La provocazione di Mario Cicero: “Torre Calura l’acquisiamo noi”

5 Commenti

  1. Rosario ha detto:

    Già che c’è perchè non acquisisce i cantieri navali e la FIAT con tutto l’indotto… la solita trovata pubblicitaria alla Mario Cicero.

  2. anonimo ha detto:

    a Mariuccio Mariuccio…..falla com vua ca’ sempr i tia si parra…..
    natutalmente a qualcuno brucierà parecchio, e tra un po’ son convinto che spunteranno i primi commenti da boia, ma del resto c’è chi puo’ avere solo questi come piccoli momenti di gloria…
    la sapete qual’è la cosa che più fa rodere “i viridr” a chi lo critica e che quest’uomo non solo le “spara grosse” ma le fa anche…
    vedi apertura torre rocciella, con giá un buon numero di visitatori…o la comparsa dei cassonetti( mentre qualcuno li rimette)…..ecc….

    continua così Mario e buon lavoro…
    l’anonimo

  3. Gaetano Lapunzina ha detto:

    Più che una “provocazione”, l’uscita dell’Assessore Cicero, che propone di acquisire la Torre Calura al patrimonio del Comune di Campofelice di Roccella, mi sembra una colossale sciocchezza, che non tiene conto della natura territoriale degli Enti Locali, ciascuno dei quali agisce nell’ambito di propria competenza. E, se non gli difetta l’attenzione, anche nel Comune di cui è da poco amministratore non mancano certo problematiche riguardo alle quali l’ex Sindaco di Castelbuono potrà avere la possibilità di spendersi con maggiore successo.

    • Anonimo ha detto:

      Intanto la torre continua a crollare….e ancora non avete la minima idea di cosa farne…almeno c’è qualcuno che anche sparandole grosse ha delle idee…in quanto la cosa veramente importante della provocazione Ciceriana è la rete delle torri di avvistamento….al posto di lasciar futili commenti in cui vuol far capire che la sa più lunga degli altri….sviluppi anche lei un idea su torre Roccella che se gli scontri si inizierebbero a fare sulle idee forse ne gioveremmo tutti…

  4. Spiderman ha detto:

    O SUULITI SIIMI, ACCUMINCIAVI A SPARARI ….., FINIVI O PAISI E ORA SI SFOGA A MARI.

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