Il professor Orazio Cancila scrive una lettera aperta al consigliere Andrea Prestianni in merito alla revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini

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35 Commenti

  1. Martino ha detto:

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  2. Stalin ha detto:

    Professore Cancila purtroppo sembra che sia presente ancora il regime comunista a castelbuono, nella realtà siamo proprio sotto regime basta vedere gli atteggiamenti dei nostri amministratori. Il problema di revocare o no la cittadinanza è prioritaria per la nostra amministrazione così come chiudere la porta principale del comune aprire e chiudere l’acqua aprire e chiudere il corso atti che passano come un comunicato adesso comandiamo NOI…. questo è il messaggio che fanno passare.

    • indovina indovinello ha detto:

      Chissà se in questi cinque mesi il capogruppo si è reso conto di quanti personaggi più vicini a Cucco che a lui hanno appoggiato il raggruppamento di cui fa parte.

  3. cittadinoATTENTO ha detto:

    Egregio Prof. Cancila, mi complimento per la chiarissima esposizione e per gli elementi STORICI E SCIENTIFICI che fanno comprendere come le persone che ci rappresentano in Comune affrontano tutto con leggerezza e forse anche con spirito autoreferenziale! Spero che il sig. Prestianni e l’intero consiglio comunale tengano conto di questo eminente contributo…! Inoltre invito il sig. Prestianni a impiegare le proprie risorse in consiglio per affrontare le tante problematiche anche a carattere sociale che ormai coinvolgono molti cittadini.

  4. Grillo parlante ha detto:

    Stupisce che nessuno dei consiglieri si sia opposto o abbia espresso critica a questa idea malsana. E’ evidente che non si fa più politica, non c’è piu dialettica: si propone un argomento e TUTTI sono d’accordo, “ maggioranza bulgara”. Non c’è ne uno che dissente, mah!!!! E’ successo anche per il campo sportivo da trasformare in posteggio e con la chiusura della porta principale del comune. Più democratici di cosi’………

  5. storico ha detto:

    cancellare il passato….si è fatto in antichità, lo hanno fatto tante rivoluzioni, da quella francese a quella ungherese del 1956, lo ha fatto ai nostri giorni l’Isis in tanti siti archeologici….

    • Astorico ha detto:

      Può specificare cosa si intende per rivoluzione ungherese? E cosa sarebbe stato cancellato a parte il tentativo di Imre Nagy di fare uscire l’Ungheria dall’influenza sovietica?
      L’Isis non c’entra nulla, ovviamente.

      • storico ha detto:

        Cancellare il passato…facendo terra bruciata (Unni), usando i forni crematori (Dachau), decapitando la testa di una statua di Stalin (Budapest), facendo il lavaggio del cervello (nei gulag), dando fuoco alle bandiere (Teheran), radendo al suolo antiche città (Isis-Siria-Palmira),….può bastare? Cancellare il passato con la sete di vendetta….nobile esercizio, vero? Il passato viene cancellato con fatti storici, non con gli “ovviamente”.

        • Astorico ha detto:

          L’isis non c’entra nulla ovviamente in un discorso del genere e neppure le distruzioni perpetrate da costoro. L’Isis non ha fatto nessuna rivoluzione. Non sappiamo neppure cosa sia, di preciso. Potrebbe essere una invenzione dei potenti della Terra per tenere sempre in bilico gli interruttori della guerra.
          Continuano a sfuggirmi le distruzioni della cosiddetta rivoluzione ungherese.
          Vedo che ha dimenticato tutte le vittime del cattolicesimo, dalle crociate alla santa inquisizione ai roghi di libri.

  6. Stalin ha detto:

    Un vecchio detto russo dice: cu si curca chi causi a matina agliorna piscitello….

  7. Mario Cicero ha detto:

    Una classe politica e’ tale se sa affrontare, sia la gestione ordinaria della cosa pubblica, che la programmazione strategica della propria comunità. Inoltre, chi fa politica a mio parere ha un compito fondamentale aprire il confronto su temi sociali, storici, morali, etici, culturali, senza per questo volere condizionare le scelte della societa’ dove si opera’. Non ho letto l’articolo sul giornale di Sicilia, non conosco il contenuto della riflessione del Consiglire Prestianni, che sicuramente non impegna il gruppo politico che ha vinto le elezioni a Castelbuono, come avviene in questa stagione politica si e’ preferito il confronto pubblico alla riflessione interna a gli organi del movimento, tutto ciò avvalora una mia ipotesi, che si vuole solo aprire un dibattito. Io condivido in buona parte l’analisi del professore Cancila, nessuno mi ha fermato o telefonato per parlarmi di quell’articolo, tutto ciò penso ci debba fare riflettere, ma non ci esime dalle responsabilità morali di quel ventennio. Io spero che Castelbuono sia capace di riflettere non di rimuovere. Mario Cicero Cordinatore Politico del Movimento Democratici per Castelbuono.

