“Ritornare a me con tutto il cuore”. I sacerdoti castelbuonesi scrivono alla cittadinanza

2 Commenti

  1. Sandro Morici ha detto:

    Un grazie di cuore a questi sacerdoti che in così tanti anni hanno portato la “buona notizia” alla comunità di Castelbuono: una presenza discreta, offerta con forte senso di solidarietà, di umiltà, di gioiosità. Fanno parte di una Chiesa che non è solo madre della fede, ma anche guida nella vita di tutti i giorni attraverso la sua dottrina sociale. Una Chiesa vicina ai problemi di tutti noi: proprio ieri si è concluso a Napoli l’incontro di riflessione sulle prospettive economiche del Mezzogiorno e dei suoi giovani, organizzato dai vescovi del Sud.

  2. Antonio ha detto:

    Padre Antonino e Padre D’Angelo indossano la veste talare, Padre Gabriele il saio francescano. Gli altri sacerdoti girano per il paese in abiti “civili”, perchè? Vogliono nascondere il ministero al quale sono stati chiamati dal Signore? Se ne vergognano? Non dovrebbero essere esempio di decoro, obbedienza e dignità? Nascondendo i simboli cristiani, in che modo pensano di comunicare e trasmettere la fede ai giovani e agli stranieri atei sempre più numerosi in paese? Mentre indossano felpe, maglioni e giubbotti non si accorgono che i fedeli in chiesa, anno dopo anno, diminuiscono?

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