L’On. Magda Culotta sulla chiusura dei punti nascita degli ospedali di Petralia e Cefalù

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3 Commenti

  1. Carmelo ha detto:

    grazie di tutto MAGDA…quanti voti hai preso?….

  2. Michele ha detto:

    Contrariamente al consiglio della Ginecologa personale, che per ovvi motivi ci consigliava di partorire presso la struttura dove lei lavorava, abbiamo deciso di far nascere nostra figlia a Cefalù.
    Naturalmente mi sono informato prima e bene(tramite i dipendenti) sulle alternative: Petralia, Termini ,Cefalù e Buccheri la Ferla
    Dopo un’attenta analisi di quanto constatato, anche con i nostri occhi, non abbiamo avuto dubbi ed abbiamo deciso di far nascere la nostra piccola a Cefalù.
    Immaginate lo stato d’animo di una donna che deve partorire senza l’assistenza di una Ginecologa che l’ha seguita per 9 mesi; ebbene è stata lei a decidere per Cefalù.
    Ho subito riscontrato un’alta preparazione e motivazione del personale sanitario; eccellente pulizia del Reparto di Ostetricia; stanze con solo due partorienti(immaginate cosa può accadere durante l’orario di visita).
    La nostra bimba è nata con parto naturale ed io ho assistito; durante il parto c’è stato un problema che è stata prontamente affrontato e risolto dall’eccellente equipe Medica.
    Non potrò mai ringraziare abbastanza il Dr Messina, il Dr Marsala, la D.ssa Di Fiore(per l’eccellente assistenza all’epidurale) la D.ssa Tardino ,la straordinaria Ostetrica Maria Luisa Privitera e tutte le gentilissime infermiere e OSS dell’U.O.
    Un ringraziemento particolare(non vogliatemene) va a tutti i pediatri del San Raffaele che ogni giorno si prendono cura dei nuovi nati con altissima preparazione e umanità.Sempre disponibili per qualsiasi problema anche dopo il rientro a casa.
    Purtroppo chi gestisce la sanità pubblica non può capire; loro hanno talmente tanti soldi che possono permettersi di far partorire le proprie mogli in cliniche private.Non capiscono che la vita di un bambino non è un numero con un prezzo.

  3. vaud ha detto:

    La cosa triste è costatare che invece di progredire si torna indietro nel tempo. Come gli anni ’80 quando per partorire bisognava andare a Palermo..
    Forse, insieme ai tagli per i servizi ai cittadini bisognerebbe adeguare gli stipendi dei politici agli anni in cui ci declassano…

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