  8. GRILLO PARLANTE ha detto:

    SOS . L’AMMINISTRAZIONE ANCORA UNA VOLTA FA UN BLUFF E CERCA DI SALVARSI IN CALCIO D’ANGOLO

  9. Il Conte di Castelbuono ha detto:

    Ringrazio il Prof. Cancila per l’attenta e minuziosa analisi che solo uno storico del suo calibro poteva fornirci. Richiamo il Dott. Prestianni e l’amministrazione a documentarsi almeno un pò prima di sparare panzanate del genere; è chiaro che la Castelbuono di oggi è il frutto di un processo politico e sociale che non può e non deve essere cancellato. Nel rispetto dei castelbuonesi che in passato hanno conferito la cittadinanza a Mussolini, nel rispetto delle loro idee, delle loro volontà e nel rispetto di Alfredo Cucco che tanto ha fatto per il nostro paese durante quegli anni ritengo la proposta del Dott. Prestianni assolutamente insensata e invito lui e l’amministrazione comunale a fare un’analisi più attenta e prudente sulla questione.

  10. Giuseppe ha detto:

    Mi meraviglio, come il consigliere Prestianni possa aver avuto una tale idea. Eppure è una persona che ha studiato!
    Dovrebbe conoscere la storia e l’ordinamento giuridico dello Stato Italiano.
    Nel 1924, quando è stata conferita la cittadinanza onoraria al primo ministro Benito Mussolini, l’Italia non aveva ancora conosciuto le atrocità del secondo conflitto mondiali (e nemmeno quelle ugualmente terribili degli anni 1943-1948).
    Non erano ancora state emanate le terribili leggi antisemite (le prime sono del 1938). Lo stesso Manifesto della razza è di quell’anno.
    A quanto pare il consigliere è in perfetta sintonia con il deputato Fiano del PD.
    Allora oltre a togliere cittadinanze e scritte Dux, per coerenza, dovrebbero abrogare anche il Codice Civile (1942) ed il Codice Penale (1930), considerato che risalgono al periodo fascista, ma in massima parte in vigore ancora oggi.
    Troppo spesso si parla di Mussolini e di Fascismo solo in senso negativo, addirittura viene identificata questa parola come soppressione di ogni diritto e libertà eppure il 80% delle leggi e dei regolamenti anche in ambito contrattuale e salariale come tutela dei piu’ deboli risalgono a quel periodo (chissà se il consigliere Prestianni e il deputato Fiano sarebbero disposti a rinunciare pure a quelle). Senza nulla togliere alle atrocita’ poi compiute con Hitler, ma giusto per informazione:
    1. Assicurazione invalidità e vecchiaia, R.D. 30 dicembre 1923, n. 3184 2. Assicurazione contro la disoccupazione, R.D. 30 dicembre 1926 n. 3158 3. Assistenza ospedaliera ai poveri R.D. 30 dicembre 1923 n. 2841 4. Tutela del lavoratore di donne e fanciulli R.D 26 aprile 1923 n. 653 5. Opera nazionale maternità ed infanzia (O.N.M.I.) R.D. 10 dicembre 1925 n. 2277 6. Assistenza illegittimi e abbandonati o esposti, R.D. 8 maggio 1925, n. 798 7. Assistenza obbligatoria contro la TBC, R.D. 27 ottobre 1927 n. 2055 8. Esenzione tributaria per le famiglie numerose R.D. 14 maggio 1928 n. 1312 9. Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, R.D. 13 maggio 1928 n. 928 10. Opera nazionale orfani di guerra, R.D.26 luglio 1929 n.1397 11. Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (I.N.P.S.), R.D. 4 ottobre 1935 n. 1827 12. Settimana lavorativa di 40 ore, R.D. 29 maggio 1937 n.1768 13. Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (I.N.A.I.L.), R.D. 23 marzo 1933, n. 264 14. Istituzione del sindacalismo integrale con l’unione delle rappresentanze sindacali dei datori di lavoro (Confindustria e Confagricoltura); 1923 15. Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.), R.D. 3 giugno 1937, n. 817 16. Assegni familiari, R.D. 17 giugno 1937, n. 1048 17. I.N.A.M. (Istituto per l’Assistenza di malattia ai lavoratori), R.D. 11 gennaio 1943, n.138 18. Istituto Autonomo Case Popolari 19. Istituto Nazionale Case Impiegati Statali 20. Riforma della scuole “Gentile” del maggio 1923 (l’ultima era del 1859) 21. Opera Nazionale Dopolavoro (nel 1935 disponeva di 771 cinema, 1227 teatri, 2066 filodrammatiche, 2130 orchestre, 3787 bande, 1032 associazioni professionali e culturali, 6427 biblioteche, 994 scuole corali, 11159 sezioni sportive, 4427 di sport agonistico.). I comunisti la chiamarono casa del popolo 22. Guerra alla Mafia e alla Massoneria (vedi “Prefetto di ferro” Cesare Mori) 23. Carta del lavoro GIUSEPPE BOTTAI del 21 aprile 1927 24. Lotta contro l’analfabetismo: eravamo tra i primi in Europa, ma dal 1923 al 1936 siamo passati dai 3.981.000 a 5.187.000 alunni – studenti medi da 326.604 a 674.546 – universitari da 43.235 a 71.512 25. Fondò il doposcuola per il completamento degli alunni 26. Istituì l’educazione fisica obbligatoria nelle scuole 27. Abolizione della schiavitù in Etiopia 28. Lotta contro la malaria 29. Colonie marine, montane e solari 30. Refezione scolastica 31. Obbligo scolastico fino ai 14 anni 32. Scuole professionali 33. Magistratura del Lavoro 34. Carta della Scuola Opere architettoniche e infrastrutture 35. Bonifiche paludi Pontine, Emilia, Sardegna, Bassa Padana, Coltano, Maremma Toscana, Sele ed appoderamento del latifondo siciliano. Con la fondazione delle città di Littoria, Sabaudia, Aprilia, Pomezia, Guidonia, Carbonia, Fertilia, Segezia, Alberese, Mussolinia (oggi Alborea), Tirrenia, Tor Viscosa, Arsia e Pozzo Littorio e di 64 borghi rurali, 1933 – 1939 36. Parchi nazionali del Gran Paradiso, dello Stelvio, dell’Abruzzo e del Circeo 37. Centrali Idroelettriche ed elettrificazione delle linee Ferroviarie 38. Roma: Viale della Conciliazione 39. Progetto della Metropolitana di Roma 40. Tutela paesaggistica ed idrologica 41. Impianti di illuminazione elettrica nelle città 42. Prosciugamento del Lago di Nemi (1931) per riportare alla luce navi romane 43. Creazione degli osservatori di Trieste, Genova, Merate, Brera, Campo Imperatore 44. Palazzo della Previdenza Sociale in ogni capoluogo di Provincia 45. Fondazione di 16 nuove Province 46. Creazione dello Stadio dei Marmi (di fronte allo stadio si trova ancora un enorme obelisco con scritto “Mussolini Dux”) 47. Creazione quartiere dell’EUR 48. Ideazione dello stile architettonico “Impero”, ancora visibile nei palazzi pubblici delle città più grandi 49. Creazione del Centro sperimentale di Guidonia (ex Montecelio), dotata del più importante laboratorio di galleria del vento di allora (distrutto nel 1944 dalle truppe tedesche che abbandonavano Roma) 50. Costruzione di numerose dighe 51. Fondò l’istituto delle ricerche, profondo stimatore di Marconi che mise a capo dello stesso istituto grazie alla sua grandiosa invenzione della radio e dei primi esperimenti del radar, non finiti a causa della sua morte 52. Costruzione di molte università tra cui la Città università di ROMA 53. Inaugurazione della Stazione Centrale di Milano nel 1931 e della Stazione di Santa Maria Novella di Firenze 54. Costruzione del palazzo della Farnesina di Roma, sede del Ministero degli Affari Esteri 55. Opere eseguite in Etiopia: 60.000 operai nazionali e 160.000 indigeni srotolarono sul territorio più di 5.000 km di strade asfaltate e 1.400 km di piste camionabili. Avevano trasformato non solo Addis Abeba, ma anche oscuri villaggi in grandi centri abitati (Dessiè, Harar, Gondar, Dire, Daua). Alberghi, scuole, fognature, luce elettrica, ristoranti, collegamenti con altri centri dell’impero, telegrafo, telefono, porti, stazioni radio, aeroporti, financo cinematografi e teatri. Crearono nuovi mercati, numerose scuole per indigeni, e per gli indigeni crearono: tubercolosari, ospizi di ricovero per vecchi e inabili al lavoro, ospedali per la maternità e l’infanzia, lebbrosari. Quello di Selaclacà: oltre 700 posti letto e un grandioso istituto per studi e ricerche contro la lebbra. Crearono imprese di colonizzazione sotto forme di cooperative finanziate dallo stato, mulini, fabbriche di birra, manifatture di tabacchi, cementifici, oleifici, coltivando più di 75.000 ettari di terra. 