PrimoMaggio alla siciliana – Edizione 2014

4 Commenti

  1. vincenzo ha detto:

    un tempo era la festa dei lavoratori e ad organizzare le varie iniziative era il sindacato.oggi il sindacato (CGIL) non ha neanche il coraggio di organizzare una assemblea pubblica

  2. Camera del Lavoro - CGIL Castelbuono ha detto:

    La Camera del Lavoro – CGIL di Castelbuono, come ogni anno, parteciperà con un pullman (già pieno per le prenotazioni) all’iniziativa del 1° maggio a Portella della Ginestra per commemorare la prima Strage di Stato dell’Italia Repubblicana avvenuta il 01 maggio 1947.

    La Camera del Lavoro – CGIL di Castelbuono ha partecipato con un’ampia delegazione alla commemorazione del 25 aprile presso il Giardino Inglese di Palermo.

    Laddove la Camera del Lavoro – CGIL di Castelbuono fosse stata interpellata per l’organizzazione di questa iniziativa, oltre a darne il patrocinio per la sua realizzazione, avrebbe PRETESO che la stessa si caratterizzasse oltre che per i giochi, i balli e le salamelle di un momento di riflessione sulla grave crisi economica e sociale che caratterizza la Società, e quindi anche la Nostra Comunità, in riferimento ai fenomeni di schiavitù, delle illegalità e del degrado morale.
    Probabilmente la preventiva conoscenza di detta nostra pretesa, legata al Ns. agire quotidiano, ha fatto si che detta iniziativa fosse fatta solo di giochi, balli e salamelle.

    Ci fa piacere essere identificati come il Sindacato; Noi siamo la CGIL, solo una parte del Sindacato.

  3. Non siete Stato voi! ha detto:

    Non siete Stato voi
    che parlate di libertà
    come si parla di una notte brava dentro i lupanari.

    Non siete Stato voi
    che trascinate la nazione dentro il buio
    ma vi divertite a fare i luminari.

    Non siete Stato voi
    che siete uomini di polso forse
    perché circondati da una
    manica di idioti.

    Non siete Stato voi
    che sventolate il tricolore come in
    curva e tanto basta per sentirvi patrioti.

    Non siete Stato voi
    né il vostro parlamento
    di idolatri pronti a tutto per ricevere
    un’udienza.

    Non siete Stato voi ù
    che comprate voti con la propaganda ma
    non ne pagate mai la conseguenza.

    Non siete Stato voi
    che stringete tra le dita il rosario dei sondaggi sperando
    che vi rinfranchi.

    Non siete Stato voi
    che risolvete il dramma dei disoccupati
    andando nei salotti a fare i saltimbanchi.

    Non siete Stato voi
    uomini boia con la divisa che ammazzate di percosse i
    detenuti.

    Non siete Stato voi
    con gli anfibi sulle facce disarmate prese
    a calci come sacchi di rifiuti.

    Non siete Stato voi
    che mandate i vostri figli al fronte come una carogna da
    una iena che la spolpa.

    Non siete Stato voi
    che rimboccate le bandiere sulle
    bare per addormentare ogni senso di colpa.

    Non siete Stato voi
    maledetti forcaioli impreparati, sempre in cerca
    di un nemico per la lotta.

    Non siete Stato voi
    che brucereste come streghe gli immigrati salvo venerare quello
    nella grotta.

    Non siete Stato voi
    col busto del duce sugli scrittoi e la
    costituzione sotto i piedi.

    Non siete Stato voi
    che meritereste d’essere
    estirpati come la malerba dalle vostre sedi.

    Non siete Stato voi
    che brindate con il sangue di chi tenta
    di far luce sulle vostre vite oscure.

    Non siete Stato voi
    che vorreste dare voce
    a quotidiani di partito muti come sepolture.

    Non siete Stato voi
    che fate leggi su misura
    come un paio di mutande a seconda dei genitali.

    Non siete Stato voi
    che trattate chi vi critica come un randagio a cui
    tagliare le corde vocali.

    Non siete Stato voi,
    servi, che avete noleggiato
    costumi da sovrani con soldi immeritati,
    siete voi confratelli di una loggia che poggia
    sul valore dei privilegiati come voi
    che i mafiosi li chiamate eroi e che
    il corrotto lo chiamate pio
    e ciascuno di voi, implicato in ogni sorta di
    reato fissa il magistrato e poi giura su Dio:

    “Non sono stato io”.

    Caparezza

    • Antonio ha detto:

      ognuno vede la sua faccia della medaglia.

      non è stato neppure lo studente sfaticato che per noi la tua macchina ha bruciato

      non è stato l’antagonista del centro sociale okkupato che tra uno spinello e l’altro non ha mai lavorato
      ma che il negozio ha saKKeggiato.

      era la memoria dell’autonomo degli anni settanta, dell’indiano metropolitano che rubava a destra e a manca

      non è stato il NO TAV che predicava la non violenza ma tirava le molotov con coscienza agli agenti dello stato, figli del proletariato.

      non è stato quello che andva sempre al corteo da quando era studente ed oKKUpava la skuola perchè di studiare non ne voleva sapere

      che dei diritti di tutti gli altri marx diceva di infiskiarti

      e in questo modo l’hanno pure promosso, i sessantottini professori che non ebbero polso

      non era quello che andava al corteo per la casa perchè lavorare non era mai stato cosa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.