Sismicità delle Madonie Orientali (Pollina, San Mauro, Castelbuono): quale evoluzione?

4 Commenti

  1. Sandro Morici ha detto:

    Un caloroso ringraziamento va al dott. Geraci per questo approfondito intervento su Castelbuono Live. La parte conclusiva contiene un appello alla prevenzione e alla corretta preparazione ad affrontare le conseguenze (talvolta “devastanti”) degli eventi sismici: in tal senso desidererei invitare i dirigenti scolastici a promuovere incontri formativi degli studenti con esperti della delicata materia. Non a caso la protezione diventa “civile” quando inizia sui banchi di scuola.

  2. Claire ha detto:

    Complimenti….mi piace!

  3. Alfredo ha detto:

    Grazie per i complimenti. Credo che il focus si debba basare su 2 concetti chiave. La prevenzione che come giustamente viene ribadito deve cominciare dai banchi di scuola, dai più piccoli, dai cittadini del futuro. E poi l’altro aspetto importante è la resilienza. Se ne parla tanto, rendere cosciente il cittadino del luogo dei pericoli che corre lo rende responsabile della tutela e della salvaguardia del proprio territorio. Personalmente sono disponibile Sin da adesso a coinvolgere la cittadinanza e le scolaresche con incontri a tema, coinvolgendo anche l’ordine dei geologi

  4. Marco Zerbo ha detto:

    Desidero rivolgere un plauso al Dott. Geraci perché pone l’attenzione su un argomento di enorme rilevanza ma che rischia spesso di passare in secondo piano, soprattutto quando il “clamore” di un evento sismico devastante (Vedi terremoto dell’Aquila) inizia ad attenuarsi.
    Riallacciandomi ai commenti precedenti e all’importanza della promozione nelle scuole di incontri formativi sulla prevenzione del rischio sismico, vorrei evidenziare il delicato problema della conoscenza dell’EFFETTIVA vulnerabilità sismica proprio degli edifici scolastici esistenti, a partire dagli asili nido.
    Il mio riferimento è relativo in particolare all’art. 2 – comma 3 – dell’OPCM 3274/2003 e ss.mm.ii., sull’obbligo delle verifiche sismiche di livello 1 e 2 degli edifici strategici e rilevanti, introdotto anche alla luce del crollo di una scuola elementare a San Giuliano di Puglia.
    Se è vero che tale obbligo è stato costantemente prorogato negli anni, ritengo tuttavia che sia fondamentale conoscere in modo analitico (e non approssimativo) il livello di adeguatezza sismica di ciascuna struttura adibita ad attività scolastica o comunque suscettibile di notevole affollamento (si pensi agli edifici di culto).
    In tal senso sarebbe importante conoscere lo status di tali strutture a Castelbuono, proprio a partire dalle scuole.

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