56. Sviluppo aeronautico, navale, cantieristico Opere politiche e diplomatiche 57. Patti Lateranensi, 11/02/1929 58. Tribunale del popolo 59. Tribunale speciale 60. Emanò il codice penale (1930), il codice di procedura penale (1933, sostituito nel 1989), il codice di procedura civile (1940), il codice della navigazione (1940), il codice civile (1942) e numerose altre disposizioni vigenti ancora oggi (il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, il Codice della Strada, le disposizioni relative a: polizia urbana, rurale, annonaria, edilizia, sanitaria, veterinaria, mortuaria, tributaria, demaniale e metrica) 61. Conferenza di Losanna 62. Conferenza di Locarno 63. Conferenza di Stresa 64. Patto a quattro 65. Patto anti-Comintern Opere espansionistiche 66. Riconquista della Libia 67. Conquista dell’Etiopia 68. Guerra di Spagna Opere economiche e finanziarie 69. Istituto di Ricostruzione Industriale (I.R.I.), 1932 70. Istituto Mobiliare Italiano (I.M.I.), 1933 71. Casse Rurali ed Artigiane, R.D. 26 agosto 1937, n. 1706 72. Riforma bancaria: tra il 1936 e il 1938 la Banca d’Italia passò completamente in mano pubblica e il suo Governatore assunse il ruolo di Ispettore sull’esercizio del credito e la difesa del risparmio 73. Socializzazione delle imprese. Legge della R.S.I., 1944 74. Parità aurea della lira 75. Battaglia del grano 76. 1929: crisi finanziaria mondiale. Il mondo del capitalismo è nel caos: il Duce risponde con 37 miliardi di lavori pubblici e in 10 anni vengono costruite 11.000 nuove aule in 277 comuni, 6.000 case popolari che ospitano 215.000 persone, 3131 fabbricati economici popolari, 1.700 alloggi, 94 edifici pubblici, ricostruzione dei paesi terremotati, 6.400 case riparate, acquedotti, ospedali, 10 milioni di abitanti in 2493 comuni hanno avuto l’acqua assicurata, 4.500 km di sistemazione idrauliche e arginature, canale Navicelli; nel 1922 i bacini montani artificiali erano 54, nel 1932 erano arrivati a 184, aumentati 6 milioni e 663 mila k.w. e 17.000 km di linee elettriche; nel 1932 c’erano 2.048 km di ferrovie elettriche per un risparmio di 600.000 tonnellate di carbone; costruiti 6.000 km di strade statali, provinciali e comunali, 436 km di autostrade. Le prime autostrade in Italia furono la Milano-Laghi e la Serravalle-Genova (al casello di Serravalle Scrivia si trova una scultura commemorativa con scritto ancora “Anno di inizio lavori 1930, ultimato lavori 1933”) 77. Salvò dalla bancarotta l’Ansaldo, il Banco di Roma e l’Ilva (1923-24) 78. Attacco al latifondo siciliano 79. Accordi commerciali con tutti gli Stati compreso l’Urss 80. Pareggio di bilancio già dal 1924 Opere sportive e culturali 81. Costruzione dell’Autodromo di Monza, 10/09/1923 82. Fondazione di CINECITTA’ 83. Creazione dell’ente italiano audizione radiofoniche (EIAR), anno 1927 84. Primi esperimenti della televisione che risalgono all’anno 1929 per volere del Duce; nel dicembre del ’38 l’ufficio stampa dell’EIAR comunicò che nei primi mesi del ’39 sarebbero iniziati servizi regolari di televisione. Il 4 giugno 1939 alla Mostra del Leonardo ci furono alcune trasmissione sperimentali, sul Radiocorriere apparvero i programmi e persino le pubblicità di alcuni paleolitici apparecchi televisivi. Purtroppo il progetto venne abbandonato a causa dell’entrata in guerra 85. Istituzione della Mostra del Cinema di Venezia, prima manifestazione del genere al mondo, nata nel 1932 per opera del direttore dell’Istituto Luce, De Feo, e dell’ex ministro delle Finanze Giovanni Volpi di Misurata 86. Creazione dell’albo dei giornalisti, anno 1928 87. Fondazione dell’istituto LUCE, anno 1925 88. Nel 1933 appoggiò la prima trasvolata atlantica compiuta da Italo Balbo (tra l’altro, fu in quella occasione che venne inaugurata la “posta aerea”) 89. Accademia d’Italia (Marconi, Pirandello, Mascagni, ecc.) 90. Littoriali della cultura e dell’arte Opere di utilità varie 91. Registro per armi da fuoco 92. Istituzione della guardia forestale 93. Istituzione dell’archivio statale, anno 1923 94. Fondazione della FAO 95. Fondazione dei consorzi agrari 96. Annessione della Guardia di Finanza nelle forze armate 97. Istituzione di treni popolari per la domenica con il 70% di sconto, anno 1932 98. Istituì il Corpo dei Vigili del Fuoco. 99. Ammodernò il Pubblico Catasto urbano e dei terreni 100. Mappò tutto il territorio nazionale compilando le mappe altimetriche usate ancora oggi, e che non sono mai state aggiornate da allora.

