Quale progetto per Monte Mufara? Lettera aperta del giornalista Gianpiero Caldarella al Sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro

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5 Commenti

  1. Domanda ha detto:

    con diversi livelli di criticità, è emersa la necessità di verificare con attenzione come si possa ridurre al minimo il consumo di suolo necessario alla realizzazione dell’osservatorio.
    AVETE ROTTO LE SCATOLE.punto. Se ragionavano come voi in Cile, alle Canarie, alla Hawaii non avrebbero costruito NULLA. Questo è AMBIENTALISMO INCAPACITANTE in più sommato a mentalità meridionale dove ogni sindachetto di borgo pretende il suo diritto al vassallaggio, per poter poi aver diritti “contrattuali”. Devono commissiare tutto, e sotto quindicimila abitanti via i municipi. Altrimenti largo al sottosviluppo, e tenetevi il suolo …gli abitanti saranno fuggiti.

    • Partiamo dalla fine….gli abitanti fuggono per colpa “dell’ambientalismo incapacitante” come sostiene lei? Non mi pare proprio. I motivi dello spopolamento delle Madonie vanno ricercati nella mancanza di lavoro, di servizi adeguati, di infrastrutture di base decenti e qui penso alle strade provinciali e tanto altro che ogni madonita conosce.
      Seconda questione: nessuno ha messo in dubbio la bontà del progetto di realizzare un osservatorio, ma è altrettanto vero che nessuno si fa illusioni sulla sua capacità di creare occupazione o sviluppo sul territorio. È una struttura scientifica di cui beneficerà il mondo intero, se vogliamo un pezzo di territorio di pregio (zona A del parco) che le Madonie mettono a disposizione della comunità scientifica internazionale, non un punto d’attrazione aperto ai turisti. Ed è giusto che le Madonie lo facciano, ma mi chiedo cosa le crea imbarazzo quando si entra nei dettagli di QUESTO progetto con i suoi 840 mq di cemento e più di tredici metri di altezza in cima ad una montagna. È un’eresia chiedere di rivederlo spostando qualche centinaio di metri più valle almeno i servizi (tipo alloggi e cucine)?
      Terza questione: se non si può neanche dibattere o esprimere delle opinioni sui progetti che riguardano non solo il suolo, ma la vita delle comunità, per quante piccole, allora ci troveremmo in un regime autoritario e a quel punto più che citare le Canarie o le Hawaii, dovrebbe pensare alla Corea del Nord o all’Arabia Saudita.
      Ultima questione: non sono un ambientalista, non mi sono mai iscritto ad un’associazione “verde” e credo che il suo modo di confrontarsi, quando parla di “sindachetto di borgo”, di “vassallaggio” o di “rompere le scatole”, riflette un modo di pensare che non solo è poco elegante, ma è anche una delle cause per cui la gente va via (per la serie”o ti mangi ‘sta minestra…”). Se intende confrontarsi ci metta un nome e un cognome prima di cominciare a scrivere

      • Domanda ha detto:

        la Corea del Nord o l’Arabia Saudita non c’entrano nulla. Gli integralisti sono quelli del NO TUTTO. Mi chiedo che problemi vi procura la struttura scientifica che non è destinata a essere aperta al pubblico e per la quale ha senso che gli alloggi e le strutture di servizio siano attaccate. Circa l’eleganza, non le rispondo neppure. Mi chiedo al sindaco di Petralia Sottana che problemi crea. Per la cronaca, io me ne sono andato via da venti anni

        • gianpiero caldarella ha detto:

          ricapitolando:1) lei (che non si firma) parla dell’inutilità di un confronto pubblico e che sarebbe cosa buona giusta accettare quello che calano dall’alto così com’è, INTEGRALMENTE, e dice che chi non la pensa come lei sarebbe un integralista; 2) lei cerca di etichettare quelli che si pongono questione di interesse pubblico come “quelli del NO TUTTO”, quando invece nel pezzo si dice chiaramente che sono tutti d’accordo per il SÌ ma che si voglia anche cercare di aggiustare l’aggiustabile dal punto di vista del consumo di suolo e correggere anche il metodo rispetto alla trasparenza (questa scomoda sconosciuta). Se dovessi risponderle per le rime, direi che i fautori delle grandi opere a tutti i costi sono IL PARTITO DEL CEMENTO, ma a cosa servirebbe se non a radicalizzare una contrapposizione quando invece c’è bisogno di dialogo? Che problemi ha lei a confrontarsi o ad assistere ad un confronto che magari allungherà di poco i tempi di realizzazione ma permetterà di avere un’opera che diventerà certamente più conosciuta e magari più condivisa da chi vive nel territorio? Me lo chiedo

  2. GIUSEPPE DI GESARO ha detto:

    Il signor “Domanda” dovrebbe provare a fare ritorno, almeno a farlo mentalmente, da queste parti e poi a darsi da solo qualche risposta,…perché non vivendo più da queste parti, da ormai troppi anni ma non tantissimi, può darsi che abbia perso di vista le condizioni in cui ha lasciato questi territori e di conseguenza gli sfuggono le dimensioni del degrado, sopratutto politico-sociale-amministrativo in cui versiamo oggi.
    Vero è che ormai siamo abituati a farci fare la pipì addosso, dai giganti della furbizia, ma addirittura farci fare la cacca in testa da chi gigante della bontà non è,
    ( ambiziosi, arrivisti, arrogant,i presuntuosi sapienti illuminati e fulminati)…il massimo a cui aspiriamo. Torni da queste parti e si porti appresso anche un ombrello impermeabile.

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