Insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione, del Direttore e del Comitato Scientifico del Museo Naturalistico “Francesco Minà Palumbo”

1 Commento

  1. Sandro Morici ha detto:

    Dopo le nomine, ora i fatti.
    Prendiamo atto del comunicato del Sindaco sull’insediamento degli organi direttivi del Museo, apprezzando il fatto che sono già “state tracciate le linee programmatiche generali per il suo futuro”. Tenendo conto che i precedenti organi erano scaduti nel maggio 2012, oggi si è fatto un importante passo avanti.
    Sulla professionalità dei rappresentanti del Comitato scientifico non abbiamo mai espresso alcun dubbio e, se lo avessimo minimamente avuto, avremmo indirizzato le nostre eventuali richieste al Magnifico Rettore o ai Presidi di facoltà universitarie che ne avevano deliberato le nomine e non certo al Sindaco. Così, analogamente, per tutti gli altri rappresentanti nominati da varie Istituzioni.
    Piuttosto il nostro appello al Sindaco del 6 marzo u.s. aveva come oggetto la nomina del Presidente (con sottolineatura per 2 ben volte all’inizio del discorso); scelta, che, pur essendo a cura del Sindaco, richiedeva a nostro giudizio particolari competenze. Infatti si suggeriva “un’attenta analisi/valutazione dei curricula dei candidati a tale presidio di alta responsabilità per il rilancio prossimo del Museo”: questo per dare piena attuazione all’art. 12 dello Statuto del Museo secondo criteri certi ed obiettivi.
    L’adozione di criteri razionali e trasparenti deriva dalla nostra forma mentis di ingegneri, che pragmaticamente ragioniamo sulla base di fatti e dati certi. Peraltro sempre con i fatti si chiede e si fa giustizia, come ci ricordano spesso alcuni amici, magistrati di Corte di Cassazione. Ancora con i fatti apprendiamo dell’ecletticità di Francesco Minà Palumbo, riscoperta nel recente saggio “Bibliografia dei lavori di F.M.P.” del professor Massimo Genchi (…con ben oltre 700 pubblicazioni inedite!), non solo come botanico e naturalista, ma anche come medico, cartografo, esperto di agraria, studioso di scienze della Terra, e soprattutto artista in campo pittorico. Altro fatto è la recente pubblicazione dell’”Iconografia di Storia naturale delle Madonie”, edita da Sellerio in 4 volumi, a cura di insigni professori universitari. Questa opera “monumentale”, che contiene circa 600 tavole finemente pitturate, al di là del suo indiscusso valore naturalistico, rappresenta la più importante collezione artistica del patrimonio culturale di Castelbuono: essa è parte integrante dell’intero corpus museale istituito dallo scienziato F.M.P. e si trova ancora presso il ramo Morici-Mercanti degli eredi che lo hanno custodito fino ad oggi in via provvisoria. Lo scrivente, come rappresentante di uno degli attuali tre rami degli eredi, chiede da tempo un’azione sinergica con le Istituzioni per la sua consegna al Museo ai fini del definitivo completamento della donazione voluta da mio nonno Michele e dai suoi figli. La mia richiesta è stata inoltrata formalmente a più riprese all’Amministrazione comunale e al Direttore, ancora senza riscontri, mentre la lettera del 7 giugno 2012, pubblicata su “Le Madonie” dell’agosto scorso, ha trovato significativa rispondenza da parte dell’opinione pubblica. Un pubblico che si attende un segnale, un semplice cenno di risposta a un dovere civico.
    Altro fatto è la presenza di vari diplomi di benemerenza assegnati a F.M.P. da accademie di mezza Europa, ma dei quali si è persa traccia: chi, come noi, segue la vicenda dagli anni ’50, sa che quei diplomi, oltre al riconoscimento scientifico, rappresentano testimonianza di un F.M.P. come ricercatore che lavorava in team scientifici secondo una visione europeista.
    Tutto ciò per precisare con onestà intellettuale che NON “tutte le collezioni appartenute a Francesco Minà Palumbo, … oggi si trovano all’interno del Museo”.
    A fronte dei fatti essenziali sopra ricordati, siamo comunque fiduciosi nell’opera di recupero delle occasioni mancate, in attuazione delle annunciate linee programmatiche. Vorremmo quindi augurare un proficuo buon lavoro a tutti i componenti dello staff gestionale del Museo. Un Museo, che auspichiamo assurga presto a punto di riferimento culturale di elite per Castelbuono e per l’intera Sicilia, sia in ambito scientifico che artistico.
    A questo punto un po’ tutti potremmo fare un utile esercizio mentale per rispondere alla domanda: quali possono essere le ricadute sullo sviluppo del paese? ….ricadute concrete e prossime, ovviamente, a favore della comunità civile.
    Sarebbe bello se su questa prospettiva si aprisse un dialogo (…lasciando da parte l’asprezza del dibattito…) maturo, serio, equilibrato, costruttivo, aperto a tutti.

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