  11. vincenzo capuana ha detto:

    Davanti alle truppe sovietiche che liberarono i campi di concentramento oltre all’orrore della disumanità si pose il dubbio se distruggere quei luoghi o conservali a futura memoria.
    La scelta, giusta, di conservare l’integrità di quei luoghi permette oggi a migliaia di giovani nel visitare quei luoghi di prendere conoscenza e coscienza di quella atrocità.
    Un luogo di aberrazione si è trasformato un luogo di educazione.
    Per queste ragioni condivido e sostengo la tesi del Prof. Orazio Cancila.
    Il Sindaco Cicero giustamente afferma che la passione politica dovrebbe condurre anche ad occuparsi di temi sociali , etici e morali oltre che alla necessità quotidiana dell’approvvigionamento idrico e/o manutentare una strada e/o rendere sicura una scuola e salutare la mensa dei bambini.
    Ciò qualifica di fatto una comunità che ambisce, come spesso la comunità castelbuonese, a sentirsi diversa quasi ombellicare rispetto al mondo fuori.
    E credo che in questo senso uno dei momenti più qualificanti della sindacatura Tumminello è stata l’adesione alla rete del Centro Regionale dei Trapianti che, primo comune e fra i pochi in Sicilia, permette al cittadino che si reca all’ufficio anagrafe di indicare sul proprio documento di identità la scelta se essere o meno donatore di organi a dispetto di una legge sul fine vita che ancora non esiste e dove Papa Francesco mi pare più avanti di tanti finti progressisti e cattolici cristiani.
    Sarebbe bello qualificare questa sindacatura con un provvedimento di levatura in termini di eticità e di socialità.
    E sarebbe bello nell’ambito del dibattito politico nazionale su una legge chiamata “ius soli” ma che non ha niente di ius soli (ius soli significa che chi nasce in una nazione diventa immediatamente cittadino di quella nazione qualsiasi sia la nazionalità e lo status dei genitori – legge che ha permesso ai figli dei migranti castelbuonesi di essere cittadini americani ) si potesse usare lo strumento della cittadinanza onoraria per legittimare la cittadinanza di un/a bambino/a residente a Castelbuono nato da genitori migranti che non hanno la cittadinanza italiana e per farne dimenticare l’uso non appropriato come nel caso della cittadinanza onoraria al Duce.
    E sarebbe ancor più bello se questo “ius soli honorarium” (il Prof. Martino Spallino mi corregga sul latino) nascesse dal confronto fra un partito democratico nuovo, l’Amministrazione e l’opposizione in consiglio ma anche quella grillina visto che quest’ultima raccoglie il consenso di tanti ex elettori di sinistra temporaneamente movimentisti.
    E sarebbe ancor più bello se altri 10, 100, 1000 comuni adottando questo strumento determinassero in Parlamento scelte meno populiste ma di grande civiltà.
    Anche questo è il senso della politica, della bella politica.
    Per questo la necessità di creare un fronte progressista della castelbuonesità ripartendo dal partito democratico. E non solo perché fra qualche mese ci sono le lezioni politiche.
    Per questo la umiltà anche di ascoltare e ringrazio l’illuminato intervento del Prof. Orazio Cancila che in me ha determinato questa riflessione che non piacerà a tanti ma, dal mio punto di vista, che ha il senso del domani.
    Un domani migliore.

