Le Fontanelle, tutte le menzogne del sindaco e della sua giunta

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11 Commenti

  1. Futticumpagnu ha detto:

    “…al presidente del consiglio Piscitello, al vicepresidente del Consiglio Castiglia, al capogruppo Sapuppo, ma soprattutto all’assessore ai lavori Pubblici Mazzola” …
    sinni futtunu

  2. Antonio ha detto:

    cammaruni doveva essere, cammaruni sarà. i fini li scopriremo ma si possono ben intuire

  3. Un firmatario ha detto:

    È un teatro, un cinema o uno spazio polifunzionale? Su questo si deve discutere, non sul tetto in rame che essendo “scelta progettuale” sia i Progettisti che l’Amministrazione sono inattaccabili. Si rischia di cadere nel ridicolo e perdere il vero senso della questione. Castelbuono vuole un Teatro perché oggi non c’è.
    Un amico sincero

  4. Sergio Barreca ha detto:

    Il progetto di abbattimento e ricostruzione del cineteatro Le Fontanelle, frutto dell’irremovibile volontà del nostro sindaco avallata da tutta l’amministrazione comunale, è un vero e proprio attacco il cui obiettivo è la distruzione di Castelbuono.
    Distruzione di quella memoria di ciò che è stata la cultura del teatro castelbuonese.
    È chiaro che risulta necessario intervenire per adeguare la struttura rispetto ai canoni della moderna architettura e sostenibilità ambientale.
    È altrettanto chiaro che un progetto di riqualificazione non avrebbe fornito il plauso elettorale che si otterrà con l’abbattimento e la ricostruzione.
    La distruzione del così detto “ecomostro” darà titolo per potersi attribuire il merito di aver fatto qualcosa che nessuno era stato in grado di fare. Motivo di promozione elettorale.
    Per definizione ecomostro è un edificio costruito in disprezzo di ogni esigenza ambientale e valutazione estetica. Gravemente incompatibile con l’ambiente circostante.
    Le Fontanelle non è un ecomostro. È un pezzo importante della nostra storia che è stato, ad arte, strumentalizzato.
    Nessuno ha titolo per definirlo ecomostro. Soprattutto il nostro Primo Cittadino. Non ne ha perché:
    – è il sindaco quindi colui che per primo è chiamato ad amministrare il patrimonio e a preservarlo;
    – è assessore alla cultura e, in quanto tale, dovrebbe mantenere viva la memoria della cultura oltre che accrescerla;
    – prima di ogni cosa è un Castelbuonese e come cittadino ha il compito, attraverso le tradizioni, di tenere viva la storia.
    Di tutto ciò non credo abbia contezza. Diversamente non avrebbe dato incarico (a progettisti la cui unica colpa è quella di aver eseguito la volontà di un committente/padrone) per la realizzazione dell’attuale progetto.
    Mi urge ricordare a chi ci amministra che il Medioevo è passato da un po’. Che viviamo in un presente che sa di futuro. Che non è più possibile assumere scelte motivate esclusivamente da un mero interesse personalistico. Soprattutto quando si è investiti della responsabilità derivante dal consenso elettorale.
    Come direbbe il profeta Isaia: “voce di uno che grida nel deserto……

    • protezione civile ha detto:

      Sarebbe soprattutto il caso che gli elettori l’anno prossimo ricordassero di mandare a casa questa calamitå naturale di Cicero.

      • Giuseppe ha detto:

        purtroppo la vedo dura. Non vedo personalità che raccolgano ampio consenso tali da rendere possibile un cambiamento. Nè vedo alle loro spalle solide maggioranze politiche che li sostengano, stante la frammentazione attuale. Il PD subisce l’erosione di voti della lista personale dell’attuale inquilino di via S.Anna. che è ben deciso a restarvi altri cinque annetti. avremo così un altro ventennio, con intermezzo. La costituente tiene carte coperte per non bruciare i nomi, molto probabilmente sarà uno di loro, dei fondatori, a proporsi, forse un ingegnere magari vicino ad ambiti curiali. Il fatto è che servirebbe anche una persona con esperienza di amministrazione e di diritto amministrativo. non vedo nessuno e non mi viene in mente nessuno, e quelli che mi vengono in mente non sono a mio avviso sufficienti ad orientare la pubblica opinione per quanto stufa. ci sarà, nel caso di tre quattro candidati ognuno espressione di specifiche “parrocchie” una forte astensione, dei delusi. E temo che ci ritroveremo la stessa minestra, eventualmente riscaldata, altri cinque anni.

    • Antonio ha detto:

      credo che sia davvero il momento di mobilitarsi con tutti gli atti amministrativi e politici. anche a costo di bloccare il bando con ricorsi scrivendo a tutti gli enti in primis quelli che finanziano. e interessando la stampa. l’impatto del manifesto lo ha subito, ed ha preso tempo. Vuole collocare il cantiere giusto in epoca di elezioni. mi ricorda la vicenda del municipio per certi versi …la storia si ripete sempre ma mai negli stessi esatti termini e atti.

  5. Requiem aeternam ha detto:

    E nel frattempo, tra il silenzio di tutti, è rispuntato l’obbrobrio in piazza castello. Castelbuono è finito

  6. incredulo ha detto:

    Ma è possibile che si decida, anzi si DELIBERI una cosa e poi se ne faccia un’altra? Non ci posso credere… eppure ,come afferma la Sovrintendenza, nessuna proposta di variante è stata presentata dall’Amministrazione. Ora, al di là del merito, come si può accettare che la volontà espressa nel Consiglio ,a marzo, sia stata totalmente disattesa e sprezzantemente ignorata? E i Consiglieri? Non hanno nulla da dire?

  7. Giuseppe Abbate ha detto:

    Durante la presentazione del protocollo d’intesa stipulato tra la soprintendenza. Monumenti ed il comune di Castelbuono il dirigente del settore urbanistica del comune affermava con una certa compiacenza : mai più rame nel centro storico di Castelbuono !!!! SÌ ……. ma con qualche deroga diamine !!! E poi siamo proprio sicuri che ” le fontanelle” ricadono all’interno del centro storico ?
    Con un po’ di fantasia e di elasticità potrebbe essere considerata una enclave extraurbana dove tutto sarebbe possibile.

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