Primo Cleaning Day anti-graffiti a Castelbuono, i volontari ripuliscono la parete EST del Castello. PHOTOSTORY

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11 Commenti

  1. Enzo Minà ha detto:

    E’ da VIGLIACCHI sporcare un Monumento simbolo dell’ IDENTITA’ storica religiosa e turistica di Castelbuono.
    Gesto da infami e.., permettetemi di dire , un atto da “RAZZISTI”…, qualora trattasi di immigrati !
    Credo che sia doveroso PUNIRE il o i colpevoli di codesto ed IRRISPETTOSO gesto.
    (Secondo l’art. 639 del Codice Penale: la pena è la RECLUSIONE FINO AD UN ANNO e/o la multa fino a 1.032 euro.)
    A Vincenzo GIanfranco Angela e tutti i ragazzi che hanno in buona parte ripulito il tutto, di certo va un’ assoluta AMMIRAZIONE e ringraziamento da parte di tutti i Castelbuonesi;
    ma, maggiore stima e ringraziamento, dovrà certamente avere chi aiuterà le autorità locali di competenza ad INDIVIDUARE il responsabile: è importante rendere GIUSTIZIA civica e morale …al nostro paese; e fare in modo che non si ripetano più gesti simili, evitando che passi l’idea che “a Castelbuono tutto è permesso “… ( speriamo, ovviamente, che questa volta non debbano essere i ragazzi ad intervenire e punire… ma, chiaramente, le autorità competenti )

  2. Il Grillo Castelbuonese ha detto:

    Io mi limito solo a dire grazie di cuore a questi cittadini che hanno dimostrato di amare Castelbuono e i suoi simboli! Voi siete un esempio di rispetto e senso civico da emulare! Grazie!

  3. rosa spallino ha detto:

    Complimenti, ma sarebbe meglio finire di pulire. Penso che l’amministrazione avrà difficoltà ad impegnare personale a tal uopo! Meno male che la “meglio gioventù” vive ancora a Castelbuono. Bravi bravi, il vostro esempio dovrebbe essere contagioso!

  4. don Abbondio ha detto:

    BRAVI!
    Un “lavoro socialmente utile” a costo zero.
    Un bel gesto più eloquente di tanti inutili comizi.
    Grazie di cuore

  5. Angelo Ciolino ha detto:

    Un ringraziamento sincero ai volontari del Cleaning Day anti-graffiti,da chi ritiene di avere un legame profondo con il monumento emblema della nostra identità civica. Non basta averlo acquistato all’asta nel 1920, grazie alla sottoscrizione promossa dal Sindaco Mariano Raimondi e averne impedito il crollo in anni di miseria sociale con interventi tampone; non basta neanche aver realizzato il restauro strutturale e il recupero funzionale negli anni novanta ed averlo reso Museo Civico. Se non ci si impegna a completare l’indagine e la fruizione dell’area archeologica e l’attuazione, dell'”area castellana”, almeno quella più prossima, difficilmente riusciremo a tutelare un bene così prezioso. Meno celebrazioni e più cultura e progetti.

  6. Francesca Cicero ha detto:

    Bisogna essere tutti orgogliosi di quello che i ragazzi, con pazienza e tanta volontà hanno reso possibile. Tutelare il Castello è un atto di profonda civiltà e tutti noi ve ne siamo grati. Il vostro gesto è, profondamente culturale, è sinonimo di civiltà e di socialità. Grazie ancora… e per l’acqua ci siamo sempre!

    • Candido ha detto:

      Ah! se Lei ci mette l’acqua siamo a posto.
      Se poi la mette sempre…abbiamo risolto tutto.

    • scarafaggio ypsigrota ha detto:

      Effettivamente bisogna riconoscere che senza l’impegno, il patrocinio e le risorse messe in campo per l’occasione dal Museo Civico ogni buona volontà sarebbe stata vana.

    • scarafaggio ypsigrota ha detto:

      Dimenticavo di ricordare il ruolo altrettanto decisivo del Comune (proprietario dell’immobile) che ha sposato l’iniziativa come una’assoluta priorità ….

  7. martino ha detto:

    ..bravi e… grazie ! Mi ricorda quando tanti anni or sono ci siamo accampati per evitare il taglio degli alberi.. l’amore per il proprio luogo si manifesta anche in questo, di generazione in generazione.

    • Mimma Conoscenti ha detto:

      Vorrei potervi dire più di un grazie, pur doveroso e sentito. Avrei voluto essere con voi, per condividere la gioia di un’azione giusta e bella.Mi auguro che nel prossimo futuro si possa anche come Istituzione intervenire con più celerità, per proteggere e recuperare il nostro bene più prezioso, nel rispetto dei compiti e dei ruoli ma senza farsi troppo condizionare da passaggi burocratici lenti e farraginosi che spesso lasciano il tempo che trovano.

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