    • giuseppe ha detto:

      le truppe sovietiche le danno sempre una certa frizzantezza

      troppo lungo, si ispira ai discorsi di Breznev?
      per le elezioni si pronostica per il PD una sconfitta memorabile
      lo ius soli il popolo italiano NON LO VUOLE
      la legge per la cittadinanza già esiste, ed è del 1992

  12. Nessuna nostalgia ha detto:

    No vabbè, questa tiritera che ogni tanto tiri fuori te la potresti risparmiare.
    C’è la storia che parla delle nefandezze di questo regime e ora potresti pure smetterla con l’istituto luce e la forestale e quando c’era lui si dormiva con la porta aperta (visto che non potevano rubare la fame che c’era in giro)…
    Se proprio hai tanta nostalgia di fascismo puoi riparare da De Santis e a casa Pound

  13. Attonito ha detto:

    Resto affascinato dalle argomentazioni del Professore Cancila, e pur rimarcando l’oscurità in cui è stata cacciata la nostra patria dal Benito che tanto seguito ha, ahimè, ancora, concordo con la sua tesi. Cosa assai differente è il commento elogiativo di tale nostalgico Giuseppe, che conferma di non aver appreso nulla dalla storia e dalla lezione di storia del professore. Di fronte a tale ignoranza rimango quale sono. Attonito.

    • Giuseppe ha detto:

      Gent.mo Attonito, se rilegge il commento con la mente libera dai pregiudizi, si accorgerà che non elogio un bel niente, anzi parlo di atrocità e terribili leggi antisemite.
      Poi, mi sono solo limitato ad elencare una serie di leggi e provvedimenti di cui beneficiamo tutti (anche Lei), ancora oggi. Se esiste l’INAIL, l’INPS, gli assegni familiari o l’assegno di disoccupazione, non possiamo negare che sono state istituite dal Governo Italiano negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso.

      N.B. non ho scritto le parole fascismo o Mussolini per non offendere la Sua sensibilità. Parlo di Governo Italiano, certo, venuto fuori senza elezioni, ma questo è qualcosa che succede anche ai nostri giorni, e non mi dica che non è vero 🙂 🙂 🙂

      A proposito, quando parla di tanta ignoranza… (la mia?), le confesso che ho studiato, e pure tanto. Conosco bene la storia, sia quella scritta dai vincitori che quella scritta dagli sconfitti. Le considero entrambe. Se lei ragiona invece a senso unico, come gli iscritti all’ANPI, be’ vede, non abbiamo di cosa discutere, meglio chiuderla qui.
      Cordialità.

  14. Pasqualino Cusenza ha detto:

    Veda Prof.Cancila”questo paese (ITALIA) di conseguenza Castelbuono è un paese strano è un paese dove tutti VINCONO e NESSUNO PERDE, e un paese che non ha mai fatto i conti con il passato, non li hanno fatti i feudatari con i Savoia ,non li ha fatti il Sud con i Savoia (o il Nord),non li hanno fatti i socialisti interventisti ( Mussolini) con i contadini morti sul sulla linea del Piave,non li hanno fatti con i soldati morti assiderati sul Don e con quelli di El alamein rimasti senza rifornimenti nel deserto ,non li ha fatti con migliaia di partigiani morti per un riscatto di questo paese e sopratutto non li ha fatti con tutti quei federali e camice nere che alla fine della seconda guerra mondiale smisero la camicia nera e indossarono quella del vincitore.
    Caro prof. Cancila scenda dal suo scranno e se è vero che non siamo messi tanto bene non è detto che prima o poi questi conti non si debbano fare. ANCHE CON UNA SANA REVOCA DELLA CITTADINANZA ONORARIA

  15. Massimo Genchi ha detto:

    Sorvolando su ciò che il professore Cancila ha fatto per Castelbuono (ma la riconoscenza, si sa, non è di questo mondo), a me sembra quanto meno irriguardoso rivolgersi a un professore emerito dell’Università con questi inviti villanzoni a scendere dallo scranno. Come se si intimasse ô zzu Peppi di scendere dû sceccu.
    In un mondo dove anche il più anonimo degli individui si sente in dovere di esprimere il proprio parere, molto spesso anche su cose di cui non ha neppure lontanamente contezza, ritengo che un professore di storia possa tranquillamente parlare dallo scranno (ammesso che il prof. Cancila lo abbia mai fatto) e dire la propria, non su una questione di gossip, ma relativa a un periodo storico. E siccome ciò che il professore ha espresso non è un giudizio apodittico, si può anche non essere d’accordo con il suo pensiero e manifestare liberamente il proprio convincimento. Ma c’è anche uno stile per esprimere la diversità di posizioni. E lo stile, per fortuna, non è lo smartphpone che ormai ce l’hanno tutti.

  16. Fatina ha detto:

    Un paese che vede fuggire tutti i ragazzi perché non c’è lavoro… e di cosa si discute, di correggere una cittadinanza data 100 anni fa! Non c’è niente da fare, questo è il paese dei balocchi!!!

