“Noi rivogliamo Le Fontanelle” – Una istanza di civiltà per il Teatro – [VIDEO]

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5 Commenti

  1. Nostalgia ha detto:

    Guardando il video mi sono commosso e mi sono pure spuntate le lacrime. Io che ho vissuto il periodo d’oro delle Fontanelle, vederlo in questo stato mi rattrista parecchio.
    Diffondetelo prima che il video venga censurato come il finto manifesto di Carnevale.
    Un plauso a tutti gli artisti che hanno contribuito anche se saranno tacciati di essere nemici da cuntintizza. Mi rammarico per i tanti altri (e sono pure tanti) che probabilmente non hanno voluto partecipare per non dispiacere il proprio re. Hanno perso un’occasione. Chi invece non vuole un teatro, ma una sala polivalente (leggasi cammaruni) non è degno di amministrare questa comunità. I personaggi eleganti delle prime immagini del video si rivoltano nelle rispettive tombe, vedendo come è caduta in basso la “Parigi delle Madonie”.

  2. Rosanna Cancila ha detto:

    Non sono, notoriamente, un’ artista, ma una sostenitrice dell’arte, sì, da sempre. Qualsiasi espressione artistica- musicale, teatrale,coreutica, canora, letteraria, figurativa e di qualsivoglia genere- traendo origine dalla profonda essenza dell’individuo, per ciò stesso, lo contraddistingue e lo connota come essere umano e,attraverso le diverse potenzialità comunicative ed espressive, ne rappresenta la natura intelligente e creativa e l’insopprimibile aspirazione alla Bellezza.
    . ” In Arte vita” era il titolo di un bollettino pubblicato a partire dal 1947 dal Cenacolo Castrum Bonum per iniziativa degli artisti e intellettuali di quel circolo fondato a Castelbuono nel dopoguerra, titolo che riassumeva bene la visione e la volontà di un gruppo di giovani ,( laureati, artigiani, impiegati…) di considerare l’impegno intellettuale e il culto delle varie arti fattori imprescindibili della vita, consapevoli, proprio in un momento in cui le esigenze materiali erano prioritarie, che non si può ” vivere di solo pane”, ma che occorre sempre nutrire lo spirito coltivando l’Arte , la Poesia ,la Musica… che, anzi ,la Vita autentica è nell’Arte: se viene a mancare questo nutrimento avremmo l’abbrutimento, il semplice soddisfacimento dei bisogni materiali .
    Ho ricordato questo fatto solo perchè è uno degli innumerevoli avvenimenti che nel corso della nostra lunga storia , testimoniano la propensione della comunità castelbuonese verso tutte le forme d’Arte, dalle rappresentazioni sacre (Martorio), allestite a proprie spese da attori dilettanti , ai veglioni degli anni Trenta nelle case private;dagli spettacoli di opere e operette rappresentate da Compagnie prestigiose nel vecchio Teatro di Corte, alla creazione di gruppi teatrali amatoriali ,protagonisti per decenni( e ancora oggi) di spettacoli di ottimo livello ;dalla pratica musicale ,con la creazione di un corpo musicale già alla fine dell’Ottocento, alla attuale “esplosione” di interessi musicali da parte di tantissimi giovani ;dalle diverse Accademie letterarie e poetiche del tempo dei Ventimiglia( Accademia dei Curiosi, del Buon Gusto, dei Sitibondi) i cui soci componevano e declamavano poesie e commedie proprio nel Teatro di Corte, all’attività culturale svolta ancora oggi per iniziativa di tante associazioni private e di pubbliche istituzioni.
    Castelbuono era un tempo la capitale culturale delle Madonie e, sicuramente ,tale riconoscimento lo ebbe,innanzitutto, per la vivacità culturale dei suoi cittadini ,per il mecenatismo dei suoi Signori e per la lungimiranza di quanti ( amministratori di ogni colore politico, filantropi, semplici cittadini) seppero cogliere e valorizzare le istanze di crescita culturale che la società civile andava via via manifestando.
    Questa lunga tradizione continua a dare i suoi frutti ancora oggi: assistiamo,infatti, a un proliferare di iniziative nel campo artistico(mostre, concorsi..), alla nascita di nuovi gruppi musicali, tutti originali e diversi per genere, ad un diffuso interesse per la recitazione, il teatro, la danza…Mentre, però, Castelbuono può disporre, di fatto dispone di luoghi e spazi idonei ad ospitare mostre, convegni, conferenze, anche piccoli e grandi concerti all’aperto, quello che manca è proprio il “teatro” , quello spazio privilegiato,dotato di tutti requisiti indispensabili perchè si possa definire tale e di cui Castelbuono ,fin dalla seconda metà del 1600,ha usufruito e goduto ,fino al secolo scorso…
    Sono abbastanza avanti negli anni e ho , quindi, memoria sia di ciò che rappresentò per il paese l’antico Teatro di Corte dei Ventimiglia( per avere letto nei libri e ascoltato dai racconti le testimonianze relative agli ultimi decenni dell’Ottocento e ai primi anni del Novecento ), sia cosa significò il Cine- Teatro “Le Fontanelle”per la nostra Comunità, proprio a partire dal 1960, quando ,appena undicenne, partecipai all’evento in occasione delle celebrazioni del Centenario dell’Unità d’Italia a Castelbuono; riguardando tutte le foto pubblicate dal Comitato, potrei dire: ” Io c’ero, mi ricordo…”
    E, come me , tutti quelli della mia generazione e di quella precedente , e di quella seguente!
    Non è questa, però, la motivazione-, pur essendo il fatto sentimentale e il legame con la tradizione fattori fondamentali per tenere saldi i legami di una comunita’- non è la nostalgia per il tempo che fu a determinare la mia mozione a favore del teatro; é, invece, il convincimento profondo che per un paese come Castelbuono la scelta di ripristinare il teatro sia davvero un fatto di grande civiltà, un segnale importante per ristabilire una gerarchia di priorità culturali all’interno della nostra società ,per ridare centralità all’arte ,un’occasione straordinaria per tutti i ragazzi che ,volendo cimentarsi ,prepararsi ed esibirsi nelle varie forme di spettacolo, avrebbero finalmente il loro “palcoscenico”!
    Il teatro ci vuole, in un paese come il nostro il teatro non può mancare,lo abbiamo sempre avuto, almeno da quattro secoli, perchè dovremmo rinunziarvi?

