Pizzuto torna alla guida del Parco delle Madonie

1 Commento

  1. ZORRO ha detto:

    Mentre il diritto si occupa dei fatti oggettivi, l’etica chiama in causa i comportamenti soggettivi in una cornice definita dal senso comune del pudore e dalle regole non scritte che diventano ancora piu’ stringenti in chi riveste una funzione pubblica e politica . Ricordo i fatti successi attraverso un articolo già publicato , chissà qualcuno dimentica ….. l’indecenza e l’uso anomalo delle risorse finanziarie del Parco . Oggetto della disputa, il pagamento di fatture per quasi 50 mila euro risalenti al periodo compreso tra il 17 e il 20 settembre 2011, chieste dalla Camera di Commercio canadese. Lo Bello, Assessore al Territorio, la prima a venire a conoscenza della vicenda, ha presentato un esposto in Procura. Crocetta ha individuato in Angelo Pizzuto, ex vicecapo di gabinetto dell’assessore regionale al Territorio Gianmaria Sparma, uno dei responsabili del progetto fantasma. Il suo nome figura infatti nella corrispondenza che la Camera di Commercio canadese ha inoltrato al governo regionale per fare chiarezza sul progetto. Pizzuto dal canto suo sostiene però di non essere lui il promotore, di non essere mai stato in Canada e di figurare in quelle e-mail solo perché si era messo a disposizione dei funzionari canadesi; come risposta alle accuse rivoltegli contro, ha presentato denuncia per diffamazione. E’ finito poi nel calderone delle polemiche, come emerge dalle recenti cronache, anche Mario Cicero che ai tempi rivestiva ancora la carica di sindaco di Castelbuono nonché quella di presidente del Consorzio per la promozione dei prodotti agroalimentari delle Madonie. Cicero avrebbe fatto parte di quella delegazione che si è recata in Canada nel periodo incriminato. Da una relazione (reperibile on- line sul sito parcodellemadonie.it) scritta da Santina La Spada, dipendente dell’ente Parco delle Madonie, il viaggio sarebbe stato effettuato «grazie ad un accordo siglato tra la Camera di commercio italiana in Canada e l’assessorato Territorio e ambiente della Regione Siciliana, rappresentata dall’assessore Gianmaria Sparma». Insieme a La Spada e Cicero, ci sarebbero stati anche lo chef Antonio Maiorana e una dipendente del comune di Castelbuono. Ribadisce però la sua estraneità Cicero che ad alcune testate giornalistiche ha dichiarato: ”abbiamo solo svolto il nostro lavoro di promozione di prodotti tipici siciliani. Pizzuto mi chiamò e io andai in Canada come responsabile del consorzio produttori madoniti per promuovere i nostri marchi. Fu organizzata una cena con 250 invitati, tra cui molti imprenditori e fu un successo. Non so chi abbia promosso il progetto ma non capisco dove sia il dolo penale. Anzi, sono io che chiedo alla Camera di commercio canadese di pagarmi 8 mila euro di prodotti trasportati a Montreal”. Il dubbio di Cicero sull’esistenza o meno del dolo penale non spetta a noi assodarlo, sarà compito della magistratura. Ma di una cosa siamo certi: in Sicilia sull’utilizzo dei soldi pubblici c’è sempre stato e continua ad esserci un problema di trasparenza che si traduce in una questione di deficit morale della politica. Se possono essere spesi come nulla fosse migliaia di euro in viaggi oltreoceano con cene annesse, senza l’aspettativa di ritorni economici fissati nero su bianco su piani di marketing ben definiti, seriamente nella nostra regione c’è qualcosa da iniziare a correggere. E da subito.

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