  17. Vincenzo Cucco ha detto:

    Preciso ed attento come sempre il prof. Cancila , da storico impareggiabile, ha espresso inconfutabili considerazioni sulla richiesta di revoca della cittadinanza onoraria, proposta dal consigliere di maggioranza Andrea Prestianni, concessa dal Consiglio Comunale di Castelbuono a Benito Mussolini.
    Condivo pienamente tale pensiero e, altresì, mi piace ricordare a proposito anche quello di Miguel de Cervantes “La storia è madre della verità, emula del tempo, depositaria delle azioni, testimone del passato, esempio e annuncio del presente, avvertimento per il futuro”…

  18. Massimo Genchi ha detto:

    Condividi pienamente perché come dice il professore “la storia è anche memoria e anche gli errori debbono essere ricordati come monito per non essere ripetuti” o perché da persona non propriamente antifascista ti fa comodo che permanga il riconoscimento del Consiglio comunale a questo signore?
    In una posizione come la tua, essere dalla parte del professore Cancila non è per niente difficile.

    • Vincenzo Cucco ha detto:

      La provocazione o la polemica mi lasciano indifferente… il concetto di storia l’ho sempre considerato nella sua interezza.
      Rispetto delle scelte effettuate nell’arco di tempo considerato…

      • Massimo Genchi ha detto:

        Chiedere a uno di destra se è favorevole alla revoca di questa cosa (o a uno di sinistra se è contrario alla revoca di una via intitolata per es. a Peppino Impastato) è come chiedere a un parlamentare se è favorevole alla drastica diminuzione dello stipendio e di tutti i suoi enormi privilegi. Mi pare. Fare riferimento a provocazioni e polemiche mi pare scaturisca
        più da un moto di stizza che da provocazioni o altro.

  19. Paolo Failla ha detto:

    Un altra esibizione ridicola che un altro rappresentante della infima classe politica che purtroppo ci governa avrebbepotuto risparmiarci .

  20. Elettore castelbuonese ha detto:

    Questa è la nuova classe politica che si affaccia al mercato della politica

    • Schifiato ha detto:

      Classe politica?
      Ma questi la classe non sanno neppure dove sta di casa.
      Mercato sì, quello del contadino, il giovedì piuttosto che di sabato. Questo è quello che sanno fare. E revocare le cittadinanze, come all’Ing. Lena, non dimentichiamolo. Sarà un loro vezzo?

  21. giuseppe ha detto:

    scusatemi, ma posso capire revocare la cittadinanza onoraria a un vivente, può avere significato. Ma ad una persona defunta, che ha cessato l’esistenza terrena, e quindi per definizione NON E’ PIU’ , ha forse senso revocare qualche cosa? la cittadinanza decade con la morte e non si eredita

  22. Giuseppe ha detto:

    Così come sull’ultimo numero de “Le Madonie” gli illustri Avv. Lupo, congiuntamente, invitano i lettori a leggere l’articolo del Prof. Cancila qui pubblicato, anch’io invito i lettori di questo sito a leggere il loro articolo riguardo la ridicola proposta di revoca della cittadinanza onoraria. Anche perché abbiamo utilizzato gli stessi esempi e la cosa mi inorgoglisce parecchio, in quanto il mio ragionamento da giovane solo diplomato, coincide perfettamente con quello di due illustri avvocati con oltre mezzo secolo di carriera di professione.
    Sarebbe a questo punto interessante sapere che fine ha fatto il consigliere Prestianni e poter leggere le sue argomentazioni.
    🙂 🙂 🙂

  23. Giuseppe ha detto:

    Rimetto all’attenzione del consigliere Prestianni, anche lo spiritoso articolo pubblicato la scorsa settimana da Marcello Veneziani su una testata giornalistica nazionale; sembra scritto apposta per lui:

    🙂 🙂 🙂

    “Il personaggio del corrente e morente anno 2017 è pelato, mascella volitiva, nascita romagnola, coniugato con svariati figli e qualche amante, professione giornalista, vocazione dittatore, ma un doppio segno particolare sovrasta su tutti gli altri: ha 134 anni, ed è morto da 72 anni. Sono scaduti perfino i diritti d’autore. Se non lo avete ancora capito, e sarebbe preoccupante per voi, sto parlando del cav. Benito Mussolini, in arte duce, inventore della malattia più grave e più attuale dell’anno, il fascismo. Per fronteggiare il Pelatone e il suo virus letale, tutto il 2017 è stato dedicato alla sua profilassi, e guai a chi non si vaccina con l’antidux. Si sono fatte leggi speciali su leggi speciali, si è tentato di bonificare strade, piazze, iscrizioni, facebook e depurare tutti i social, movimenti, sezioni, case, spiagge e stadi che recavano segni inquietanti di quella malattia e del suo artefice (… e cercare di ritirare cittadinanze onorarie, avrebbe aggiunto il giornalista se fosse stato castelbuonese). Hanno mandato i ghostbusters perfino nella sua tomba, per profanarla e purificarla, a suon di divieti e telecamere.

