alcuni quotidiani delle brillanti interviste, come dice il commento di Provaprovata, argute e selettive di Presti che vorrei condividere in questo blog. Questa intervista e’ appena uscita su Centonove e fa capire come Presti crede in quello che fa e come mette subito in movimento la sua macchina mediatica che lo contraddistingue: «Ho sempre creduto che la politica, non solo culturale ma anche economica parte dalla conoscenza per restituire valori di libertà. Una politica non di chiacchiere ma di fatti che rimangono attraverso un processo di trasformazione, rivalsa e riscatto di cui si parla molto ma che viene applicato poco. Questa politica della mia esistenza è stata osteggiata sempre da un altro potere, quello di una politica che non riconosceva il valore della differenza, di un cittadino dello Stato che prendeva il suo patrimonio e lo donava. La disponibilità che ho dato inizialmente ospitando Crocetta all’Atelier sul Mare, è nata dal cuore e parla al cuore di una Sicilia che può riconoscere in un nuovo movimento politico la possibilità di ritornare a essere cittadini siciliani e orgogliosi. Questa speranza adesso continua con le elezioni nazionali, dove il movimento, pur non diventando partito, potrebbe testimoniare al Senato un valore di differenza. Certamente, se dovessi approdare a Palazzo Madama, lo farò da artista. Quando mi vedranno, non dovranno pensare a uno che si riferisce a una corrente, a una trattativa o a un inciucio, ma come ad un artista pronto a servire lo Stato. Perché la vecchia politica non coniuga il futuro come valore di essere, mentre la mia formazione lo contempla come sua anima. In trent’anni, non me ne sono andato dicendo che tutti sono mafiosi e corrotti, e in realtà lo sono, ma sono rimasto per donare intelletto, genio e follia per un futuro di bellezza. Questa è la mia politica e non potrò mai tradirla. Voglio essere chiaro anche con chi in questo momento sta pensando a un mio cambiamento di rotta: non mi interessa il potere per il potere. Il mio interesse è il bene universale e vado al Senato per restituire, come ho fatto nella mia vita. Lo dico e lo ribadisco sia ai miei compagni di avventura che agli elettori: io non sono e non sarò mai un uomo che medierà. La mediazione non è un mio valore politico, lo testimonia la mia stessa vita». Parole bellissime di un uomo che segue un pensiero senza tempo, quello di Aristotele, etica ed estetica insieme per cambiare le coscienze.

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