Sicilia, quando la burocrazia prova a uccidere anche i panettoni

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7 Commenti

  1. Giuseppe Noi ha detto:

    Una vergogna… La politica sta distuggendo il meglio delle nostre attività…

  2. Matteo ha detto:

    Il piccolo deve restare piccolo (o scomparire) il grosso sempre più grosso, questa si chiama europa

  3. Salvatore Licari ha detto:

    Dinanzi alla mancanza di iniziativa dell’Ente locale, che come prescrive ordinamento e statuto dovrebbe svolgere i compiti previsti in tempi immediati, attivare l’interlocuzione con il Dipartimento Attività Produttive e con Ass.to Enti Locali, prospettando gli obiettivi aziendali, attivare la Camera di commercio che secondo norme e la SBA deve tutelare ed intervenire nel merito Quindi mai rinunziare l’imprenditore a svolgere la sua attività nel luogo ove ritiene opportuno. Fra l’altro l’iniziativa del Sig. Fiasconaro valida sarebbe di esempio è di sostegno per altri Imprenditori del luogo che potrebbero cimentarsi nello sviluppo; far valere le proprie ragioni e non rinunciare mortificandosi. Buon lavoro

  4. Ferdinando Russo ha detto:

    Paolo Massobrio ha reso un servizio ad una impresa che merita ogni attenzione e risposte per la sua crescita .Ha avvicinato Avvenire alle problematiche della Sicilia che produce e che onora il lavoro dei suoi abitanti. Ora per un nuovo servizio e per ridare fiducia alla politica ed alle attese dei cittadini di Castelbuono il Governo della Regione non attenda nuove scadenze elettorali.

  5. Santo Coppolino ha detto:

    Massobrio descrive un problema che conosciamo bene ma sbaglia a classiflicarlo. Non è burocrazia, questo è il vestito con cui i disonesti hanno travestito le regole: serve un lenzuolo? Loro ti chiedono una coperta. C’è bisogno un litro? Ti impongono una damigiana. La legge ti aiuta ricorrendo alle finzioni giuridiche per far diventare assenzo il loro silenzio? Loro lo trasformano in silenzio diniego. Fino a quando l’imprenditore si arrende e sceglie se pagare o andar via. Si chiama Corruzione, non burocrazia!

  6. carmelo antonuccio ha detto:

    peccato per la sicilia e per i siciliani, se avessimo una amministrazione oculata e vicino agli imprenditori con la creatività che ci ritroviamo col buon cibo con un territorio eccezionale con una maggioranza di popolazione onesta e laboriosa potremmo essere un fiore all’occhiello per il mondo intero. invece mal governati con inetti nullafacenti ed incompetenti, ci ritroviamo con le pezze al culo.

  7. Massimo ha detto:

    credo invece che si dovrebbe invece pensare a produre in qualita che in quantita e come in molti prodotti alimentari quando si supera una certa quantita di produzione ect la legge del consumismo porta a uccidere dopo l’anima del prodotto e la legge del denaro diventa padrona della vita di chi ha fatto conoscere questo tipico prodotto locale. penso che per un futuro migliore servirebbe imparare a non diventare schiava e dipendente dalla droga chiamata consumismo e pensare che è meglio quadagnare meno produre meno ma mantenere in vita l anima del prodotto magari cercare di renderlo piu simile all originale utilizzando i prodotti migliori . per mia opinione penso che noi tutti dovremmo imparare a gustare un prodotto non riempirci ogni giorno di questo prodotto perche dopo non apprezzeremo piu il prodotto stesso .
    Non dico che queta legge regionale è giusta ma penso che pptrebbe essere un modo per capire meglio le vere necessita ect . Non conosco questo prodotto che si sta parlando ma sono sicuro che un panettone fatto a casa da un esperto artigiano che utilizza prodotti di altissima qualita e mille volte meglio di un panettone prodotto da una catena di montaggio di macchina . Da parte mia pagherei molto di piu in denaro assaggiare un buon prodotto originale nei momenti speciali della vita che assaggiare tale prodotto contrafatto e sottomesso dalle leggi del consumismo ogni volta che vogluo solo perche potrebbe costare poco.

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