    Il peccato originale e mortale della nostra società è l’apologia del duce e della sua creatura malefica. È il male assoluto, disse un coglione assoluto che pure aveva campato sui residui tossici di quel male.

    Basta un portachiavi, una tazzina, un busto col suo capoccione, o un saluto romano. e vai all’inferno per direttissima. Per chiedere protezione celeste da quella sciagura, è apparsa nell’aula sorda e grigia la Madonna dell’antifascismo, Santa Boldrina del Soccorso Rosso, fiancheggiata dai Santi Fiano & Ruffiano, che vegliano sull’insorgenza di ogni rigurgito ducista. C’è un giornalone che fonda la sua attività sulla somministrazione di vaccini, unguenti, articoli protettivi, esorcismi e riti purificatori d’antifascismo, si chiama la Repubblica e si dedica alla pulizia etnica dalla razza fascista. E poi c’è tutta una processione di personaggetti che vive alle spalle del ducione. In omaggio al duce, a Roma a piazza Venezia hanno eretto perfino l’albero di natale pelatone come lui.

    L’effetto assurdo di questa campagna antifascista è che inavvertitamente si conclude con un corale: viva il Duce. Sì, il duce viva per unire il Paese, la sinistra, il governo, la cultura, i media, i tribunali e le piazze nel nome dell’antifascismo. È l’unico collante che resta a questo scollatissimo Paese. Si riporta in vita il Duce per dare un mestiere, una missione, un senso a tanta, troppa gente altrimenti senz’arte né parte. Come camperebbe questa umanità, su cosa edificherebbe la sua legittimazione se non fossero medici, infermieri e portantini mobilitati contro il morbo del mussolinismo? È per questo che sono loro a tenere in vita il duce. Quest’anno è stato dedicato interamente a lui, che dico, a Lui, Gli hanno dato la caccia più che a Igor e siccome non riescono a prenderlo perché è nascosto sotto terra, rinnoveranno la caccia anche l’anno prossimo, con i relativi contratti di assunzione per tutti i ricercatori del duce, compresi i cani lupo e gli speleologi del fascismo.

    Eppure il 2017 era l’anno in cui ricorreva il centenario del comunismo, che nell’arco della sua lunga e interminata vita (pensate alla Cina), ha sconvolto più continenti, più epoche e ha ammazzato più vittime, per giunta in tempo di pace. Ma il comunismo è passato inosservato, si è solo parlato dei dieci giorni della rivoluzione russa senza minimamente accennare ai settant’anni e più di orrori, mentre il fascismo col suo ducione è stato il tema dell’anno, del decennio, forse del millennio. Parlare per i settant’anni seguenti di un regime durato un ventennio, mi pare un’evidente sproporzione. Ma il duce resta il Bestione Espiatorio di tutti i mali nazionali. Lo accusano di tutto, perfino di avere i capelli incolti…

    Certo, era difficile trovare nel morente 2017 il personaggio italiano dell’anno. Renzi è caduto in disgrazia già l’anno precedente e quest’anno si è limitato a precipitare, i due giganti dell’anno, Dibba e Alfano, si sono ritirati lasciando un vuoto incolmabile nella storia d’Italia, Di Maio concorre per lo zecchino d’oro, l’altro Cavaliere, il Berlusca, è stato appena riesumato e rischia di competere per l’anno prossimo, la Nazionale è caduta, nuovi protagonisti non si vedono, Mattarella è solo il nome che abbiamo dato alla sede vacante, è il segnaposto della poltrona vuota; e Gentiloni è tutto meno che un personaggio. Altri giganti non si sono visti, sicché di personaggi c’erano rimasti solo quelli del presepe. A livello mondiale, se la battono il Papa, il Trump e il Kim, ma alla fine vedrete, vincerà Hitler. Intanto per dimostrare che marciamo a pieno regime, è rientrato perfino Re Vittorio Emanuele III in Italia, il piccolo re che accolse dal duce due doni: l’Italia di Vittorio Veneto e poi l’Impero. L’avranno invitato a rientrare per la festa a sorpresa al duce? Ora ci aspettiamo da Mussolini il messaggio di fine anno a reti unificate. Un duce morto da più di settant’anni sprizza più vitalità del presidente in carica.”

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