    • Giuseppe ha detto:

      Perché dobbiamo rinunziarvi? Per la miopia dell’attuale amministrazione. Per la cocciutaggine e la presunzione di pochi individui a discapito della Cittadinanza castelbuonese, quella vera, quella colta, che in un’epoca di involuzione culturale è diventata, purtroppo, una sparuta minoranza. Ben vengano quindi queste iniziative per illuminare qualche mente poco sensibile (per usare un eufemismo).

  3. giuseppe ha detto:

    Il fatto che tutti questi appelli vengano lasciati cadere ci descrive quale sia il degrado culturale delle classi dirigenti di questo paese. Spiace dirlo, ma in altri tempi chi, a prescindere dal partito, aspirava al governo del comune proveniva da un’estrazione culturale che oggi ci sogniamo. Sono gli effetti nefasti della delegittimazione della politica e del populismo iniziato negli anni novanta, quando una classe politica arrivata al capolinea fu spazzata via da una rivoluzione giudiziaria, e sostituita … legittimando persone che la DC, ma anche con il PCI, avrebbero al più fatto gli uscieri al comune.
    Ma ancora mi chiedo, perchè si vuole negare un palco alle realtà culturali del paese? perchè produzioni anche di uno spessore culturale (vedi il Gruppo T , ricordo il Processo a Galileo…uno per tutti in cui diedi un piccolo contributo) ma anche altri…che abbiano il coraggio di portare in scena anche qualcosa che non sia la macchietta dialettale o il teatro di Martoglio, senza nulla togliere…
    Perchè mi chiedo si vogliono privare le nuove generazioni di questi stimoli che senza un palco sono destinati a perdersi?
    Perchè ? perchè si vuole solo vedere come modello una sala polivalente (cammaruni) per manifestazioni che, si immagina, saranno quel che si pensa…ovvero riedizioni ci Castelbuono porte aperte o altre sagre mangerecce che porteranno (covid permettendo) anche dei soldi in tasca a commercianti ed esercenti (zoccolo duro del sostegno a questa amministrazione) ma non contribuiranno alla vivacità ed al dialogo culturale.
    Perchè? conta cosi poco la cultura nella scala di valori di questa amministrazione? si annoia forse a sentire Beckett o Brecht? o Pirandello?
    volete che i ragazzi crescano sono rimbambendosi su facebook e similia?
    avere un teatro è una buona idea, a prescindere da chi lo propone, dal fatto che siano post DC o post PCI è un regalo alle nuove generazioni, è un palco per chi vuole dare un contributo artistico e culturale. far pensare…
    una buona idea che non capisco vivendo lontano perchè si affossi così
    per fare una sala banchetti?
    date un palco a chi ha qualcosa da raccontare!
    anche San Mauro ha un teatro comunale

    PS a proposito…il pianoforte a coda dove è finito? e il telescopio ?

  4. Seggi aperti ha detto:

    Però il silenzio di tutti consiglieri comunali di maggioranza sulle Fontanelle è inquietante.
    I casi sono:
    1) Non ne hanno mai sentito parlare (possibile);
    2) Ne hanno sentito parlare ma vogliono u cammaruni;
    3) Ne hanno sentito parlare ma vogliono l’abbattimento;
    4) Ne hanno sentito parlare ma non gliene frega niente (più che possibile);
    5) Ne hanno sentito parlare, vorrebbero il teatro ma no lo dicono (quasi certo).
    Perché?????
    Potete votare

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