Vincenzo Vignieri: Far leva sulle “risorse strategiche condivise” per un rinnovato impegno culturale che generi valore per la comunità

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13 Commenti

  1. Ex elettore ha detto:

    Prima il sindaco amava circondarsi di persone in grado di colmare le sue mancanze, tra l’altro sempre ammesse, oggi non è più così. È un vero peccato. Complimenti, uno degli interventi interessanti sin qui.

    • Sanremo ha detto:

      Non capisco la polemica e mi dispiace per lei ex elettore ma attualmente il sindaco è circondato dal meglio che c’è disponibile, dal fior fiore.

  2. Il discepolo ha detto:

    La comunità di Castelbuono ha bisogno di gente come te, che approfondisce i temi prima di agire, che studia e analizza le dinamiche amministrative ed economiche. Che dedica la propria vita alla comprensione dei fenomeni sociali per integrarli ai sistemi produttivi.
    Castelbuono ha bisogno di una nuova linea politica, una visione che veda oltre il suo ombelico, che vada oltre alla banale dialettica tra “ io ho fatto e tu non sai fare “. Dobbiamo iniziare a ragionare sul come si fanno le cose e come quest’ultime possano rendere, in termini economici, e di soddisfazioni dei bisogni della nostra Castelbuono.
    Complimenti per l’articolo, esempio di professionalità, competenza e compostezza.

    • obbiettivo ha detto:

      Non entrando nel merito della bontà o qualità dello scritto, ma se mi è consentita una riflessione, considerato il tempo intercorso tra la prima contestazione sollevata dal comitato per le fontanelle ad oggi, o il soggetto era fuori nazione, o a riflettuto a lungo se intervenire o meno sull’argomento, o la riflessione in argomento è stata maturata dopo lunga, attenta e ponderata analisi della questione. Purtroppo caro discepolo la vita e le decisioni, non dico che necessitano di tempi brevi , sicuramente non vengono a determinarsi con tempi biblici.

  3. Antonio Capuana ha detto:

    Caro Vincenzo

    mi complimento per il Tuo articolo sia per i toni ma soprattutto per i contenuti di alto profilo sociale.

    Opere pubbliche di questo genere, avrebbero la necessità di essere corredate da uno studio propedeutico ” VAS” (Valutazione ambientale strategica), che pone nelle mani della Politica e dei cittadini riflessioni sulla necessità di quel tipo di opera.
    Capisco che ormai siano passati tanti anni e pertanto siamo in ritardo per indire un sondaggio cittadino, ritengo però che ancora qualcosa possa farsi, preservando comunque il finanziamento.

    Da libero cittadino, invito il Sindaco e l’attuale Amministrazione, a formale un tavolo tecnico nel quale possano confluire le idee migliori al fine di apportare le necessarie e/o possibili modifiche al progetto.

    Antonio Capuana

  4. Pietro Carollo ha detto:

    Condivido la riflessione  di Vincenzo Vignieri.
    Un’analisi  intelligente, colta e puntuale, dove si evidenziano le vere  contraddizioni di un dibattito pubblico che, prendendo lo spunto dalla destinazione d’uso dell’ex Cine-teatro “Le fontanelle” , affronta, in verità, la complessa questione  sulla  governance della  Comunità castelbuonese. Se si vuole  ritrovare davvero lo spirito della nostra identità culturale per dare  continuità alla migliore  storia politica e amministrativa di questa Città, necessità con urgenza, oggi, affidarsi a persone esperte e competenti ma, soprattutto, capaci di sapere distinguere la differenza tra l’avere una visione politica e gestionale  condivisa per progettare un futuro possibile  e l’essere dei  visionari senza alcun prospettiva per una reale crescita economica, civile e democratica.

    • Ultimo ha detto:

      Bravo Pietro. Ancora tanta solidarietà per l’attacco verbale ricevuto, inammissibile da parte di chiunque ed a maggior ragione da parte del primo cittadino.
      (Ma siamo sicuri che è ancora il primo dopo quello che ha detto?)

    • Giuseppe ha detto:

      futuro possibile: sarebbe interessante discuterne. quale futuro vediamo per Castelbuono. 25 anni fa eravamo alla metà anni novanta. molti di coloro i quali leggeranno questo post non possedevano ancora un cellulare. Internet a casa con modem 56k era ancora di la a venire, forse l’avevano pochissimi che pagavano a tariffa interurbana con server a Palermo.

      • Grazie Castelbuono ha detto:

        25 anni fa eravamo agli albori della telefonia cellulare. Le menti “illuminate” di quegli anni (che sono sempre le stesse di oggi) vietarono l’installazione dei ripetitori dei cellulari, prima nel territorio comunale, infatti quello della Wind si trova a Cozzo Cirino in territorio di Isnello e poi all’interno del centro urbano. Le conseguenze le piangiamo ancora oggi tutti i giorni con i telefoni che non prendono nei piani bassi delle abitazioni e con i collegamenti ad Internet da cellulare lentissimi o inesistenti. Continuate a votarli ed ad applaudirli e vedrete che sprofonderemo ancora di più di come ci hanno affossati negli ultimi 30 anni.

        • Giuseppe ha detto:

          cambiamento: chi ci governo, ubriacato dall’hybris del manovratore, ha una visione vecchia del mondo. Come chiedere a chi fabbricava carrozze per cavalli circa il nascente settore dell’auto. Non aveva allora nè ha contezza oggi che non avere il 5G o a fibra ottica sarà come non avere la luce elettrica e l’acqua corrente. Ah si scusate, l’acqua corrente continua non l’abbiamo neppure…questi hanno un’idea di sviluppo basata sul turismo degli anni ’80, però senza capacità alloggiativa se non basata su B&B (molti dei quali abusivi e sui quali forse è stato chiuso un occhio).

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